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Ecco come Sabino candidato a sindaco per il FIU cambierebbe Sassari

(IlMinuto) – Cagliari, 6 maggio – 34 anni, corre per elezioni comunali di Sassari, Cristiano Sabino è il più giovane dei sei candidati a sindaco. Volto noto dell’indipendentismo, professore di Storia e Filosofia, è il nome che il Fronte Indipendentista Unidu ha scelto, in un ‘assemblea pubblica, per entrare a Palazzo Ducale. Una grande aspirazione la sua, quella di cambiare Sassari. Per capire come lo farà abbiamo rivolto al candidato del FIU alcune domande:

Cinque aggettivi che descrivono Sassari oggi e perché

Nascosta non solo perché tantissimi spazi e strutture della nostra città sono abbandonate e impraticabili, ma anche perché esistono energie inespresse di tipo culturale ed economico che nessuna amministrazione ha mai ascoltato e promosso.
Sedotta e abbandonata da decenni di amministrazione colonialista, di una parrocchia o l’altra. Ad ogni tornata elettorale nuova seduzione e poi l’abbandono.
Bella addormentata. Perché è una città messa su da zappatori, ortolani e commercianti nei secoli e ricca di una cultura popolare unica nel suo genere, che va tutelata e difesa prima che sia troppo tardi. Perché è la mia città e nonostante le colate di cemento, le zone industriali che hanno soffocato gli orti, i palazzi storici colpevolmente abbandonati, le valli trasformate in giungle inarrivabili continuo a trovarla magica e mi piace pensare che un giorno, magari anche con il nostro contributo, le vie del centro possano tornare a popolarsi di botteghe e mercati e le piazze ad essere teatro di incredibili storie sassaresi. Sassari si sveglierà dal lungo sonno in cui una storia di sudditanza e corruzione l’ha precipitata.

Come intendete coinvolgere la popolazione di Sassari affinché possa tenere il controllo, pubblico e trasparente di tutte le operazioni urbanistiche che si attueranno? Uno dei punti fondamentali del nostro programma è il ripristino della partecipazione democratica, come del resto è previsto dagli artt. 69 e segg. dello Statuto comunale. Il PUC è stato invece calato dall’alto e solo in seguito l’amministrazione ha cercato di contenere le obiezioni che stavano montando in una seria e vibrante protesta dei cittadini e delle diverse associazioni.

Come vi comporterete relativamente al consumo del suolo? Ci potreste dare indicazioni precise, su se e in quali aree per voi è possibile costruire?

Il nuovo PUC elaborato dalla Giunta uscente prevede la possibilità di insediare 31.851 nuovi abitanti con un incremento demografico del 24,6% in 2,4 milioni di metri cubi di nuove costruzioni. Sono cifre da fantascienza, sappiamo tutti che Sassari è una città in via di spopolamento, orribilmente deturpata negli anni da lottizzazioni selvagge che hanno fra l’altro divorato la stupenda corona ulivetata che la circonda. Dobbiamo mettere un freno alla speculazione e contemporaneamente rilanciare l’edilizia attraverso il recupero e la ristrutturazione degli edifici abbandonati. Noi procederemo ad una delibera comunale per il congelamento immediato del consumo di territorio, faremo una mappatura puntuale degli ecomostri e delle strutture abbandonate e apriremo un registro con procedure di urgenza per il loro recupero (in collaborazione con le facoltà universitarie presenti nel nord Sardegna).

Perché un elettore dovrebbe votare per lei?

Se volessi stupirvi con effetti speciali vi direi perché sono il candidato a sindaco più giovane, ma credo primariamente nelle ragioni della politica basata sulle motivazioni reali e non sul marketing. Quindi vi rispondo perché sono l’unico candidato scelto in un’assemblea popolare e non imposto dall’alto o scelto su internet; perché ho dietro una squadra preparata da sempre impegnata nelle lotte contro la sfacciata arroganza del potere; perché sono l’unico fra i candidati a sindaco che non è mai stato intruppato da nessun partito di centro destra e di centro sinistra e accoliti, e che non ha nessun lagame, di nessun genere, con le clientele e le lobbies che dominano e soffocano la nostra città.

Quali sono le priorità del suo programma?

Per prima cosa approveremo una liberatoria per le piazze del mercato contadino e dell’artigianato artistico. La gente uscirà fuori dai templi della grande distribuzione che drenano importanti risorse economiche fuori dall’isola e tornerà a popolare la città. La liberatoria sarà estesa anche agli artisti, nelle “piazze dell’arte” si potranno esibire gratuitamente e senza chiedere alcun permesso artisti di tutta la Sardegna e internazionali. Porteremo i cibi della Nurra, e quelli sardi in generale nelle mense scolastiche e ospedaliere sottraendo gli appalti alle grandi aziende come la Laser e facendo convenzioni con i piccoli e medi produttori. Ciò instaurerà un legame fra la città e la campagna, spezzato da anni di amministrazione colonialista e monopolista. Applicheremo la mozione no slot approvata grazie alle recenti lotte degli indipendentisti e lasciata però a riposare dentro un cassetto. Sarà un sollievo per tutte quelle famiglie colpite da questa terribile piaga nonché un’opportunità per gli esercenti che aderiranno alla nostra carta etica per rilanciare la loro attività. Avvieremo il progetto “rifiuti zero” applicando la tariffa puntuale sulla differenziata, il porta a porta integrale e l’installazione di macchinette “mangia” vetro e plastica in città. Chi butterà lattine e bottiglie avrà un tot di moneta comunale a disposizione per fare acquisti nei negozi cittadini: in tal modo aumenteremo il potere d’acquisto dei cittadini, porteremo le persone a rifrequentare la città e favoriremo l’educazione alla raccolta differenziata. Avvieremo i parcheggi filtro per decongestionare la città dal traffico eccessivo e chiunque avrà la possibilità di parcheggiare gratuitamente ai margini del centro e di spostarsi gratuitamente verso il centro usufruendo di ticket gratuiti. Garantiremo parcheggi gratuiti almeno nelle prime 2 ore negli spazi adiacenti agli ospedali per chi deve usufruire dei servizi medico-sanitari ospedalieri (oggi in alcuni casi sono i parcheggi più costosi e si favorisce così un business sulla sofferenza, che ritengo moralmente inaccettabile). Anche i parcheggi nella corona attorno alla ZTL saranno liberi per le prime due ore, allo scadere del disco orario il parcheggio a pagamento secondo le tariffe vigenti. Queste semplici misure di buon senso risolleveranno la città in pochissimi mesi!

Che cosa la differenzia rispetto agli altri candidati?

Non faccio gli interessi delle multinazionali,  sono una persona trasparente, non aspetto un guru d’oltremare, non sono una banderuola, vivo del mio lavoro, la mia intera vita è a testimone della mia lotta indefessa per una Sardegna indipendente e prospera.

In caso di vittoria qual è la prima cosa che farebbe dopo il suo ingresso a Palazzo Ducale? Quali le priorità dei primi cento giorni di amministrazione?

Fare chiarezza sugli appalti della precedente amministrazione. Ho il dubbio che ci sia tanta immondezza sotto il tappeto, per esempio appalti per la gestione dei rifiuti urbani vinti per due volte da una sola concorrente. Ma anche appalti per le opere pubbliche, per i servizi sociali, per la gestione del verde pubblico: molti operai ci hanno raccontato storie davvero torbide a tal proposito. Ci sono troppe ambiguità e bisogna sgombrarne il campo. Nei primi cento giorni dobbiamo stabilizzare i precari storici del Comune, convocare i commercianti, gli operatori del mercato civico, gli ambulanti, gli artigiani, i produttori dell’agro, le rappresentanze dell’agro, per disporre insieme un piano di rilancio della vita economica e culturale della nostra città. Noi abbiamo progetti validi, ma sentiamo la necessità di sentire il parere di tutti e di avere da tutti il massimo sostegno e la massima collaborazione. Sassari con noi in maggioranza sarà un grande cervello collettivo e il cambiamento sarà epocale!

E in caso di sconfitta? (Come proseguirà il suo cammino, appoggerà il vincitore?)

Un grande drammaturgo tedesco diceva che chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso. Non c’è sconfitta in quello che stiamo facendo. Sappiamo che stiamo andando a scontrarci contro una macchina organizzata e ben oliata, che trae il suo potere da clientele solide, da una ferrea struttura piramidale e soprattutto dalla disperazione e dalla sfiducia cronica della gente. Non appoggeremo nessuno, non faremo accordi con nessuno. Rappresentiamo l’unica alternativa alla miseria, alla decadenza, all’avvelenamento della terra e della coscienza. Continueremo a lottare come abbiamo sempre fatto, con umiltà e determinazione, per liberare la nostra città e il nostro Paese dal colonialismo, dalla dipendenza, dalla corruzione.

Tecnica o politica, come sarà composta la sua giunta?

Ogni grande cambiamento nella storia è animato da una idea forte e le idee sono il nocciolo della politica. Ma senza il contributo di chi a Sassari e nel nord Sardegna ha dedicato negli anni la sua vita ad elaborare strategie di trasformazione virtuosa della società le nostre idee rischieranno di rimanere tali. Ci rivolgeremo ad associazioni, comitati, intellettuali, professionisti. Sassari sarà un laboratorio di democrazia e trasformazione. Sarà entusiasmante e faticoso. Ce lo ricorderemo a vita!

Un appello agli elettori

Finora in vita mia non ho chiesto nemmeno un voto e non inizierò certo ora. Agli elettori chiedo di leggere il nostro programma, di ascoltare le nostre parole e di informarsi sulle nostre vite. La nostra campagna elettorale non arriva ai duemila euro di spese e nessuno di noi ha alle spalle famiglie importanti o clientele. La nostra vera forza è la passione e la creatività che mettiamo nel disegnare una città radicalmente differente e la profondità della nostra proposta politica. Il 25 maggio vedremo quanti sassaresi non avranno paura della libertà e del cambiamento!

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