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Documento. L’Urlo di un’artigiana. Francesca Tedesco scrive a Francesco Pigliaru

Lettera aperta al Presidente Pigliaru

Gentile Presidente, io le scrivo, ma sò che sono parole al vento!

Le scrivo della delusione che provo a causa del silenzio assordante che regna sovrano sulla situazione dell’Artigianato Artistico di questa bella e sfortunata terra.
Scrivo, pur sapendo che non sono nessuno per essere ascoltata, non sono nessuno per avere diritto di parola. Sono due mani capaci di creare cose che emozionano. Sono una testa capace di immaginare e di tradurre in realtà un pensiero, una fantasia, un sogno. Sono due gambe stanche ,che mi tengono in piedi molte ore al giorno, nonostante siano gonfie per il caldo o insensibili per il freddo! Ma sopratutto, Sig Presidente, sono una persona che crede profondamente, tenacemente e amorevolmente in quello che fa , o meglio che ha fatto e che ancora potrebbe fare… se solo gli fosse data la possibilità.
Se Lei crede nella bellezza e nel valore della nostra cultura, si guardi intorno a Villa Devoto, dove alcuni di noi hanno potuto installare a suo tempo alcune opere. Quello è un minimo segno lasciato dalle nostre mani sulla materia. Ha idea di chi siamo e di cosa produciamo? Ha idea delle potenzialità dei nostri prodotti sui mercati internazionali? Ha idea di quanti giovani potrebbero crearsi un lavoro bellissimo potenziando l’Artigianato Artistico come fece a suo tempo Eugenio Tavolara, che ho avuto la fortuna di conoscere. Non ci lasci morire in silenzio! Le nostre mani sono un tesoro da valorizzare, anche per le generazioni future. Le nostre mani valgono oro.

Non ci dimentichi!

Francesca Tedesco

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