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Invalsi: “Non rimanere a testa china, boicotta i test”: il Collettivo Studentesco Antonio Gramsci si ribella

(IlMinuto) – Cagliari, 12 maggio – “Continua il progetto di distruzione della scuola pubblica, questa volta con la spinta del ministro Giannini e del premier Renzi”. E’ quanto affermano i giovani studenti del Collettivo Studentesco Antonio Gramsci di Oristano in merito ai Test Invalsi previsti per domani 13 maggio. Gli studenti del collettivo, con un documento assai articolato, sottolineano il loro rifiuto di fronte alla concezione “classista ed elitaria dell’istruzione che si nasconde dietro il paravento della meritocrazia”. “Non abbiamo paura di essere valutati ma non accettiamo che siano dei quiz a dirci quanto valiamo”. E sottolineano: gli Invalsi sono “quiz che tra l’altro producono una didattica nozionistica e che ci considerano dei numeri: si pensi al fatto che le domande dei test essendo scelte dal Ministero riguardano il programma completo indicato dal Ministero stesso”. Inutile sottolineare che chi conosce la scuola sa con certezza che non si arriva mai a svolgere tutto il programma ministeriale, e allora perché fare questi quiz? Stando a quanto affermato dal Collettivo studentesco questi sono quiz che puntano “a creare all’interno dell’istruzione pubblica una divisione fra scuole di serie A e di serie B e università di serie A e di serie B”. Tuttavia, questo non è tutto, perché – sottolineano gli studenti – “in base al Sistema Nazionale di Valutazione approvato dal governo Monti, i risultati dei test dal 2014 saranno utilizzati per dare una valutazione alle singole scuole e quindi per creare delle graduatorie in base alle quali il Ministero distribuirà risorse alle scuole più “meritevoli”, abbandonando al loro destino le scuole di periferia e con più difficoltà”. Le prove Invalsi non sono obbligatorie, è in virtù della libertà o meno di prenderne parte il Collettivo Studentesco Antonio Gramsci invita “tutte le studentesse e gli studenti delle scuole superiori della Provincia di Oristano a boicottare i test”, e ricorda che i quiz possono essere boicottati “non entrando a scuola, entrando in ritardo, consegnando in bianco o pasticciando il foglio, dichiarandosi in stato di autogestione”. Gli studenti concludono scrivendo: “invitiamo tutte le studentesse e gli studenti a renderci note in qualsiasi modo minacce, intimidazioni e provvedimenti disciplinari da parte dei dirigenti scolastici o dei professori collaborazionisti verso chi non vorrà sottoporsi ai test. Il nostro Collettivo provvederà a denunciare pubblicamente ogni forma di prevaricazione e ogni abuso di potere”.

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