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Inchiesta: lo strano caso del Palazzetto dello Sport di Tempio Pausania. Terza puntata

(IlMinuto) – Cagliari, 28 giugno – Nello stilare il resoconto riguardante i lunghi lavori per la realizzazione del palazzetto dello sport di Tempio Pausania siamo arrivati all’anno 2008, quando la struttura, ancora incompleta, versa in uno stato di totale abbandono e ufficialmente mancano i soldi per ultimarne i lavori. Due anni dopo, nel febbraio 2010, a pochi mesi dalle elezioni comunali si riaccende il dibattito intorno alla costruzione incompleta della struttura sportiva. L’Assessore allo Sport Gianni Addis annuncia così il completamento dell’opera e l’affido in gestione in un’unica soluzione. Con la formula “business plan” si prevede allora che l’aggiudicatario del bando “oltre la gestione, assicuri il completamento della struttura in alcune parti componenti come l’arredo e alcuni sistemi di sicurezza” (Fonte: La Nuova Sardegna, 27 febbraio 2010). Nonostante i proclami per una pubblicazione prossima del bando, questo tuttavia non viene mai pubblicato. La nuova Giunta, eletta nel giugno 2010, il 9 settembre dello stesso anno rende nota la Relazione Linee Guida e Programmatiche per il quinquennio 2010-2015. In riferimento al patrimonio immobiliare e alle opere pubbliche il testo asserisce chiaramente che non saranno intraprese opere ex-novo, ma si procederà al completamento di quelle ancora incompiute, tra cui il palazzetto dello sport. Continua a leggere ‘Inchiesta: lo strano caso del Palazzetto dello Sport di Tempio Pausania. Terza puntata’

Inchiesta: lo strano caso del Palazzetto dello Sport di Tempio Pausania. Seconda puntata

(IlMinuto) – Cagliari, 11 giugno – Nel resoconto della vicenda riguardante i lavori per la realizzazione del palazzetto dello sport di Tempio Pausania siamo arrivati ai primi anni del 2000, anno in cui la struttura viene messa in sicurezza esternamente e, terminate le attività del secondo lotto, non resta che da predisporre tutta la parte relativa all’impiantistica e agli arredi sportivi da finanziarsi successivamente.
E’ il dicembre 2008 quando vengono conclusi anche i lavori del terzo lotto, ma non sono ancora disponibili ne i sanitari, ne gli arredi sportivi, ne tutto il necessario affinché l’edificio possa essere usato sia per manifestazioni sportive di vario tipo sia per mostre, fiere, eventi.

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Inchiesta: lo strano caso del Palazzetto dello Sport di Tempio Pausania. Prima puntata

(IlMinuto) – Cagliari, 29 maggio – Un’opera pubblica diventata l’emblema della triste negligenza di chi governa la res publica. Non è la prima volta che ci troviamo davanti a opere incompiute e non sarà sicuramente neanche l’ultima. Con questo “racconto” non vogliamo solo cercare di capire, vogliamo anche informare, e, al di là dei colori politici, mettere chi governa le comunità di fronte alla proprie responsabilità. Correva l’anno 1987, per l’esattezza era il 6 marzo 1987, quando con Legge n° 65 avveniva la conversione in legge del decreto n. 2 del 3 gennaio 1987, che riguardava le misure urgenti per la costruzione o l’ammodernamento di impianti sportivi, per la realizzazione o completamento di strutture sportive di base, per l’utilizzazione dei finanziamenti aggiuntivi a favore delle attività di interesse turistico. Fondi più comunemente noti come finanziamenti dei Mondiali di Italia ’90.

Circa un anno dopo, il 30 marzo 1988, l’ex Ministero del Turismo e dello Spettacolo, soppresso nel 1993, finanziava nella città di Tempio Pausania la costruzione di un palazzetto dello sport polifunzionale, stanziando 1miliardo e 131milioni di vecchie lire. Era un’occasione d’oro per una comunità con meno di 15 mila abitanti, che avrebbe potuto costruire una struttura moderna e metterla al servizio dei suoi cittadini praticamente a costo zero. Restavano fuori dal finanziamento le manutenzioni e i costi di gestione, che ovviamente si sarebbero dovuti affrontare una volta conclusi i lavori. Continua a leggere ‘Inchiesta: lo strano caso del Palazzetto dello Sport di Tempio Pausania. Prima puntata’

Parcheggi a Quartu: la battaglia dei comitati e le risposte del sindaco. Una prima inchiesta sul Piano sosta

(IlMinuto) – Cagliari, 28 gennaio – Due petizioni popolari e più cinquemila firme raccolte per cambiare il Piano sosta. A pochi mesi dall’entrata in vigore sono diversi i segnali dell’impopolarità del progetto voluto dall’amministrazione Contini. Al malumore dei cittadini raccolto nelle petizioni popolari si affianca infatti il disagio del piccolo commercio, che lamenta sotto voce un calo degli affari a vantaggio della distribuzione. Da Carrefour – tanto per fare un nome che dice qualcosa ai cittadini della terza città della Sardegna – per parcheggiare non si paga. E allora forse non è un caso che tante attività commerciali quartesi si siano trasformate per qualche mese in punti di raccolta firme contro il Piano sosta. IL PIANO Dalla “nascita” del piano è passato un anno esatto. Il 25 gennaio 2011 il Consiglio comunale approva infatti, con 19 voti a favore e otto contrari, il Piano generale della Sosta, denominato “So stare a Quartu”. Che cosa prevede il progetto? Innanzitutto la moltiplicazione dei parcheggi a pagamento. A regime – si legge nel piano sosta approvato dal Consiglio comunale – quelli nel centro cittadino passano da 791 a 1386. I parcheggi nel litorale, a carattere stagionale, aumentano da 111 a 938. Il piano sosta divide alcuni quartieri della città in zone e i parcheggi in blu (a pagamento), bianchi (sosta gratuita di un quarto d’ora con disco orario), e gialli (riservati ai residenti). E proprio i parcheggi gialli – la più grande novità del Piano – sono stati fra quelli soggetti alle maggiori critiche: il numero di autoveicoli guidati dai residenti è – per ora – di molto inferiore al numero dei parcheggi riservati a chi abita nelle zone interessate dal piano sosta e delimitati dalle strisce gialle. E qui sorge un problema: al pagamento dell’abbonamento semestrale non corrisponde un servizio garantito, ma semplicemente la possibilità di sostare nei parcheggi delimitati dalle strisce gialle (se liberi) o dalle strisce blu, ma solo dalle 13.00 alle 9.00 del giorno seguente. Forse 40 euro all’anno per un servizio di questo tipo sono un po’ troppi, se si pensa che a Cagliari i residenti per un servizio simile pagano “appena” cinque euro all’anno. Continua a leggere ‘Parcheggi a Quartu: la battaglia dei comitati e le risposte del sindaco. Una prima inchiesta sul Piano sosta’

Inchiesta Galsi: la politica, il lavoro e il clima. Amici e nemici dell’anaconda. Quinta puntata

(IlMinuto) – Cagliari, 19 novembre – Strana bestia la politica. Di frequente gli stessi partiti che ogni giorno sembrano scontrarsi mortalmente nelle assemblee elettive e sulle pagine dei giornali si trovano in perfetto accordo sulle scelte politiche di fondo. Questo è il caso del Galsi, una anaconda con molti amici. Il tubo progettato per attraversare la Sardegna da Porto Botte ad Olbia per 272 chilometri è infatti appoggiato dal Pd come dal Pdl, da Cgil, Cisl e Uil, da Legambiente, da Confartigianato e da Confindustria. Centrosinistra e centrodestra, organizzazioni “dei padroni e dei lavoratori” dicono sì al Galsi. Ma le voci di dissenso non sono poche. Da quattro anni il Comitato ProSardegnaNoGasdotto si batte contro la realizzazione del tubo. Negli ultimi mesi in tanti hanno cercato di sbarrare la strada al Galsi. Le voci controcorrente del consigliere regionale Claudia Zuncheddu (Indipendentistas), di ProgRes, di Irs, di a Manca pro s’Indipendentzia, di Sinistra Critica Sarda, del Partito comunista dei lavoratori, di Spetanzia de Libertadi, del Gruppo di Intervento Giuridico e degli Amici della Terra, di Italia Nostra e del gruppo Facebook “Tutti i sardi contro il Galsi” sono bocconi difficili da ingoiare persino per una anaconda d’acciaio. Zuncheddu ha presentato una mozione anti-Galsi in Consiglio regionale, firmata da Uras, Cugusi e Sechi – esponenti di Sinistra ecologia e libertà nell’assemblea di via Roma – e da Radouan Ben Amara, rappresentante in Consiglio regionale dei Comunisti italiani-Federazione della Sinistra. In una settimana sono già 600 le firme a sostegno della petizione online contro il metanodotto lanciata da “Tutti i sardi contro il Galsi” sul social network Facebook. E a breve la protesta da virtuale diverrà reale: il 10 dicembre a Cagliari, è infatti programma una manifestazione organizzata da a Manca. Sul territorio la questione Galsi divide la città di Olbia, dove è prevista la realizzazione della centrale di pompaggio, con un Consiglio comunale in cui i no prevalgono sui consensi al metanodotto. I sindacati confederali si sono invece schierati sempre e comunque per il sì all’opera. Dato che sul sito ufficiale del Galsi si legge che “complessivamente si assisterà ad un aumento di nuova occupazione locale per 10mila addetti” non è difficile capire il perché della posizione sindacale. Ma sulla reale ricaduta occupazionale dell’opera i dubbi sono tanti. Continua a leggere ‘Inchiesta Galsi: la politica, il lavoro e il clima. Amici e nemici dell’anaconda. Quinta puntata’

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