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Rischi aborto a Buoncammino

(IlMinuto) – Cagliari, 24 settembre – Una situazione che rischia di sfociare in tragedia: “Zagorka Nikolic, 40 anni, 12 figli, al terzo mese di gravidanza, Lela Radulovic, 30 anni, quattro figli, due aborti spontanei, due nascite con malformazioni congenite, incinta di 6 mesi, Monica Jovanovic, 28 anni, cinque figli, anche lei da sei mesi in stato interessante”. Sono i nomi di tre donne, due delle quali con minacce d’aborto, che “si trovano rinchiuse insieme in una cella della sezione femminile del carcere di Buoncammino”. Una situazione inaccettabile, che rischia di degenerare con conseguenze drammatiche. E’ la denuncia di Maria Grazia Caligaris, presidente dell’Associazione Socialismo Diritti Riforme, che ha accolto le istanze delle recluse. Siamo di fronte all’ennesimo caso di incompatibilità con il regime di reclusione: “E’ impensabile – afferma la Caligaris – che non sia stata individuata un’alternativa alla carcerazione quando le condizioni sono chiaramente incompatibili con la detenzione”. Ciò che sorprende è allora “l’inerzia delle Istituzioni. La Provincia di Cagliari da tempo ha predisposto un progetto per l’attivazione di un Centro di Accoglienza per Madri Incarcerate (CAMI)”. Una struttura che potrebbe evitare ai più piccoli il trauma della carcerazione e offrire alle madri la possibilità di vivere l’esperienza detentiva all’interno di una casa famiglia, con iniziative di recupero sociale e avviamento al lavoro. Tutto ciò “permetterebbe – pecisa la Caigaris – anche di abbattere la recidiva”. Tuttavia nulla di concreto è stato fatto in questa direzione. “Ancora una volta – conclude la presidente di SdR – facciamo appello alla sensibilità dei Magistrati, ma la questione delle donne detenute incinte o con minori al seguito non può essere più tollerata. Lo vietano il senso di umanità e il rispetto delle norme vigenti”.

F.P.

Fotografia di Rob. Fonte Flickr

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