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Sabino FIU scrive a Sanna PD

Lettera aperta

Gentile candidato a Sindaco del PD, insisto nel rimarcare che la vostra è stata ed è tutt’oggi una politica del silenzio circa la tragedia senza precedenti dell’inquinamento industriale del sito SIN Porto Torres-Sassari. Di seguito riporto le mie ragioni.

In merito alla risposta del candidato a sindaco del PD Nicola Sanna in risposta alle mie osservazioni sulla necessità di esigere le bonifiche dell’intera area industriale di Porto Torres e di un completo ed efficace risanamento di tutta l’area del S.I.N. Porto-Torres Sassari vorrei chiarire quanto segue:

- Le bonifiche inserite nel protocollo d’intesa tra ENI, sindacati e istituzioni, non sono una gentile concessione dell’ENI o oggetto di trattativa tra le istituzioni stesse e il gruppo ENI, ma sono un diritto sancito dal quadro normativo europeo fondato sulla nozione giuridica fondamentale “chi inquina paga”. La Giunta quindi non avrebbe dovuto ritoccare alcuni punti come Sanna afferma, ma esigere bonifiche integrali a carico della Multinazionale. Nel protocollo d’intesa di cui è sempre andata molto orgogliosa tutta la giunta Ganau, attuale candidato sindaco incluso, sono previsti 530 milioni di investimenti da parte di Syndial per le bonifiche dell’area ex SIR. Questo dato viene riportato come un grande successo degli Enti locali nella trattativa con l’Eni. È però doveroso da parte mia avvertire i cittadini sassaresi che la cifra necessaria stimata per bonificare il sito di Porto Torres, uno dei più inquinati d’Europa, ammonta a 1500 milioni di euro. A tutt’oggi le bonifiche comunque non sono ancora iniziate ed in più la situazione si è aggravata per la dismissione della Vinyls che, senza più alcuna manutenzione, conserva serbatoi pieni di dicloroetano, sostanza estremamente tossica e cancerogena.

- Chiaramente nella mia nota precedente volevo rimarcare il carattere prono della Giunta Ganau agli interessi della multinazionale ENI e del suo gruppo. Atteggiamento che ha portato la Giunta stessa a firmare il protocollo di intesa senza prima coinvolgere la popolazione residente nel S.I.N. (Porto Torres, Sassari). Ciò è avvenuto in sordina e in aperta violazione ai principi presenti nella Dichiarazione di Stoccolma sull’Ambiente Umano (n.1), e nella dichiarazione di Rio su Ambiente e Sviluppo, poi riversate e sistemate nella Convenzione di Aarhus (in Danimarca) del giugno 1998.

La Convenzione di Aarhus riconosce i seguenti diritti:

· accesso alle informazioni che riguardano l’ambiente;

· partecipazione del pubblico al processo decisionale;

· accesso alla giustizia in materia ambientale.

L’Unione Europea ha inoltre ratificato la Convenzione emanando la Direttiva 2003/4/CE recepita dall’Italia dal D.Lgs. 19 agosto 2005, n.195.

A tal riguardo, caro Nicola Sanna, ritengo alquanto singolare che una forza esplicitamente europeista come quella del suo partito abbia violato bellamente tale convenzione convocando i cittadini al Teatro Civico solo post festum, a protocollo firmato.

Lungi da me intavolare una sterile polemica con il candidato sindaco del PD, ma vorrei che fosse chiaro che a mio parere è mancata una politica della chiarezza e della trasparenza.

Ma arriviamo ora alla famosa delibera n. 186 del 20.06.2012. Quando un atto amministrativo ha un elevato valore politico teso alla difesa degli interessi e della salute della comunità che si rappresenta lo si rende pubblico e non lo si tiene in un cassetto solo per proteggere gli amministratori da eventuali ulteriori guai giudiziari. Invece, facendo un semplice controllo incrociato sulle principali testate giornalistiche e sulle agenzie di stampa, non riusciamo a trovare un solo trafiletto che annunci la costituzione a parte civile del Comune contro il gruppo ENI, così come non troviamo indignazione e protesta contro la caduta in prescrizione. E sottolineo prescrizione, e non assoluzione per decorrenza dei tempi delle imputazioni per disastro ambientale e relative conseguenze a carico dei dirigenti locali dell’azienda partecipata dello Stato Italiano. Azienda che, a quanto pare, non si può disturbare quando si programma l’ulteriore sacco del territorio.

Vige quindi il silenzio, anzi regnano gli accordi riservati anche quando a Palazzo Chigi si firma, col Governo nazionale, l’Eni e la Novamont Spa, il 26 maggio 2011 (alla presenza di Gianni Letta Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Stefania Prestigiacomo Ministro dell’Ambiente, Paolo Romani Ministro dello Sviluppo Economico, Maurizio Sacconi Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Paolo Scaroni Amministratore Delegato Eni, Catia Bastioli Amministratore Delegato Novamont, il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna), il protocollo d’intesa sulla Chimica Verde a Porto Torres. Qui le parti firmatarie si impegnano a favorire la riconversione industriale del sito petrolchimico di Porto Torres, che conta circa 2.000 lavoratori, compresi quelli dell’indotto in “un polo di produzione di monomeri-bio, bio-plastiche, bio-lubrificanti, additivi per gomme ed elastomeri, nonché di cogenerazione energetica da biomasse” che diventino “volano per la ripresa dell’economia locale del comparto chimico e di quelli collegati dell’agricoltura, della ricerca e dell’innovazione” e per “promuovere lo sviluppo e l’utilizzo su larga scala di fonti energetiche compatibili”.

E’ inoltre di questi giorni la notizia delle lettere di licenziamento (una quarantina, su un totale di 113 operaispedite a Marghera dal curatore fallimentare della Vinyls. Secondo fonti della Filctem Cgil di Venezia la stessa sorte dovrebbe toccare anche ai lavoratori dello stabilimento di Porto Torres, malgrado il centro-sinistra avesse preannunciato una dura battaglia (dove? Come?) contro le multinazionali che si stanno disimpegnando senza garantire i lavoratori. Nel silenzio, ancora una volta, si abbandona al suo destino chi poteva con conoscenze tecniche fare manutenzione e in seguito bonificare i serbatoi pieni di dicloroetano. E’ a mio avviso imbarazzante che la bonifica diventi una parola vuota usata dagli amministratori che non sanno progettare in funzione degli interessi della comunità – lavoratori compresi – senza peraltro avere la ferma volontà di disturbare l’ENI nei suoi progetti di disimpegno.

Il sindaco dei Sassaresi a mio parere deve essere in prima linea in questa battaglia e così purtroppo non è stato. Anche per questo motivo ho accettato la candidatura a sindaco in una assemblea popolare e realmente democratica. Anche per questo motivo credo che per i sassaresi sia arrivato il tempo di voltare finalmente pagina e mandare in minoranza i partiti proni ai voleri delle multinazionali che hanno massacrato e avvelenato il nostro territorio!

“Prima di tutto le bonifiche” sarebbe dovuta essere la parola d’ordine di una Giunta con la schiena dritta, che avrebbe dovuto condurre in primis una battaglia per il lavoro orientata alla formazione professionale finalizzata all’attività di bonifica dei lavoratori esclusi dal ciclo produttivo con la chiusura degli impianti industriali. Invece la vostra, caro Nicola Sanna, è stata una politica di un silenzio assordante, che difficilmente le generazioni future a cui lasceremo disoccupazione e terra avvelenata riusciranno a perdonarvi.

Distinti saluti,

Cristiano Sabino

Fronte Indipendentista Unidu

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