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La Sardegna incanta (e attende) lo spagnolo Roberto Caston

(IlMinuto) – Cagliari, 6 giugno – Roberto Caston, trentanovenne regista e sceneggiatore spagnolo di La Coruña, è stato ospite al Terre di Confine Film Festival con Ander, film che ha ottenuto numerosi riconoscimenti fra cui il Paris Cinéma 2009 e il Berlino International Film Festival e che è stato proiettato in moltissimi Paesi fra cui Israele, Taiwan, Olanda, Germania, Belgio e Svizzera. Il regista è rimasto immediatamente affascinato dalla Sardegna e ha manifestato il desiderio di girare un film proprio qui in un prossimo futuro. Forse perchè Ander potrebbe essere trasposto senza sforzi alla periferia della nostra terra (Ander è un contadino quarantenne che vive con la madre e la sorella nelle campagne basche. Un giorno conosce José, giovane peruviano assunto per dare una mano nei campi e Ander, che fino ad allora non aveva mai conosciuto l’amore, si trova a vivere improvvisamente dei sentimenti sconosciuti).

Roberto Caston, come è nata l’idea di ambientare il tema di Ander nella campagna rurale basca?

Per necessità e anche per un compromesso di tipo politico-sociale. Ossia, se non ci sono modelli positivi all’interno dell’ambiente rurale, difficilmente in quello stesso ambiente potranno cambiare le cose. Così, il film ha un tono quasi documentaristico, anche se romanzato, ma allo stesso tempo molto credibile. E come conseguenza abbiamo visto che temi universali quali amore, famiglia come elemento repressore e auto-repressione di se stessi e di ciò che si sente di essere raggiungono un pubblico vasto in tutto il mondo anche se sono ambientati in una ristretta cerchia sociale.

Perché Ander non è stato proiettato nei cinema spagnoli?

Il problema più grande del cinema spagnolo è la distribuzione, ormai da parecchio tempo. Oggi, fare cinema può essere sia costosissimo che economico e, infatti, è possibile anche fare un film con pochi soldi, ma il problema principale riguarda come farlo arrivare al pubblico. In Spagna ci sono pochi distributori di cinema indipendente con un’anima veramente indipendente nel senso che non rischiano e, se lo fanno, è perché hanno già avuto una sovvenzione. Ander è una pellicola di un autore sconosciuto, con attori sconosciuti, che tratta l’omossessualità ed è recitato in lingua originale. In linea di principio, le caratteristiche sono quelle di un prodotto di scarso successo, ma visti i risultati di Francia, Belgio, Italia e Paesi Bassi, è chiaro che ha attirato un pubblico vasto e differenziato.

Dopo il Festival di Berlino, il film ha avuto un grande successo in tutto il mondo. Come hai reagito?

Mi ha sorpreso questo successo. Naturalmente ero felice, non solo per “Ander”, ma perché ciò significava che sarebbe stato più facile fare il mio secondo lungometraggio. Ma la crisi e il cambio di Governo in Spagna hanno reso quasi impossibile fare film nel mio Paese. Abbiamo girato Los tontos y los estùpidos con pochissimi soldi in forma di cooperativa, il che, a sua volta, ci ha dato una grande libertà creativa. Sono molto contento del risultato.

Come si fa a vendere al pubblico un film intitolato “Los tontos y los estùpidos”?

Ti dico di cosa parla! Il film racconta la storia di un gruppo di professionisti del cinema che entra in un set per leggere, insegnare, raccontare e vivere la storia di Los tontos y los estùpidos. Seduti intorno a un tavolo e seguendo le direttive del regista, gli attori ci mostrano l’evoluzione del processo creativo e come i personaggi, attraverso le prove, i suggerimenti, le luci o gli accessori di scena, trasformano in film, in cinema, la grande illusione ottica, la bugia visiva che ci permettere di credere a ciò che vediamo sullo schermo, quella che all’inizio era solo una storia contenuta in una sceneggiatura. Mario, Paula, Miguel e Lourdes recitano, rappresentano, mostrano e nascondono i loro difetti e punti deboli. Ogni cosa deve essere cambiata, ma deve anche restare, allo stesso tempo, uguale. E essere sciocchi non è lo stesso che essere stupidi…

Di recente sei stato in Sardegna. Ti piacerebbe girare un film nella nostra terra?

Ho visto poco, ma quello che ho visto mi ha suggerito un sacco di storie nella mia testa. Il suo paesaggio, i costumi, la gente … soprattutto il popolo, così cordiale e piacevole. Verrei domani stesso a girare un film!

Trailer ufficiale di Los Tontos y Los Estùpidos: http://vimeo.com/80625182

T.S.

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