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Pagamento dei contributi (anno 2012/2013) per tutela della lingua e della cultura sarda

Gentile Direttore,

Le inviamo la presente (pregando di avere uno spazio nel giornale da lei diretto) per esprimere la nostra seria preoccupazione per il grave ritardo accumulato dalla Regione Sardegna ed in particolare dall’Assessorato della Cultura, nei pagamenti dei contributi degli anni 2012/2013, per la tutela e la difesa della lingua e della cultura sarda.

Le aziende sarde stanno chiudendo per colpa della lentezza della Pubblica Amministrazione che non paga i debiti. 
Molte delle nostre attività ha i dipendenti in cassa integrazione, che da 9 mesi non ricevono neanche l’indennità, ad Agosto con la fine degli ammortizzatori sociali molti di noi saranno costretti a licenziare o a chiudere. Il disagio sociale è molto forte. Non vogliamo essere degli assistiti, vogliamo attenzione per il nostro lavoro, perché le famiglie sarde meritano rispetto. Abbiamo bisogno di soluzioni politiche urgenti e tempi certi, per quanto riguarda il pagamento di tutti i contributi dell’esercizio finanziario dell’anno 2012/2013.

Inoltre, la situazione della politica linguistica sarda è paralizzata, il servizio regionale che se ne occupava si trova senza direttore, non è stato scritto un nuovo piano triennale che assicuri continuità degli investimenti e dei finanziamenti futuri.

Sospettiamo che la Giunta stia prendendo tempo con l’intento di cancellare quanto di buono era stato fatto negli scorsi anni nel campo della politica linguistica.

Ad oggi non è stato pubblicato il bando per finanziare i corsi di sardo nelle scuole e perciò temiamo che quest’anno nessuno studente sardo potrà studiare la nostra lingua a scuola (lo scorso anno erano state oltre 240 le scuole a richiedere i fondi e 180 progetti erano stati finanziati); inoltre non c’è nessuna traccia del bando per i finanziamenti ai media e all’editoria in sardo.

La Giunta Regionale sbaglia se pensa che potrà portare avanti questo attacco contro la nostra lingua tra l’indifferenza generale, perché i sardi non staranno a guardare: il sardo è la lingua nazionale della Sardegna ed è una lingua conosciuta attivamente dalla maggioranza della popolazione e perciò deve essere utilizzata alla pari dell’italiano in ogni ambito pubblico, ad iniziare dall’Istruzione. Perciò noi siamo pronti a mobilitarci, operatori culturali e Aziende che operano nel movimento linguistico sardo. Se nei prossimi giorni non ci verranno date risposte in merito, occuperemo gli uffici dell’Assessorato.

Operatori e aziende culturali

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