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Facciamo 13

(IlMinuto) – Cagliari, 11 ottobre – A volte abbiamo l’impressione che tutto sia già stato detto, scritto e fatto ma le cose non stanno così. Nella nostra isola è necessario fare fronte allo sfascio economico, politico e culturale a cui ci hanno condotto 150 anni di dominazione italiana. È necessario sottrarci alla decadenza ed impedire che il destino collettivo del popolo sardo dipenda dalle scelte di uno stato corrotto e decadente che ci tiene in pugno come mosche. Il problema è che tutti gridano al cambiamento, compresa una batteria ben nutrita di lupi travestiti da agnellini. C’è chi sta utilizzando la battaglia per la zona franca come cavallo di troia per una rielezione a governatore, chi lascia il partito tricolore in cui è nato e cresciuto per incitare i sardi a fare la “rivoluzione” (con lui come ducetto, ovviamente), chi si converte sulla via di Damasco e in nome della partecipazione femminile si riscopre sensibile alle tematiche indipendentiste. Abbiamo perfino ex assessori regionali eletti in quota Lega Nord che dissotterrano l’ascia di guerra dell’identitarismo e non mancano profeti dell’ultimo minuto, disertori dell’ultima ora, inventori di neologismi, fondatori di gruppi facebook identitari, illusionisti e celebrità assortite. La confusione è grande sotto il cielo e bisogna mettere ordine, non solo con le parole, ma con i fatti e con un reale processo politico che faccia chiarezza.

Mentre questa batteria di imbonitori scalda i motori, intruppa le clientele e stacca i primi assegni per la campagna elettorale, lavoratori, studenti, disoccupati, intellettuali, indipendentisti, esponenti dei comitati di difesa dei territori si riuniranno in sette diversi luoghi dell’isola per proporre un programma di politica economica, culturale, ambientale e sociale che rivolti come un calzino i rapporti di potere e di sottomissione in cui si trova il popolo sardo.

Questo è il fatto nuovo che sta accadendo nell’isola di Sardigna, un fatto mai accaduto prima!

Per la prima volta le linee generali del programma verranno decise direttamente dai lavoratori, dai disoccupati, dai comitati di base, da tutti quegli indipendentisti che hanno deciso di non arrendersi al collaborazionismo dilagante, in SETTE assemblee che si svolgeranno in contemporanea in tutta l’isola.

Nelle stesse assemblee verranno eletti i delegati che avranno il compito di assemblare e approfondire il programma e di eleggere i portavoce.

Tutte le decisioni verranno prese in totale democrazia e chiunque verrà scelto a rappresentare questo progetto verrà eletto e non incoronato dall’alto o cooptato da un apparato partitico.

È la prima volta che questo accade ed è emozionante vivere il tempo che ci separa dalla data di domenica 13 ottobre, perché questi sono i piccoli eventi importanti nella storia di un popolo in marcia verso la libertà e il progresso.

È finito il tempo dei programmi preconfezionati, delle candidature imposte, della politica ridotta a marketing, degli scontri di consorterie spacciati per primarie di partito, dei televoto o teleblog spacciati per democrazia e trasparenza. È ora di prendere in mano la nostra vita, di raccogliere le idee, le forze e i progetti migliori che ogni territorio è in grado di esprimere e di rovesciare la situazione a favore del nostro popolo. È l’ora della partecipazione, è l’ora della chiarezza, è l’ora dell’indipendenza!

Cristiano Sabino

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