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Porto Torres: dopo i razzi, terzo inceneritore

(IlMinuto) – Cagliari, 14 gennaio – Per il D.Lgs nell’ambito dello Sblocca Italia relativo all’incenerimento dei rifiuti, secondo il Ministro all’Ambiente italiano Poletti era necessario fare presto. Era inizio settembre e la road-map incenerimento – potenziamento complessivo per 2,5 milioni di tonnellate all’anno – segnava 100 giorni di tempo. Nel nuovo anno, dunque, la pressione sul tema è alta, tanto più che tra le destinazioni ora figura anche Porto Torres. Per la Giunta Pigliaru la priorità è fare “chiarezza”. “Non incenerimento, si chiama termovalorizzazione”: passa in questo modo dalle parole dell’Assessora all’Ambiente, Donatella Spano, la mancata posizione circa il paventato terzo inceneritore per la Sardegna, uno dei 12 impianti che il governo Renzi intende costruire nell’ambito delle manovre per la crescita italiana che avevano già interessato l’Isola con l’innalzamento della soglia per i metalli pesanti nelle aree limitrofe ai poligoni militari. Per l’Assessora il discorso è sul tavolo, ma deve essere ripreso dopo l’estate con dichiarazioni tanto attendiste quanto superficiali. Dichiarazioni che sanno di pesante ipoteca sulla linea pro inceneritore che la Giunta seguirà lungo il 2016. Nel piano originario del governo Renzi non figurava nessun nuovo inceneritore oltre i due già presenti in Sardegna: Tossilo al centro Sardegna e Macchiareddu nel cagliaritano. Sul primo, inoltre, le polemiche erano divampate da tempo per il revamping delle linee di smaltimento obsolete e il potenziamento: 40 milioni di investimento e una capacità di incenerimento per oltre 60.000 tonnellate all’anno. Parliamo dello stesso Progetto Tossilo avallato dal Partito dei Sardi, che ha visto Paolo Maninchedda, Assessore ai Lavori Pubblici e presidente del Pds, fare un passo indietro rispetto al 2010 quando – in minoranza – era promotore di una moratoria sull’incenerimento rifiuti.Il terzo inceneritore nell’Isola verrebbe destinato alla zona industriale di Porto Torres, comunità amministrata dal Movimento Cinque Stelle del primo cittadino Sean Christian Wheeler. Le intenzioni del governo confermano la cittadina turritana come meta ambìta per progetti particolarmente impattanti e ovunque indesiderati. L’idea dell’inceneritore fa infatti il paio con il progetto dell’AVIO per il test dei razzi VEGA da localizzare sempre nella ZIR, su terreni Syndial per i quali è (era?) in corso una trattativa. Trattative di fatto segrete dopo il rinvio nel mese di novembre della presentazione pubblica da parte del sindaco del M5S. Poco o nulla ancora è dato sapere a parte l’enorme interesse economico in ballo per i test VEGA: oltre 200 milioni di euro.

L.P.

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