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Archivio dell'argomento 'acqua'

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Documento: “L’acqua è un bene comune e non si vende”, odg approvato dalla Provincia di Cagliari

L’odg * ”L’acqua è un bene comune e non si vende” impegna Il Presidente della Provincia, Il Consiglio Provinciale, La Giunta a:

1. Modificare lo Statuto della Provincia di Cagliari nel seguente modo:

è aggiunto, dopo il comma 6, il seguente:

Comma 7

La Provincia riconosce il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua potabile come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico e garantisce che la proprietà e la gestione della rete di acquedotto, distribuzione, fognatura e depurazione siano pubbliche e inalienabili; Continua a leggere ‘Documento: “L’acqua è un bene comune e non si vende”, odg approvato dalla Provincia di Cagliari’

Acqua: la Provincia di Cagliari dice no alla privatizzazione. Assessore Tolu: “Enormi sprechi nella rete idrica”

(IlMinuto) – Cagliari, 17 marzo – “L’acqua è un bene comune e non si vende”. Questo il titolo dell’ordine del giorno approvato nei giorni scorsi dal Consiglio provinciale di Cagliari con i voti del centrosinistra. Il centrodestra non ha invece partecipato al voto.
“Nei cartelli stradali della Provincia – ha spiegato l’assessore provinciale dell’Ambiente Ignazio Tolu – oltre alla scritta ‘Provincia di Cagliari denuclearizzata’, sarà apposta la scritta ‘l’acqua è un bene comune e non si vende’”. Continua a leggere ‘Acqua: la Provincia di Cagliari dice no alla privatizzazione. Assessore Tolu: “Enormi sprechi nella rete idrica”’

Su tempus benidori de s’àcua. Sa Sardigna tra referendum e privatizatzioni

Ascurta custa nova

(Chistionis e Opinionis) – Casteddu, 5 de su mes”e martzu – De chini est s’àcua? In su beranu chi benit, forsis in su mes”e làmpadas, is sardus ant essi lamaus a arrespundi a duus referendum natzionalis, est a nai a is referendum asuba de sa gestioni de su serbítziu ídricu. In su 2010 unu millioni e cuatruxentusmilla citadinus ant firmau is referendum “po ndi liai sa gestioni de su serbítziu ídricu de su mercau e po ndi liai cussu chi est diventau su torracontu de s’àcua”, scancellendi sa lei 133 de su 2008 e sa lei de su 2009 po sa privatizatzioni de is serbítzius púbblicus de su territóriu. Po is aprontadoris de is referendum, in is citadis comenti Arezzo e Latina, chi ant intregau sa gestioni a is privaus, is prétzius de s’àcua funt crescius fintzas a su 300 po centu, cun d-unu peoramentu mannu de su serbítziu. Continua a leggere ‘Su tempus benidori de s’àcua. Sa Sardigna tra referendum e privatizatzioni’

Abbanoa: dagli azionisti ok alla cessione del 40% ai privati, ma ci sono i referendum

(IlMinuto) – Cagliari, 9 febbraio – Si fa sempre più concreto il rischio di privatizzazione per il servizio idrico sardo. Nell’assemblea della settimana scorsa a Cagliari, gli azionisti di Abbanoa, i Comuni e la Regione, hanno infatti incaricato il cda, col 98,85 per cento di voti a favore, di dare il via alle procedure per cedere il 40 per cento della spa ai privati, come previsto dalla legge 166 del 2009.
Entro il 31 dicembre di quest’anno il 40 per cento della proprietà di Abbanoa potrebbe quindi passare alle grandi multinazionali del settore. Continua a leggere ‘Abbanoa: dagli azionisti ok alla cessione del 40% ai privati, ma ci sono i referendum’

12 milioni di perdite per Abbanoa. "Entro dicembre assemblea per la privatizzazione". Ma le multinazionali dell’acqua rischiano di essere travolte dai referendum

(IlMinuto) – Cagliari, 24 luglio – Abbanoa è pronta ad aprire le porte alle multinazionali dell’acqua. Entro la fine del 2011 la società – come ha ricordato il presidente Pietro Cadau nella lettera agli azionisti – dovrà cedere “almeno il 40 per cento del capitale sociale a investitori e operatori industriali”.
Privati che ovviamente faranno ingresso nella società che gestisce il servizio idrico con un obiettivo: mettere a posto i conti (Abbanoa ha registrato 11.892.599  di euro di perdite d’esercizio nel 2009) e fare soldi.
Rendere l’acqua – riconosciuta dal Parlamento europeo “bene comune dell’umanità” e “diritto fondamentale della persona umana” – fonte di profitto.
Questi (come ha spiegato Antonio Canu del Comitato Acquapubblica di Sassari) sono i risultati dei modelli di privatizzazione sperimentati ad Arezzo e a Latina: aumenti delle tariffe sino al 300 per cento, nessun investimento sulle reti, riduzione del personale e netto peggioramento del servizio.
Eppure – sottolinea il Presidente della spa – Abbanoa “non può evitare di tenere sotto controllo la norma (articolo 15 della legge 166 del 2009, ndr)”. Entro la fine del 2010 – chiarisce il numero uno di Abbanoa – sarà convocata una “assemblea straordinaria per le modalità di privatizzazione”.
Le affermazioni di Cadau non tengono però conto della “rivoluzione silenziosa” che ha attraversato le vie e le piazze di tutta Italia negli ultimi mesi.
Quella “piccola grande rivoluzione” – come ha scritto Marco Bersani di Attac – rappresentata da un milione e 400mila persone che hanno sottoscritto i tre referendum per la ripubblicizzazione del servizio idrico, con l’obiettivo di “affermare la totale fuoriuscita dell’acqua e dei beni comuni, essenziali alla vita, dal gorgo delle società per azioni comunque delineate”.
Le firme sono state depositate lunedì scorso alla Corte di Cassazione di Roma. I tre referendum si svolgeranno nella primavera. La “rivoluzione dell’acqua” travolgerà le multinazionali? 

"Aboliamo Abbanoa". Roberto Deriu (Pd) guida la rivolta contro la "creatura" di Renato Soru

(IlMinuto) – Cagliari, 23 luglio – “E’ ora di iniziare la grande battaglia per l’abolizione di Abbanoa, macchina di mostruosa inefficienza che continua a danneggiare tutti i territori ed in particolare il nuorese”. E’ quanto afferma in una nota il presidente Pd della provincia di Nuoro, Roberto Deriu, che si candida a guidare la rivolta contro la società per azioni voluta dal centrosinistra di Renato Soru.
“La nomina da parte della Regione di un amministratore delegato dagli ampi poteri – sottolinea Deriu – e l’eliminazione della possibilità di controllo dei Comuni e della Province, veri proprietari della società di gestione, rende non più rimandabile questa battaglia per arrivare all’istituzione di ambiti e soggetti gestori di livello provinciale”.
“Non si può permettere – precisa l’esponente democratico – che gestioni dissennate facilitino quanti, in cricca o meno, hanno messo gli occhi sulla gestione dei servizi idrici della Sardegna ed aspettano l’inevitabile fallimento di Abbanoa per impadronirsene a prezzi di liquidazione”.