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Documento: Devias (aMpI) lascia il Fronte Indipendentista Unidu

Membro della Direzione Nazionale di A Manca pro s’Indipendèntzia e candidato alla presidenza della Ras con il Fronte Indipendentista Unidu, Devias dopo pochi mesi lascia il FIU.

Di seguito pubblichiamo il documento integrale

Condivido pienamente le valutazioni politiche espresse da a Manca pro s’Indipendentzia rispetto al Fronte Indipendentista Unidu. Per questo motivo abbandono da questo momento ogni struttura del FIU e ogni ruolo al suo interno.
Penso che non sia utile, per gli interessi della nostra nazione, ostinarsi a portare avanti un Fronte anche quando diventa palese che non è riuscito a trasformarsi in un fronte. Come tutti sanno la sua composizione organizzativa è fatta per la quasi totalità da militanti di sinistra; le altre aree (organizzate o meno) dell’indipendentismo sardo che non si dichiarano di sinistra non hanno voluto partecipare al progetto, né prima, né durante né dopo le elezioni.
Possiamo insistere a chiamare “Fronte” una struttura che non è un fronte?
E’ giusto far finta di appartenere a un fronte che fa credere di raccogliere tutto l’indipendentismo quando si sa bene che invece ne raccoglie solo un’area ideologica?
Secondo me no. Soprattutto quando il tempo passa e non c’è alcun cambiamento di atteggiamento da parte del resto dell’indipendentismo verso questo progetto.
Sono, come altri, convinto che dire la verità sia un atto rivoluzionario.
Perciò appare assurdo portare avanti un Fronte che – di fatto – non è un fronte ma solo un raggruppamento assembleare di indipendentisti di sinistra. Preferisco dare tutto il mio impegno alla costruzione di un grande Partito della sinistra indipendentista, lavorare al progetto del Partidu de sos Traballadores Sardos, e lavorare con gli indipendentisti di sinistra ad un grande progetto reale piuttosto che insistere a tenere in piedi un fronte che non è un fronte reale. Spero di rivedere tanti compagni con cui ho lavorato all’interno del FIU, spero di ritrovarmi ancora una volta con loro nella lotta, ma questa volta impegnati a costruire un grande Partito della sinistra indipendentista piuttosto che un Fronte da cui gli altri indipendentisti hanno preferito stare lontani.
Il Fronte è stato un progetto utile che ha permesso di salvare l’indipendentismo nel momento in cui da più parti si era fatto avanti il tentativo di portarlo alla resa. Migliaia di Sardi hanno dimostrato in maniera inequivocabile che vogliono proseguire la lotta d’indipendenza senza se e senza ma. Adesso però questo cammino ha bisogno di proseguire su strade sicure, e credo che il FIU non sia più in grado di poterle costruire, avendo fallito l’obiettivo fondamentale di riuscire a unire tutti gli indipendentisti.
Ma se anche non sarò più dentro il Fronte continuerò comunque a lottare per l’indipendenza, io come tanti altri, e lo faremo anzi nella maniera più adeguata. Metteremo la sinistra a costruire il partito della sinistra, e non a costruire insensatamente Fronti dove sono tutti di sinistra (e quindi non sono fronti).
L’importante è restare, comunque, aperti e disponibili a tutte quelle proposte e progetti che abbiano come finalità l’unità d’azione dell’indipendentismo basandosi su rapporti di rappresentanza democratica. Se il progetto del Fronte non è cresciuto pazienza, non è morta la lotta d’indipendenza: la lotta va comunque avanti e certamente un giorno, quando i tempi saranno magari più maturi di oggi, nascerà qualche altra struttura capace veramente di unire tutti gli indipendentisti.
Nel frattempo lavorerò anche io per iniziare a unire tutti gli indipendentisti di sinistra.

Ci vedremo al lavoro. A menzus bìere.

Predu Frantziscu Devias

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