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Osservatorio astronomico di Cagliari, i lavoratori in agitazione per dire no alla fusione con Bologna

(IlMinuto) – Cagliari, 12 maggio – Questo accorpamento non s’ha da fare. I lavoratori dell’Osservatorio astronomico di Cagliari e del Radiotelescopio di San Basilio sono in stato di agitazione contro la decisione dell’Istituto nazionale di Astrofisica di accorpare la struttura sarda a quella di Bologna, spostando i centri decisionali a Roma.

La petizione – Oltre 500 persone hanno sottoscritto la petizione online, rivolta all’Istituto nazionale di Astrofisica – con cui i lavoratori dell’Osservatorio astronomico di Cagliari dicono no a una fusione decisa al di fuori della Sardegna, senza tenere contro della posizione unanime dal personale dell’Oac.

“Di recente – si legge nella petizione – l’Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf), a seguito delle raccomandazioni del RadioAstronomy Visiting Committee (Ravc) su come rafforzare la radioastronomia italiana, ha avviato la procedura di costituzione di una nuova struttura di secondo livello dell’Inaf: l’Osservatorio di RadioAstronomia (Ora), risultante dall’accorpamento dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari (Oac) e dell’Istituto di Radio Astronomia di Bologna (IRA). […] Riteniamo che procedere con un cambiamento di questa portata senza la condivisione di entrambe le strutture sia mortificante, frustrante e demotivante per il personale e, di conseguenza, estremamente dannoso per il sistema”.

“Centri decisionali a Roma” – La scelta dell’accorpamento – precisa una nota sindacale della Flc Cgil – “sposta i centri decisionali a Roma e mina l’autonomia di una struttura di eccellenza e ha riflessi disastrosi per le prospettive dell’Osservatorio, le attività di ricerca connesse e i livelli occupazionali. Lo stato di agitazione proclamato dalle rappresentanze sindacali unitarie, riguarda i turni di lavoro al Radiotelescopio di San Basilio con effetti che saranno evidenti alla comunità scientifica nazionale e internazionale a metà maggio: in quel periodo infatti, si svolgerà la fase di raccolta dei dati ricevuti dalle antenne di tutto il mondo ma ai gruppi di ricerca internazionali non arriveranno quelli di San Basilio”.

N.D.

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