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Documento: Claudia Zuncheddu scrive a Giorgia Meloni

LETTERA APERTA ALL’ON.LE GIORGIA MELONI

SULLA SUA DICHIARAZIONE “VERGOGNA A CAGLIARI, PRIMA I MIGRANTI IN OSPEDALE”. PORTEREBBE LA SUA SPECULAZIONE XENOFOBA IN PARLAMENTO.

Rispetto al suo sdegno di fronte ad una circolare di ordinaria amministrazione di un ospedale cagliaritano, prevista in situazioni di emergenza e l’impegno del suo partito nel “chiedere in ogni sede istituzionale che si faccia chiarezza su questa ennesima vergogna….”, rispondo: che gaffe xenofoba onorevole!

“Bloccare i ricoveri programmati e dimettere i pazienti dimissibili”, sarebbe l’ordine di servizio della circolare della Direzione sanitaria dell’ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari, che avrebbe “scioccato” l’on.le Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia.

Un provvedimento normale in previsione di un nuovo sbarco di migranti a Cagliari, tra cui bambini e cadaveri di persone che non ce l’hanno fatta.

Di fronte a tanto orrore sì che mi sarei aspettata il suo shock. Ma quando l’abbruttimento della Politica inaridisce anche i sentimenti di pietà, si perde ogni speranza. Continua a leggere ‘Documento: Claudia Zuncheddu scrive a Giorgia Meloni’

Totu su chu scis asuba de is zìngarus no est berus

Intra de totus is arrexonamentus chi s’intendint oindì asuba de sa chistioni de is rom s’agatat puru custu documentu, aprontau de is Radicali di Roma e de s’assòtziu Èpossibile.

Dd’apu pigau e furriau in sardu.

Cussu chi aboxinant in medas ònnia dì, Salvini po primu, est sceti propaganda polìtica bona po aguantai is pòberus prus pòberus, is inniorantis prus inniorantis e po pinnicai votus. Continua a leggere ‘Totu su chu scis asuba de is zìngarus no est berus’

Dai morti di Parigi alla 194/78 la strada è molto lunga

(IlMinuto) – Cagliari, 15 gennaio – Dopo i dodici morti di Parigi prosegue il festival dei rigurgiti e della strumentalizzazione, spesso all’insegna del predominio culturale occidentale. A Sassari il clima di intolleranza si è fatto subito sentire a colpi di piccone contro un piccolo ristorante gestito da una coppia marocchina. A Bonorva, come noto, l’assessora alla cultura ormai dimissionaria nella sua pagina facebook si è lasciata andare ad uno “sfogo” nel quale ha persino invocato Adolf Hitler.

A Tempio Pausania, la situazione è più controversa. Nel pensiero domenicale apparso sul popolare social network nella pagina dell’Oratorio Don Mureddu, struttura che fa capo al parroco di San Pietro Antonio Tamponi, è apparso lo sfogo che riportiamo di seguito: “La vita è ragionevole, la morte non è ragionevole…Ecco il pensiero del nostro Dio… Non uccidere…Chi ha fatto o fa diversamente non è cristiano. Ma è scritto anche non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te: liberi di pensare in altro modo, non liberi di offendere il pensiero altrui. Nel mondo, all’anno, ci sono 44 milioni di aborti…Illacrimati…Molto di più dei morti di fanatismo…Vorrei sapere perché una vita vale e l’altra no???”.

Va precisato che in seguito alle follie mass-mediatiche di questi giorni questa situazione era già ampiamente prevedibile. Il chiedersi perché “una vita vale e l’altra no” è infatti un leitmotiv scontato, che può essere utilizzato in vari modi: può avere un’utilità nell’evitare di continuare ad ignorare atrocità tanto quotidiane quanto non conosciute, ma può essere altrettanto utile anche per riportare le persone alla lucidità, evitando, da qui alle prossime settimane, lo scatenarsi di vere e proprie ondate di odio e intolleranza che hanno come bersaglio le comunità bombardate televisivamente e in modo scientifico. Al riguardo la lista è lunga e va dai 2000 morti in Nigeria al Donbass a ferro e fuoco, dai 7 milioni di profughi siriani ai Palestinesi con poche ore di corrente elettrica proprio mentre il primo ministro israeliano, Benjiamin Netanyahu, sfila in nome della pace e della tolleranza a Parigi, fino ad arrivare alla Francia stessa che meno di quattro anni fa bombardava Tripoli. Tutto rientra quindi in un dibattito dove ognuno, ovviamente, vede il mondo dalla propria prospettiva.

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#allacciamoli Arc Cagliari: solidarietà a Dessena

(IlMinuto) – Cagliari, 27 febbraio – L’Associazione Arc di Cagliari esprime solidarietà e pieno sostegno a Daniele Dessena, giocatore del Cagliari Calcio. Dessena, lo ricordiamo, è divenuto oggetto di attacchi da parte di alcuni “tifosi” in seguito alla sua partecipazione e adesione al progetto #allacciamoli, campagna contro l’omo-transfobia nello sport, che consiste nell’indossare un paio di laccetti arcobaleno, da mettere alle scarpette durante i match, per ricordare a tutti che nello sport le discriminazioni sono “fuorigioco”. E’ questo il senso dell’iniziativa realizzata da “Paddy Power” e dalle Associazioni Arcigay e Arcilesbica con la collaborazione della Fondazione “Candido Cannavò” per lo sport, che sta invadendo da qualche giorno i social network con un hashtag che è anche un’esortazione: Continua a leggere ‘#allacciamoli Arc Cagliari: solidarietà a Dessena’

Dosta organizza una manifestazione per dire Sì alla solidarietà e alla fratellanza e per dire no al razzimo

(IlMinuto) – Cagliari, 7 giugno – Si svolgerà sabato 8, a partire dalle 16.30 con concertamento nella scuola Media Giuseppe Manno in via del Collegio, davanti all’ingresso di Sant’Eulalia a Cagliari, la manifestazione promossa dall’associazione Rom Dosta per dire basta al razzismo messo in atto dall’organizzazione di destra “Lotta studentesca”, che alcuni giorni fa, ha simbolicamente chiuso le tre scuole cittadine che accoglieranno gli adulti Rom che intendono conseguire la licenza media. “Il diritto allo studio è stato una conquista sociale, frutto di lunghe lotte, e deve essere considerato come patrimonio di tutti”, afferma con forza il volantino diffuso dall’associazione. Continua a leggere ‘Dosta organizza una manifestazione per dire Sì alla solidarietà e alla fratellanza e per dire no al razzimo’