La lotta contro il nucleare in Sardigna
Con la legge 133 del 6 agosto 2008 il governo dello Stato italiano ha deciso di imboccare di nuovo la strada per il nucleare.
La Sardegna, essendo una terra non sismica, con una scarsa densità di popolazione e occupata militarmente per oltre 35000 ettari di territorio, risulta essere uno dei luoghi più indicati dove costruire nuove centrali nucleari o siti per lo stoccaggio delle scorie radioattive.
Sardigna Natzione Indipendentzia, consapevole di interpretare un sentimento di opposizione al nucleare condiviso da tutti i Sardi, ha organizzato la raccolta firme necessaria ad indire un Referendum Consultivo, fornendo al Popolo Sardo uno strumento attraverso il quale difendere il proprio territorio, le proprie risorse, la propria salute e quella delle generazioni future nonché riaffermare la sua esclusiva Sovranità sulla Sardegna.
Il Referenudm Consultivo Promosso da Sardigna Natzione Indipendentzia ai sensi della Legge Regionale n°20 del 17 maggio 1975 pone il seguente quesito:
“SEI CONTRARIO ALL’INSTALLAZIONE DI SARDEGNA DI CENTRALI NUCLEARI E SITI PER LO STOCCAGGIO DI SCORIE RADIOATTIVE DA ESSE RESIDUATE E PREESISTENTI?
BREVE CRONOLOGIA DEGLI AVVENIMENTI:
• Agosto 2008: Con la Legge 133 del 6 Agosto 2008 il governo dello Stato italiano decide di imboccare di nuovo la strada per il nucleare.
• Settembre 2009: I media e la stampa sarda divulgano la notizia secondo la quale tutte e quattro le centrali che lo Stato Italiano intende realizzare saranno ubicate in Sardegna.
• Novembre 2009: SNI tenendo conto del dissenso dei sardi decide di passare ai fatti e di iniziare a raccogliere le firme per indire il Referendum Contro il Nucleare in Sardigna.
• 9 Dicembre 2009: SNI contribuisce all’organizzazione a Cagliari del “NO NUKE DAY”, la manifestazione antinucleare alla quale hanno partecipato le più rappresentative organizzazioni politiche, sociali ed ambientaliste sarde.
• Novembre 2009: SNI convoca in vari centri dell’Isola numerose conferenze stampa e denuncia il pericolo che la costruzione di centrali nucleari e depositi di scorie radioattive in Sardegna possa essere imposta dallo Stato Italiano senza seguire un iter democratico, servendosi delle basi militari che occupano oltre 35000 ettari del nostro territorio (il 70% del demanio militare italiano). Il governo centrale ha infatti tentato di affidare ad una società, la “Difesa Servizi Spa”, l’incarico di tracciare in maniera arbitraria una strada per arrivare alla creazione di centrali nucleari all’interno delle aree militari dello Stato.
• 9 Febbraio 2010: Presso la Corte di Appello di Cagliari, Sardigna Natzione Indipendentzia deposita le 16286 firme necessarie ad indire il Referendum Contro il Nucleare.
• 7 Marzo del 2010: SNI organizza “SA DIE DE SA VARDIANIA” (La giornata della sorveglianza); una grande manifestazione nella piana del Cirras, Comune di S.Giusta (OR), uno dei luoghi ritenuti idonei ad accogliere una centrale nucleare, alla quale partecipano numerose forze politiche e sociali. Qui vengono gettate le basi per la costituzione di un comitato a sostegno del referendum e si fa appello all’intera società sarda affinché si mobiliti in difesa del nostro territorio.
• Aprile 2010: SNI decide di non strumentalizzare elettoralmente la lotta contro il nucleare, astenendosi dal partecipare alle elezioni provinciali con lo slogan: “FUORI DALLO SCONTRO ELETTORALE PER UNIRE I SARDI CONTRO IL NUCLEARE”.
• Aprile 2010: SNI inizia la sua “Campagna di Sensibilizzazione e di Lotta Contro il Nucleare” promuovendo in tutta l’Isola incontri-dibattito con l’intervento di esperti energetici e la divulgazione di materiale informativo sui pericoli del nucleare.
• 26 aprile 2010: SNI partecipa a Cagliari al “CHERNOBYL DAY”.
• 6 Giugno 2010: SNI lancia pubblicamente l’appello per la costituzione del “COMITATO PER IL SI” CONTRO IL NUCLEARE, invitando tutti i Sardi, le organizzazioni politiche, sindacali e culturali, le aziende, i lavoratori e le amministrazioni locali ad aderire a questa battaglia da protagonisti.
• 4 Luglio 2010: Nasce a S.Giusta il “COMITATO SI.NONUCLE”.
A Santa Giusta è nato uno spazio di condivisione aperto a tutti i Sardi, indipendentemente dalla propria appartenenza partitica e ideologica ed è stata l’occasione non solo per riflettere su una politica energetica ad alto rischio come quella nucleare ma anche e soprattutto per affermare il diritto del Popolo Sardo ad esprimersi su questioni di questo tipo e affermare così un principio di Sovranità e di Libertà.
La nostra Isola non ha bisogno del Nucleare in quanto energeticamente è già autosufficiente. Il nostro Popolo ha il diritto di salvaguardare il proprio territorio dai rischi che possono derivare da questa nuova servitù italiana.
Siamo chiamati ad una scelta di responsabilità verso le generazioni future.
In queste scelte che influiscono sul futuro della nostra terra, sul futuro della Nazione Sarda non si tiene minimamente conto della volontà del Popolo Sardo. Il pronunciamento del nostro Popolo in questa battaglia sarà determinante affinché emerga chiaramente l’ostilità dei Sardi al Nucleare.
Al Comitato per il Si Contro il Nucleare hanno già aderito oltre 90 organizzazioni e tantissimi sardi a titolo personale.
Comitato “Si Nonucle”
Il comitato riunitosi IN SEDUTA PLENARIA ad Oristano presso l’Hotel Mariano IV il 24 luglio 2010 con il seguente ordine del giorno,
- Data di indizione. Entro il mese di novembre 2010 o in accorpamento con le amministrative del 2011?
- Eventuale logo del comitato.
- Documento base condiviso.
- Modalità di finanziamento del comitato.
- Organizzazione della campagna referendaria a livello locale e nazionale sardo.
HA DELIBERATO. DELIBERA N. 2 – 24-07-2010
1) In merito al primo punto, data indizione del referendum, preso atto della proposta avanzata dalla presidenza della Regione di accorpare il referendum alle elezioni amministrative di aprile maggio 2011, il COMITATO PER IL SI, comitato.si.nonucle, nella seduta plenaria di sabato 24, sensibile alla crisi occupazionale che sta attraversando la Sardegna e pur pensando che non sarà certo risolta con i 12 milioni di euro che verranno risparmiati ha deliberato di:
accettare l’accorpamento del referendum con le amministrative del 2011 a condizione che;
1) Che la regione si impegni ad indire il referendum da subito.
2) Che la Regione si impegni ad organizzare e finanziare un campagna informativa sul referendum da almeno 4 mesi prima della votazione e che il referendum sia inserito in un ordine del giorno del Consiglio Regionale alla cui discussione invitare i rappresentanti del comitato.si.nonucle.
3) Che la somma risparmiata venga assegnata ad un capitolo di spesa relativo alla creazione o stabilizzazione di posti di lavoro in Sardegna.
2) In merito alla scelta del logo che rappresenterà graficamente il comitato si è deciso le proposte di logo dovranno contenere le parole chiave SI e CONTRO e che il riferimento alla Sardegna sia rappresentato dall’immagine stessa della Sardegna o dalla sua bandiera, 4 mori. In ogni caso si deve evitare che figuri il NO. Le proposte di logo che arriveranno al comitato saranno poi poste in votazione e la scelta sarà fatta a maggioranza.
3) Per il finanziamento vale quanto riportato nella delibera n. 1. FINANZIAMENTO
Ogni componente che ne ha le possibilità deve versare almeno 50 € di adesione, le altre componenti almeno 20€. I versamenti vanno effettuati, durante le riunioni o tramite un conto corrente postale appositamente istituito o prestato per l’occasione. I componenti saranno informati continuamente via email sullo stato di cassa.
4) Per organizzare la campagna referendaria, non potendo procedere alla nomina degli organi previsti nella deliberan. 1 si è nominato un ESECUTIVO PROVVISORIO (…).
(IlMinuto) – Cagliari 28 luglio – “Una occasione storica imperdibile per affermare la sovranità nazionale ed energetica della nazione sarda”. Così l’ufficio stampa di A Manca pro s’Indipendentzia definisce il referendum sulla presenza di centrali nucleari e depositi scorie nell’Isola, che si svolgerà probabilmente nella prossima primavera.
In vista della consultazione l’organizzazione indipendentista e comunista sta organizzando una serie di assemblee pubbliche sul territorio, all’insegna dello slogan “No al nucleare! Si alla sovranità”.
Il prossimo appuntamento è in programma domani a Porto Torres (19.30, Biblioteca comunale), parteciperà la Direzione nazionale di aMpI.
(IlMinuto) – Cagliari, 27 luglio – Anche Dolianova si prepara a sbarrare la strada al nucleare in Sardegna. Al più presto il comune del Parteolla sarà infatti chiamato a votare una delibera contro la presenza di centrali e depositi scorie nell’Isola.
Lo ha affermato venerdì scorso il sindaco neoeletto, Rosanna Laconi, nel corso di una assemblea organizzata dal Comitato promotore per il referendum contro il Nucleare.
L’incontro si è svolto nel cortile di un’azienda agroalimentare locale e – si legge in una nota – “ha avuto una buona risposta di pubblico e imprenditori che hanno manifestato la loro preoccupazione (…). Sono state raccolte molte iscrizioni al comitato ‘SI NoNucle’, che raggruppa tutti i comitati sorti spontaneamente contro il nucleare.”
(IlMinuto) – Cagliari, 26 luglio – Il referendum consultivo sul nucleare in Sardegna si svolgerà quasi sicuramente nella prossima primavera, in concomitanza con le elezioni amministrative.
Il Comitato SI.NO.NUCLE – riunito sabato ad Oristano – ha infatti deciso di accogliere la proposta fatta una decina di giorni fa dal capo di gabinetto della presidenza della Regione, Giandomenico Sabiu, al gruppo promotore della consultazione.
“Al Comitato Promotore che chiedeva di indire il referendum entro il mese di novembre 2010 – spiega in una nota Bustianu Cumpostu – era stata avanzata la proposta di accorpare il referendum alle elezioni amministrative della primavera 2011, al fine di causare una minore spesa di fondi regionali, risparmiare circa 12 milioni di euro e non sovraccaricare gli uffici regionali di competenza”.
Il Comitato per il SI ha però dato un assenso condizionato alla proposta di accorpamento venuta da viale Trento. Gli antinuclearisti presenteranno a Sabiu una serie di richieste: la Regione dovrà “indire il referendum da subito”, “organizzare e finanziare una campagna informativa sul referendum da almeno quattro mesi prima della votazione” e inserire “il referendum in un ordine del giorno del Consiglio Regionale alla cui discussione invitare i rappresentanti del comitato.si.nonucle”.
Non solo. Il Comitato chiederà che i 12 milioni risparmiati vengano “assegnati ad un capitolo di spesa relativo alla creazione o stabilizzazione di posti di lavoro in Sardegna”.