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Porto Torres e i razzi VEGA

(IlMinuto) – Cagliari, 23 novembre – Se nei mesi scorsi in merito all’amministrazione comunale di Porto Torres si poteva parlare di polemiche e dibattito politico, con scontri spesso accesi tra il M5S e la stampa, oggi l’aria che si respira è decisamente più pesante. In una città colpita dal pesante inquinamento che dura ininterrotto da mezzo secolo, quello di Sean Christian Wheeler, sindaco del Movimento Cinque Stelle eletto con percentuali bulgare lo scorso giugno, è ufficialmente un caso in primo piano.

L’antefatto. Nella cittadina turritana, lo scorso settembre ha fatto molto discutere la notizia del progetto di investimento dell’AVIO, multinazionale italiana del settore aerospaziale, riguardo i 38 ettari della zona industriale di Porto Torres sui quali testare i motori dei razzi VEGA (Vettore Europeo di Generazione Avanzata). Come è noto, la stessa AVIO partecipa al progetto DASS, Distretto Aerospaziale della Sardegna, strettamente legato alla presunta riconversione del Poligono Interforze del Salto di Quirra.

I chiarimenti. A settembre il sindaco Wheeler aveva rassicurato la comunità e tutta la Sardegna circa le intenzioni dell’AVIO, aprendo al tempo stesso molti interrogativi. Il M5S confermava i propositi dell’azienda e i contatti avvenuti tra amministrazione e vertici AVIO, i quali – informava ulteriormente il sindaco – avevano già intrapreso un confronto con Syndial per la cessione dell’area nella nota zona industriale di Porto Torres, così tanto compromessa a livello ambientale e sanitario da essere considerata area SIN, Sito di Interesse Nazionale per le Bonifiche.Da un lato c’erano le prime esternazioni di Wheeler nel merito del progetto, che aveva avuto modo di visionare negli incontri preliminari in qualità di sindaco di Porto Torres – “gli ingegneri ci hanno assicurato che non ci saranno effetti particolarmente nocivi”; dall’altro lato, c’eano le sue dichiarazioni, che se non avallavano direttamente il progetto, agli occhi della cittadinanza sembravano non analizzarlo criticamente: “le emissioni di CO2 saranno l’equivalente di un centinaio di Panda a metano che percorrono 20 mila chilometri”, o “l’ipoclorito che verrà utilizzato è l’equivalente che si usa per sanificare 40 piscine”. Una situazione che destava perplessità, soprattutto perché a proporre certe letture era lo stesso primo cittadino che pochi mesi prima era stato eletto accreditando come valori personali “andare in bicicletta e non possedere un’automobile”.

In ogni caso, la garanzia teorica era quella della trasparenza. I cittadini avrebbero potuto “monitorare” le intenzioni e gli sviluppi della proposizione del progetto e a breve si sarebbe organizzato un incontro tra tutte le parti interessate, società civile compresa.

L’assemblea pubblica. Il resto della storia sui razzi VEGA è cronaca di questi giorni. L’incontro, fissato inizialmente per venerdì alle ore 17:00, è stato incredibilmente rinviato alla serata di lunedì 16, dopo l’annuncio dato nella stessa giornata del 16 novembre. Più che di un rinvio si è trattato, però, di una modifica, dal momento che venerdì l’incontro è avvenuto, ma durante la mattinata e senza la possibilità di far partecipare il pubblico: porte chiuse tra amministrazione, M5S e vertici AVIO.

Il progetto VEGA, per ora, prosegue senza intoppi.

L.P.

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