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Prima udienza Operazione Arcadia. aMpI sit in contro la repressione

“Il popolo è minorenne, la città è malata, ad altri spetta il compito di curare e di educare, a noi il dovere di reprimere! La repressione è il nostro vaccino! Repressione è civiltà!(Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto)
(IlMinuto) – Cagliari, 4 giugno – Ancora oggi l’attività politica “non istituzionale”, per quanto pacifica, è sufficiente per essere arrestati e considerati terroristi. A pochi giorni dall’inizio del processo dell’Operazione Arcadia, che vide la carcerazione preventiva di anarchici, comunisti e di diversi militanti della sinistra indipendentista A Manca pro s’Indipendentzia il tema è quanto mai attuale. L’accusa: “Associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico”, articolo 270 bis del codice penale. Secondo l’accusa, lo ricordiamo, gli imputati avrebbero fatto parte di due associazioni sovversive: l’Oir, Organizzazione Indipendentista Rivoluzionaria, e la NPC, Nuclei Proletari per il Comunismo. Organizzazioni che tra il 2002 e il 2005, sempre secondo l’accusa, avrebbero disposto diversi attentati. Le prove? L’impegno costante e svolto alla luce del sole che ha sempre visto gli imputati in prima fila nella denuncia dell’occupazione militare, del colonialismo economico, di quello culturale, nonché l’uso della lingua sarda. Ci troviamo dentro l’epicentro del noto Teorema Pisanu, dal nome dell’allora -era il 2006- ministro degli Interni Beppe Pisanu, che a più riprese affermava con forza l’esistenza in Sardegna di un’importante cellula anarco-insurrezionalista legata a filo doppio col terrorismo internazionale. Il 6 giugno prossimo, a otto anni di distanza da quel lontano 2006, 18 persone con storie e concezioni politiche diverse si ritroveranno insieme nella prima udienza che aprirà, nel Tribunale di Sassari, il processo della famigerata Operazione Arcadia. Per l’occasione a Manca pro s’Indipendentzia sarà davanti al tribunale sassarese, in via Roma, a partire dalle 9.00, per denunciare “un processo politico e [...] un mero atto repressivo”, come lo definisce la stessa sinistra indipendentista, e per esprimere piena solidarietà a coloro che sono “oggetto di questo feroce attacco da parte della repressione colonialista italiana”. Per il 6 giugno prossimo, quindi, aMpI chiama gli indipendentisti e tutta la società civile a manifestare al suo fianco.

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