Archivio dell'argomento 'quirra'

UN ANNO FA. Politica: Zuncheddu, “In prossimità di poligoni e zone industriali non si muore più di vecchiaia”

(IlMinuto) – Cagliari, 24 giugno 2009 – “Il popolo sardo passa per essere particolarmente predisposto ad ammalarsi. Tant’è che in prossimità dei poligoni e dei poli industriali non si muore più di vecchiaia”. E’ il commento amaro fatto dalla consigliera regionale (e medico) – dei Rossomori, Claudia Zuncheddu, nel corso della presentazione alla stampa di alcune interrogazioni sul “monitoraggio del Poligono interforze di Quirra” e sulla costruzione dell’aeroporto interno nella stessa area. Alla conferenza, che si è svolta nella sala stampa del Consiglio, ha partecipato anche Mariella Cao del comitato Gettiamo le basi.
Le attività che si svolgono presso il Poligono interforze – si può leggere nell’interrogazione presentata il 19 giugno – “sono oggetto di forti proteste da parte della società civile, che ne denuncia gli effetti devastanti sulla salute pubblica, legati all’abnorme incidenza di alterazioni genetiche e tumori al sistema emolinfatico (leucemie, linfomi, ecc.) riscontrati nei centri abitati in prossimità del poligono, in particolare nella frazione di Quirra”.
Il legame fra la presenza delle basi militari e l’aumento dell’incidenza di questi mali è stato persino confermato da un recente decreto. “Dopo otto anni di lotta – ha spiegato Mariella Cao – siamo riusciti ad ottenere l’ammissione di responsabilità da parte del Ministero della Difesa. Il dpr 37 del 2009 ha infatti stanziato i risarcimenti anche per le popolazioni civili coinvolte”.

Poligono di Quirra. Coordinamento No Pisq: "La Commissione rilevamenti ambientali assolverà lo stato"

(IlMinuto) – Cagliari, 22 giugno – “Non siamo cavie”. Comincia con queste parole un documento diffuso dal Coordinamento No Pisq (Poligono Interforze Salto di Quirra) a pochi giorni dalla presentazione della relazione della Commissione per i rilevamenti ambientali sulle attività del Poligono. Il Coordinamento non ripone alcuna fiducia nei dati raccolti.
“Lo stato italiano e le varie istituzioni connesse – si legge nel documento – sono sempre state bravissime a giudicare sé stesse, tanto brave da riuscire sempre ad assolversi. Ovviamente i parametri che presenteranno non terranno conto del tasso di mortalità della popolazione e saranno ritenuti assolutamente nella norma; gli esperimenti continueranno finché i morti non diventeranno un numero scomodo per essere nascosto”.
Gli esperimenti – denuncia il Coordinamento – si sono svolti col “beneplacito delle amministrazioni comunali dei diversi schieramenti”.
Le attività che si svolgono nel Poligono interforze – si può leggere in una interrogazione presentata lo scorso anno dalla consigliera regionale Claudia Zuncheddu – “sono oggetto di forti proteste da parte della società civile, che ne denuncia gli effetti devastanti sulla salute pubblica, legati all’abnorme incidenza di alterazioni genetiche e tumori al sistema emolinfatico (leucemie, linfomi, ecc.) riscontrati nei centri abitati in prossimità del poligono, in particolare nella frazione di Quirra”.
Come mettere fine alle sperimentazioni? “Tutto questo – afferma il Coordinamento No Pisq – può finire se tutti ci ribelliamo. Se agiamo per dire no alle basi militari ed agli esperimenti dei professionisti della morte”.

"Non saremo più le vostre cavie". Coordinamento No-Pisq in piazza dopo l’accensione del motore del razzo Vega

(IlMinuto) – Cagliari, 27 maggio – “La popolazione della zona non può e non deve continuare a fare da cavia per testare la diffusione e la nocività dei prodotti di combustione di questi razzi”. E’ quanto afferma in una nota il Coordinamento No-Pisq commentando l’accensione – avvenuta martedì scorso – “del motore Zefiro del razzo Vega, nel sito di Torre Murtas, nella zona a mare del poligono sperimentale interforze del salto di Quirra (Pisq)”.
“Per discutere di quanto sta accadendo” e costruire “una prospettiva di opposizione e di lotta” il Coordinamento ha convocato per domani una assemblea pubblica a Villaputzu (19.00, piazza Concia).
“Ancora una volta – sottolinea il Coordinamento – decine di tonnellate di combustibile dalla composizione ignota si sono trasformati in una gigantesca nuvola di fumi diffusi per chilometri, con l’avvelenamento dell’ambiente circostante”. 
“Il comando militare del Pisq – si legge nella nota – ha dato ancora una volta prova di disprezzo e disinteresse nei confronti della popolazione civile, non dando nessun preavviso dell’accensione”. “Il comando – conclude la nota – ha invece diffuso la notizia (vedi l’articolo Unione Sarda del 25 maggio) che i fumi saranno monitorati persino da rivelatori di radioattività dispersa. Vi è qualche ragione perché (oltre alle ben note nanoparticelle) ci si debba aspettare qualche componente radioattiva prodotta dai motori in prova?”.

Libri: 50 anni di occupazione militare della Sardegna nell’indagine di Ledda e Floris

(IlMinuto) – Cagliari, 6 maggio – Oltre 50 anni fa lo Stato italiano espropriò a Capo Teulada, acquisendoli talvolta con l’inganno, terreni sui quali viveva da generazioni una comunità organizzata di persone. Da allora ben 24mila ettari di terra sarda sono diventati bersaglio di armamenti devastanti, mentre altri 13mila sono oberati da servitù: una quantità senza pari in Europa. Alla storia della occupazione militare dell’Isola è dedicato il libro-inchiesta di Guido Floris e Angelo Ledda, “Servitù militari in Sardegna. Il caso Teulada”.
L’indagine di Ledda e Floris sarà presentata stasera a Cagliari (18.30) nell’ambito degli incontri letterari organizzati dalla Libreria Murru.
Gli autori – si legge in una nota – “prendono spunto dal caso specifico di Teulada per compiere una esplorazione approfondita del tema delle servitù militari in Sardegna ripercorrendone le tappe storiche: gli espropri, gli sgomberi, le rivendicazioni da parte dei comuni,la lotta dei pescatori, le leggi approvate per regolamentare le servitù militari, gli accordi raggiunti”.

 

Gettiamo le Basi: Scanu e Sanna (Pd) ignorano i risultati della Commissione d’inchiesta sull’Uranio impoverito

(IlMinuto) – Cagliari, 1 marzo – “I senatori del Partito Democratico Gian Piero Scanu e Francesco Sanna offrono a La Russa una ghiotta occasione per pubblicizzare il monitoraggio in corso nel Poligono interforze del Salto di Quirra e dare un anticipo sulla “verità di Stato’ che sarà martellata ossessivamente dal prossimo giugno: la ‘bombing test area’ più grande d’Europa, fiore all’occhiello delle forze armate, è un gioiello ecologico”. E’ questo il giudizio del Comitato sardo Gettiamo le Basi sull’interrogazione parlamentare Pd sugli effetti, per l’uomo e per l’ambiente, delle esercitazioni militari nel poligono di Quirra.
“E’ necessario chiarire – scrivono Scanu e Sanna – in maniera inequivoca l’effettiva situazione di rischio ambientale al fine di dissipare dubbi e angosce presenti nella popolazione ed evitare eventuali strumentalizzazioni allarmistiche”.
Con questa richiesta di chiarimenti – denuncia Gettiamo le Basi – i due parlamentari mostrano di ignorare i risultati della Commissione d’Inchiesta sull’Uranio impoverito.
“La Commissione – sottolinea il Comitato – ha preso atto dei ‘dati inoppugnabili’ dei morti e malati, sia tra i militari mandati allo sbaraglio nei teatri di guerra, sia tra quelli in servizio nei poligoni (sardi in particolare!), sia tra le popolazioni esposte dalle attività belliche dei poligoni”.
Sono state infatti le conclusioni della Commissione di inchiesta a portare all’approvazione del Dpr 37 del 2009, che prevede il risarcimento – anche se con criteri che escludono tutta la popolazione di Teulada e gran parte di quella di Quirra – delle vittime dell’uranio impoverito o di altre nanoparticelle di metalli pesanti.
“Ma i nostri senatori – conclude il Comitato – nulla sanno. Non hanno mai battuto ciglio davanti alla devastazione sanitaria e ambientale dell’Isola denunciata per anni, in prima pagina dai giornali sardi, in Parlamento da deputati e senatori (non sardi, pochi ma determinati), dalle associazioni antimilitariste sarde anche in Commissione Difesa della Camera e Commissione d’Inchiesta”.