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Il riscatto di Bellomonte, figlio libero di Sardigna

(IlMinuto) – Cagliari, 3 febbraio – “Mercoledì scorso a tarda sera è arrivata una notizia che attendevamo da tempo. Bruno Bellomonte, dirigente storico della sinistra indipendentista sarda, è stato assolto in via definitiva dal Tribunale della Cassazione”. Inizia così il comunicato stampa scritto dal direttivo nazionale di a Manca pro s’Indipendentzia, giunto in redazione giovedì 30 gennaio scorso. In più di un’occasione, dal giugno del 2009, quando il dirigente della sinistra indipendentista venne arrestato, il nostro quotidiano ha parlato della vicenda del ferroviere e sindacalista Bellomonte, costretto a subire una dura carcerazione preventiva perché accusato di aver avuto l’intenzione di rifondare “l’organizzazione comunista armata ‘Brigate Rosse’ e in particolare di essere coinvolto nel fantasioso piano per il bombardamento aereo del vertice G8 a La Maddalena”. In barba al principio della territorialità della pena, di cui la sinistra indipendentista sarda ha invano chiesto l’applicazione, Bellomonte è stato tenuto per la gran parte del tempo della sua lunga carcerazione, durata quasi tre anni, nel carcere più lontano dalla città in cui vive, Sassari, licenziato dal posto di lavoro prima ancora di essere rinviato a giudizio a causa del suo assenteismo, e dipinto come un mostro da quasi tutte le testate giornalistiche. Continua a leggere ‘Il riscatto di Bellomonte, figlio libero di Sardigna’

La Corte d’Appello lo ribadisce: “Bruno Bellomonte è innocente”

(IlMinuto) – Cagliari, 8 novembre – “Associazione sovversiva con finalità di terrorismo, violazione della legge sulle armi e ricettazione”. E’ questa l’accusa con la quale è stato perseguitato Bruno Bellomonte, il dirigente politico di A Manca pro s’Indipendentzia assolto il 21 novembre 2011 dalla Corte d’Assise di Roma e riassolto il 7 novembre 2012 dalla corte d’Assise di appello di Roma. Siamo davanti a due assoluzioni. Il castello di sabbia è crollato, spazzato via dall’onda della verità: “il fatto non sussiste”. E’ inutile ribadire che non abbiamo mai avuto dubbi sull’innocenza del sindacalista e dirigente politico di a Manca pro s’Indipendentzia. Il teorema, quello della fondazione di un nuovo nucleo delle Brigate rosse, ha però tolto il lavoro e la libertà al ferroviere sassarese per ben 29 mesi. La sua attività di capostazione, la militanza sindacale e politica svolta alla luce sole con e per il popolo sardo, dal giugno 2009 è stata messa pesantemente in discussione, prima dall’accusa e a seguire dai giornalisti. Continua a leggere ‘La Corte d’Appello lo ribadisce: “Bruno Bellomonte è innocente”’

Appello contro Bellomonte “Assolto perché il fatto non sussiste”

(IlMinuto) – Cagliari, 25 ottobre – Dare di Bruno Bellomonte all’immaginario collettivo un’idea quasi irremovibile di colpevolezza, costruita su un teorema che, come dimostra la sentenza di primo grado emessa dalla Corte d’Assise di Roma in data 21 novembre 2011, non ha avuto nessun riscontro con la realtà. “Assolto perché il fatto non sussiste”. Se necessario ripeteremo questa formula non una ma mille volte. “Assolto perché il fatto non sussiste”: Bruno Bellomonte è innocente. Ma perché il Procuratore di Roma vuole riformare la sentenza di primo grado, inasprire le pene per tutti gli imputati condannando anche coloro che sono stati assolti dall’accusa di “associazione sovversiva con finalità di terrorismo, violazione della legge sulle armi e ricettazione”? Secondo a Manca pro s’Indipendentzia, organizzazione politica di cui Bruno Bellomonte è diriginte, il movente è da ricercarsi nella repressione italiana, che – afferma in una nota stampa – “è in cerca di una sentenza politica per decapitare la sinistra indipendentista sarda e debilitare il processo ineluttabile e storico dell’emancipazione nazionale e sociale della nazione sarda”. Continua a leggere ‘Appello contro Bellomonte “Assolto perché il fatto non sussiste”’

La storia infinita di Bruno Bellomonte

(IlMinuto) – Cagliari, 23 ottobre – “Modalità di lotta politica basata su atti di violenza indiscriminati” è il significato che il dizionario della lingua italiana Sabatini Coletti dà al lemma terrorismo. Una parola che troppo spesso abbiamo letto affiancata al nome di Bruno Bellomonte, il capostazione sindacalista e dirigente dell’organizzazione indipendentista a Manca pro s’Indipendentzia. Era il 21 novembre 2011 quando la presidente della Corte d’Assise di Roma pronunciava la sentenza che metteva fine ai 29 mesi di carcerazione preventiva a cui era stato sottoposto Bruno Bellomonte, sbattuto in galera dal 10 giugno 2009 con l’accusa di aver partecipato a un tentativo di ricostruzione del brigatismo rosso in vista del G8 della Maddalena. “Assolto perché il fatto non sussiste” è la formula che ha accompagnato la scarcerazione del ferroviere indipendentista e che ha confermato ciò che come giornale abbiamo sempre sostenuto: la piena innocenza di Bellomonte. Ma la caccia alle streghe che ha trascinato il dirigente di a Manca pro s’Indipendentzia in galera non è finita. Oggi, infatti, quando è in corso il processo d’appello, ritroviamo ancora una volta il nome di Bellomonte a fianco a quel lemma maledetto che per due anni e mezzo gli ha tolto la libertà. Continua a leggere ‘La storia infinita di Bruno Bellomonte’

Caso Bellomonte. Dall’accusa una melodia stonata e fuori tempo

(IlMinuto) – Cagliari, 30 giugno – “Ogni aeromodello può essere zavorrato e taluni possono portare anche alcuni chilogrammi di peso”. Sono le considerazioni – riportate nei giorni scorsi dalla Nuova Sardegna – di un commesso di un negozio romano di aeromodelli. Parole, raccolte il 26 marzo 2012, che secondo la Procura potrebbero consentire di rovesciare la sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste” che nel novembre 2011 ha restituito la libertà a Bruno Bellomonte, dopo 29 mesi di carcerazione preventiva. Il militante di a Manca pro s’Indipendentzia era stato accusato – senza prove – di avere partecipato a un tentativo di ricostruzione del brigatismo rosso in vista del G8 della Maddalena nel 2009, con l’obiettivo di assaltare gli otto grandi con modellini radiocomandati. Ora la pubblica accusa non si limita a chiedere nuovamente, in fase di appello, la condanna per Bruno Bellomonte, ma propone alla Corte d’assise d’Appello la “rinnovazione” parziale del dibattimento con la nuova testimonianza. Le parole del commesso sarebbero cioè in grado di dimostrare che con un aeromodello telecomandato sarebbe stato possibile bombardare gli edifici sede del G8 a La Maddalena. E di certo queste considerazioni sono bastate al quotidiano di Sassari per titolare – come se niente fosse successo in questi anni – “Un aeromodello per bombardare il G8”. Ma ancora una volta è evidente il pressapochismo con cui è stata condotta questa caccia alle streghe. Le nuove note tracciate sullo spartito della pubblica accusa compongono infatti una melodia stonata e soprattutto fuori tempo. Continua a leggere ‘Caso Bellomonte. Dall’accusa una melodia stonata e fuori tempo’