(IlMinuto) – Cagliari, 6 settembre – “Io ti aspetto” è il romanzo di Luca Castellitto che racconta l’avventura di Natasha piccola bielorussa, giunta a Cagliari all’età di 6 anni in occasione dei viaggi della salute dei “bambini di Chernobyl” e, ora maggiorenne, sarda di adozione. Per i conterranei è la figlia di Annalisa Dessalvi, la prima donna single italiana ad avere ottenuto le autorizzazioni per adottare una minore straniera. Continua a leggere ‘“Io ti aspetto”. Nel libro di Castellitto la storia di Natasha e Annalisa Dessalvi. Domani la presentazione a Cagliari’
(IlMinuto) – Cagliari, 10 agosto - Un excursus su fatti, luoghi e personaggi meno noti, ma non per questo meno importanti, della “piccola Barcellona”. E’ questo il tema di “Un’altra Alghero”, il libro-inchiesta di Massimiliano Fois e Raffaele Sari Bozzolo che sarà presentato giovedì prossimo nella città catalana (Libreria Edicolè, 20.00). Continua a leggere ‘Libri. "Un’altra Alghero". Con Fois e Sari Bozzolo alla scoperta dei "segreti" della città catalana’
(IlMinuto) – Cagliari, 7 agosto – Trentotto anni fa un giovane sardo, figlio di nessuno, moriva nel carcere Don Bosco di Pisa in seguito alle brutali percosse subite durante una manifestazione antifascista. Franco Serantini, questo il suo nome, era nato a Cagliari il 16 luglio 1951 e, dopo aver passato l’infanzia tra brefotrofio e istituti di assistenza ai minori, era stato trasferito al riformatorio di Pisa in regime di semi libertà. Qui la storia di Serantini si intreccia a quella di una generazione che fece della politica una scelta di vita: l’esperienza del Mercato Rosso nel quartiere popolare del Cep, la campagna di controinformazione sulla strage di Piazza Fontana e l’assassinio di Giuseppe Pinelli, le azioni antifasciste insieme ai compagni del gruppo anarchico di via San Martino.
5 maggio 1972: Giuseppe Niccolai del Msi è a Pisa per un comizio. Lotta Continua indice un presidio a cui segue la massiccia militarizzazione di tutta la città e la reazione repressiva della polizia che durante le numerose cariche colpisce Franco Serantini e lo conduce in carcere. Dopo due giorni di agonia, e dopo che il medico giudica “non serio” il suo malessere, Franco Serantini viene trovato in coma e poco dopo muore.
Quella di Serantini, quindi, è forse la storia di una generazione che negli anni ’70 sperimenta nuove forme di fare politica a contatto con gli strati poveri della società. Forse è anche la storia di una delle molte vittime della “Strategia della tensione” di cui in questi giorni i giornali ricordano le stragi e i segreti di Stato che ancora li ricoprono. Oggi, a distanza di tanti anni, la vicenda di questo giovane anarchico sardo più che il passato sembra raccontare il nostro presente: la marginalità delle fasce giovanili povere, la repressione dei movimenti politici che ai giochi di potere oppongono la partecipazione attiva e dal basso, le morti in carcere e negli istituti di costrizione ed isolamento.
Per questo, dal 1979 a Pisa una biblioteca porta il suo nome e conserva un inestimabile patrimonio librario che racconta le storie e le esperienze dal movimento anarchico, operaio e sindacale, fino ai movimenti studenteschi e di opposizione degli anni ’60-’70 per arrivare ai movimenti politici dei giorni nostri: 30mila volumi, 4mila periodici, 2mila opuscoli e ciclostilati che provengono da più di dieci aree linguistiche, tra le quali il sardo. Dal 1992 si è affiancata anche la Bfs edizioni (che raccontò la vicenda di Serantini nel libro di Stajano “Il sovversivo”) la quale occupa, con i suoi 150 titoli pubblicati, un posto importante nel panorama delle piccole case editrici indipendenti con lo sviluppo della ricerca storica (Quaderni della rivista storica), la ristampa di classici del pensiero politico fino a opere di attualità, come i testi su “Le nuove camicie brune”, sull’uso degli psicofarmaci sui bambini o sui pregiudizi contro “gli zingari”. Un’attività, quindi, che mantiene vivo quell’interesse che spinse più di dieci anni fa un gruppetto di anarchici pisani a fondare la biblioteca: produrre e diffondere cultura per opporsi alla “verità di Stato”.
L.G
Contatti:
Biblioteca Franco Serantini: www.bfs.it
BFS: www.bfs-edizioni.it
(IlMinuto) – Cagliari, 16 luglio – Mostrare “l’assurdità e la drammaticità della guerra, di ogni guerra”. E’ stata questa la “molla ideale” che ha spinto Francesca Violante Rosso, giornalista professionista freelance, a scrivere “La marcia di Luigi – Cinque anni di guerra, di dolore e di chilometri”. Un saggio storico che racconta – spiega l’autrice – “le vicende vissute sui fronti del secondo conflitto mondiale da uno degli ultimi reduci della tragedia che negli anni Quaranta del secolo scorso sconvolse il pianeta”.
L’uomo, Luigi Cannas di Sa Sia, frazione di Tula, oggi ha 90 anni e non ha mai cancellato il ricordo di quegli anni difficili. “Spero – dice Cannas – che preservando la memoria prima o poi si possa imparare a non sbagliare più”.
Il volume – pubblicato dalle edizioni Seneca ed esposto alla Fiera internazionale del Libro di Torino nel maggio scorso – sarà presentato domani sera a Tula (Anfiteatro comunale, 19.00) in un dibattito coordinato dal fotogiornalista Antonio Mannu, con la partecipazione dell’autrice, di Luigi Cannas e di Andrea Becca, Sindaco della cittadina logudorese.
(IlMinuto) – Cagliari, 26 giugno – Il 2 luglio 2010 saranno passati esattamente 24 anni dal giorno in cui il corpo senza vita di Aldo Scardella, trovato impiccato in una cella di Buoncammino, venne restituito ai familiari. E proprio in questa data sarà presentato a Cagliari (20.00, Sala Cosseddu) “Aldo Scardella – il dramma di un innocente”, il romanzo di Vittorio Melis che ricostruisce la vicenda dello studente cagliaritano a partire dalla sera del 23 dicembre 1985, quando a Cagliari, in via Dei Donoratico, il titolare del “Bevimarket”, Giovanni Battista Pinna, venne ucciso con diversi colpi di pistola nel corso di una rapina.
Aldo Scardella, 24 anni, incensurato, abitava a 150 metri dalla rivendita di liquori. Il 26 dicembre, alle 6.00, la casa degli Scardella fu perquisita alla ricerca di armi. Nel corso della stessa mattina, Aldo fu interrogato negli uffici della Squadra Mobile della Questura di Cagliari.
Il 29 dicembre cominciò l’incubo. Aldo venne arrestato e messo in isolamento nella Casa Circondariale di Oristano. Per una settimana i familiari furono tenuti all’oscuro di tutto.
Scardella passò 185 giorni di calvario nelle carceri italiane (il 26 aprile 1986 fu trasferito a Buoncammino). Sei mesi – scrive Melis – di “dura segregazione passati tra sofferenze inaudite, disperazione” in cui non fu “mai interrogato dal giudice istruttore, sordo alle sue disperate grida di innocenza”. Scardella fu “privato dapprima della libertà e poi della dignità, diritti inalienabili di ogni individuo”.
Il 2 luglio di 24 anni fa il suicidio, in circostanze mai chiarite sino in fondo. Aldo lasciò un biglietto con la scritta “muoio innocente”.
Una vita spezzata dai meccanismi spietati di certa “Giustizia”. Aldo Scardella era innocente, del tutto estraneo alla vicenda, come dimostrarono le successive indagini che portarono nel 2002 alla condanna definitiva dei due rapinatori a 18 anni di reclusione.
Nel 2008 il Comune di Cagliari decise di dedicare una piazza ad Aldo Scardella, in un angolo del parco Giovanni Paolo II.
“Oltre al nome, nel bianco del rettangolo di ceramica della targa – scrive Melis – sono incise solo le date di nascita e di morte: 9 gennaio 1961 e 2 luglio 1986″. La targa avrebbe potuto invece riportare le parole “Aldo Scardella, simbolo di ingiustizia”, pronunciate da Enzo Tortora il 29 settembre 1986, quando portò un mazzo di fiori sulla tomba dello studente cagliaritano.
Alla presentazione del libro parteciperanno il consigliere regionale Claudia Zuncheddu, l’avvocato Rosa Federici, il regista Roberto Pinna e lo stesso Vittorio Melis. Coordinerà il dibattito Roberto Loddo dell’Associazione 5 novembre.