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Amianto: lettera aperta del Presidente AFeVA Sardegna Salvatore Garau

Alghero, giovedì 17 aprile 2014

Alla cortese attenzione del

Sig. Presidente della Regione Autonoma della Sardegna,

Prof. Francesco Pigliaru, presidente@regione.sardegna.it

Sig. Sindaco di Cagliari,

Massimo Zedda, sindaco@comune.cagliari.it

Sig Questore di Cagliari,

Dott. Filippo Dispenza, questore.ca@poliziadistato.it

Cagliari, lunedì 28 aprile 2014, Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto.

Corteo e Sit-in davanti al Palazzo della Regione Autonoma della Sardegna

dalle ore 09,30 alle ore 13,30

MANIFESTIAMO PERCHE’…

L’uso e l’abuso dell’amianto ha provocato e continuerà a provocare migliaia di lutti evitabili. Il Punto di partenza della lotta all’amianto e a tutto ciò che provoca è la consapevolezza del fatto che questa tragedia era evitabile e che i morti e i malati che contiamo oggi sono il frutto amaro di esposizioni ad amianto del passato, anche recente, e che quelli che conteremo domani saranno l’amaro frutto di ciò che non saremo in grado di fare oggi.

In Italia, ogni anno, a causa dell’amianto, tra mesoteliomi, tumori al polmone e agli altri organi bersaglio muoiono oltre 4000 persone! 11 morti evitabili al giorno!
In Sardegna, ogni anno, ne muoiono almeno 50!
In Sardegna, i tre comparti lavorativi che contribuiscono al maggior gettito di morti per mesotelioma sono: il Comparto Petrochimico, il Comparto Difesa (Marina Militare) e il Comparto Edile.
In Sardegna, nel periodo 2005/2008, il 26 % dei 50 casi di mesotelioma rilevati e definiti dal COR Sardegna del ReNaM, sono donne, di cui solo una definita con “esposizione professionale”.

Numeri Veri. Vittime Vere!

Nel 1993, il legislatore italiano, al fine di coprire il buco nero di omissioni, durato oltre quaranta anni, che ha caratterizzato l’uso e l’abuso dell’amianto nei luoghi di lavoro nel nostro Paese, approvando la legge 271/1993 di modifica dei commi 7 e 8 dell’art. 13 della legge 257/1992, socializzava il costo di un’ENORME COLPA COLLETTIVA, riconoscendo a tutti i lavoratori pubblici e privati esposti e malati a causa dell’amianto, il diritto a un indennizzo pensionistico, attraverso una maggiorazione di contributi previdenziali.
Nel corso degli anni, l’impianto normativo originario, pensato per indennizzare tutti i lavoratori inconsapevolmente esposti all’amianto respirato e ingerito nei luoghi di lavoro, è stato costantemente svuotato dei contenuti rendendolo di fatto vacuo, formalmente inapplicabile, sino ad arrivare all’approvazione di leggi truffa!

Molti lavoratori sono stati volutamente esclusi, altri falsamente inclusi, altri ancora, sebbene riconosciuti esposti e malati, a causa della “Riforma Fornero”, ulteriormente penalizzati. Non bastava l’amianto!

Anche sulle Competenze Regionali e Provinciali il quadro è desolante!
Infatti, se da una parte i “decisori” Nazionali stanno vergognosamente insabbiando tutto, è vero anche che questo è accaduto con il silenzio assordante dei “decisori” Regionali i quali si sono dimostrati tanto incapaci di difendere il diritto alla Salute dei cittadini e dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto quanto di attuare e applicare pienamente la Legge Regionale n. 22 del 16 dicembre 2005!

Sul fronte delle bonifiche, nel quadriennio 2006/2009, la Regione ha erogato alle Province Sarde la considerevole somma di 22,551 mln di euro. In quel periodo le province Sarde sono state capaci di spendere, mediamente, solo l’8,84 %. Sebbene gli ultimi dati disponibili confermino una tendenza all’aumento della spendita delle risorse date, questa però si è attestata mediamente intorno al 30%, tanto che la Regione ha messo atto il definanziamento di alcune Province inadempienti delle somme erogate negli anni 2006/2008.

L’uscente Giunta, forse per “punire” l’inerzia di alcune Province (Sempre a danno dei cittadini!), ha nel tempo ELIMINATO I FONDI DESTINATI ALLA BONIFICA (l’Agognata Prevenzione Primaria!), passati dagli iniziali 8.000.000 di euro impegnanti nel 2006, ai 2mln nel 2010 sino ad essere azzerati nella recente finanziaria. Conservando 20mila euro da destinare alla realizzazione della conferenza Regionale sull’Amianto, sempre annunciata e mai realizzata!

Per quanto riguarda la Sorveglianza Sanitaria, i lavoratori ex esposti all’amianto non sanno che esiste questo “beneficio” (che deriva dal MALEFICIO di aver respirato AMIANTO!); è assente la prevista e promessa “capillare campagna di informazione permanente”; è assente la promessa “ricerca attiva” degli ex esposti; non è stato istituito il registro dei casi accertati di asbestosi, previsto dalla direttiva CE 148/2009, in pratica la revisione della direttiva CE 477/83; è necessario investire nella ricerca di nuovi metodi diagnostici per giungere alla diagnosi precoce e nella ricerca di nuove ed efficaci terapie; chi si ammala e muore, e i familiari di questi, non viene a conoscenza dei diritti che gli spettano. E’ indispensabile affiancare alla Sorveglianza Sanitaria un ufficio/patronato che avvii “d’ufficio” le pratiche burocratiche per l’accesso ai diritti risarcitori previsti;

Sul fronte, poi, della rilevazione e risarcimento del danno subito dai lavoratori, a titolo di esempio, si rileva l’incongruenza tra le sole 3 (tre) denunce di malattia professionale per Mesotelioma inviate dai medici e registrate dall’INAIL nel 2011 e i 21 casi di Mesotelioma attivamente rilevati dal COR Sardegna del ReNaM nello stesso anno.

In pratica, per quanto riguarda le competenze regionali, sia la Prevenzione Primaria sia quella Secondaria non riescono ad affermarsi -nonostante la presenza di una Legge (prima)ben finanziata-, negando così il Diritto alla Salute e all’Ambiente di lavoro e di vita salubre, così come è negata anche l’emersione e il risarcimento del Danno che l’amianto provoca, ha provocato e, se NON si interviene tempestivamente, continuerà provocare ancora per molto tempo!

Davanti a tale inerzia, è evidente che non è solo un problema di normativa e di mancanza di denaro.

PERTANTO

Nel rivendicare il diritto di ciascuna donna e ciascun uomo a far valere in ogni sede la propria, inviolabile, opinione politica, ribadisce che in quanto Associazione non ha preferenze partitiche né di bandiere, perché la lotta all’Amianto non ha colori ed è a favore di tutti i lavoratori e di tutti i cittadini. L’Amianto, infatti, non colpisce più a destra piuttosto che a sinistra o al centro; l’Amianto colpisce operai, soldati, donne, bambini, anziani e persone di qualunque estrazione sociale, status socioeconomico, credenza religiosa e appartenenza politica!
Consapevoli che la questione Amianto è risolvibile solo con concrete interconnesse e coordinate AZIONI POLITICHE di carattere Sociale, Ambientale, Sanitario, Previdenziale e Prevenzionale;
Ritenendo ancora valido l’impegno assunto dall’intero Consiglio Regionale della Regione Autonoma della Sardegna il 13 giugno 2012, con l’approvazione dell’OdG n. 85;

CHIEDIAMO

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA E ALLA SUA GIUNTA

1) Di intervenire con urgenza presso il Governo affinché vengano modificati gli atti di indirizzo ministeriali che dal 2001 regolano i benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto e affinché vengano ricompresi tutti i siti sardi in cui i lavoratori sono stati esposti all’amianto, ad oggi esclusi o parzialmente inclusi;

2) Di intervenire con urgenza presso il Governo Nazionale affinché sia affermato nei confronti del personale militare:

il pieno riconoscimento dei periodi di esposizione ad amianto indicati nel curriculum lavorativo emessi dal Ministero della Difesa, senza distinzioni di mansioni e categorie, così come fa l’amianto, tenendo presente che, sopratutto in ambito Marina Militare, l’esposizione ad amianto è stata continuativa -24 ore su 24 ! – e che il limite temporale del 2.10.2003 imposto dalla vigente normativa non ha eliminato la successiva continua e qualificata esposizione ad amianto del personale;

il pieno riconoscimento della cumulabilità dei detti periodi, sia nei confronti del personale esposto ancora “sano” sia nei confronti del personale in cui gli effetti dell’amianto si sono già manifestati, prevedendo che i predetti periodi siano fatti valere sia ai fini del diritto che della misura della pensione.

3) Di intervenire con urgenza presso il Governo Nazionale affinché intervenga immediatamente presso la Direzione per il Personale Civile della Difesa (PERSOCIV) e il Dipartimento della Funzione Pubblica per sanare i provvedimenti negativi già adottati a danno dei dipendenti civili dello Stato dal riconoscimento dello status di Vittima del Dovere assunti, in applicazione dell’art. 6 del d.l. n. 201 del 2011. (Vista la precisazione del Governo, resa in sede di risposta alla interrogazione AC 02/00363 del 14.01.2014, che dalla applicazione del citato art. 6 è espressamente escluso il personale, civile e militare, appartenente al comparto sicurezza-difesa per i quali, dunque, è sempre previsto l’accertamento della dipendenza da causa di servizio ai fini del riconoscimento dello status di vittima del dovere, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata ordinaria)

4) Di sollecitare con urgenza il rapido esame in Parlamento con successiva approvazione del DDL n 8del Sen. Casson e altri, depositato il 15 marzo 201, concernenti i “Benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto, malati o deceduti a causa dell’amianto;

5) Di operare in sede di Conferenza Stato Regioni per l’approvazione e il varo del Piano Nazionale Amianto;

6) Di istituire, senza maggiori oneri per la finanza regionale, la Commissione Regionale Permanente tecnica-politica, della quale ne faranno parte anche due referenti delle Associazioni delle Vittime dell’Amianto Regionali, che pervenga alla istituzione dello Sportello informa-attivo unico amianto Regionale, alla valutazione e applicazione della normativa nazionale e regionale di settore e alla elaborazione e promozione di protocolli d’intesa tra tutti i soggetti coinvolti al fine di:

a) dare piena attuazione della legge regionale n. 22 del 2005, migliorandola ove si ritenga;

b) di garantire tramite lo Sportello informa-attivo unico amianto Regionale, un’informazione costante, itinerante e diffusa indirizzata alle famiglie, ai cittadini, ai lavoratori, ai tecnici provinciali e comunali, alle imprese, in sintonia con con gli uffici ambiente provinciali e comunali e con l’INAIL e l’INPS;

c) individuare tutti i siti sardi in cui i lavoratori e i cittadini sono stati esposti all’amianto;

d) creare la rete di saperi, di competenze e sensibilità;

e) di attivare la ricerca attiva degli ex esposti all’amianto utilizzando le banche dati degli ex esposti tenute da INAIL e da INPS, al fine di informarli dell’esistenza della possibilità di accedere a sorveglianza sanitaria gratuita, includendo anche chi ha fatto la richiesta per ottenere dei benefici previdenziali e garantendo possibilità di accesso ad eventuali richieste provenienti da lavoratori con esposizioni ora non note, e/o valutate a cura delle ASL utilizzando le banche dati dei piani di lavoro autorizzati e/o i dati presenti in letteratura del ReNaM.

f) elaborare le linee guida per la sorveglianza sanitaria univoca, anche al fine di agire d’ufficio nelle pratiche burocratiche di accesso ai diritti risarcitori previsti, avviando con tempestività l’iter della “prevenzione” sociale e avviando tempestivamente il malato alle migliori cure disponibili e in strutture accreditate e certe;

g) avviare progetti di info-formazione e sensibilizzazione rivolti al comparto sanitario;

h) ripristinare i Fondi della bonifica dei siti a 8 mln di euro, prevedendo: di elevare il cofinanziamento, in caso di non abbienza, dal 60% al 100%; di cofinanziare la ricostruzione sia degli edifici pubblici che privati; calmierare e controllare i prezzi di bonifica dell’amianto, individuando un preciso prezzario regionale adeguato agli interventi di bonifica, di trasporto e dei costi di smaltimento in discarica e di inertizzazione dell’amianto, stabilendo altresì gli ambiti di conferimento;

i) avviare progetti pilota di micro-raccolta, definizione delle strategie e organizzazione degli interventi e dei depositi temporanei e di stoccaggio;

l) elaborare i piani di lavoro semplificati e standardizzati (per le piccole bonifiche);

m) creare short-list dei bonificatori cat. 10a e 10b, trasportatori cat. 5 e gestori delle discariche che aderiscono ai protocollo di intesa;

n) completare il censimento e georeferenzazione dei siti, pubblici e privati, e dei materiali contenenti amianto e avviare uno studio de “Le Vie dell’Amianto”, sulla Importazione, Lavorazione, Commercializzazione dell’Amianto e dei Materiali Contenenti Amianto in Sardegna;

o) organizzare e realizzare annualmente la Conferenza Regionale Amianto.

4000 morti evitabili all’anno, 11 al giorno! Non si cancellano con un decreto o tacendo!

Lunedì 28 aprile 2014, in occasione della Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto e de Sa Die de sa Sardigna, scenderemo in piazza, a Cagliari, per ricordarlo.

f.to AFeVA Sardegna, il presidente

Salvatore Garau

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