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Archivio dell'argomento 'razzismo'

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"La zingara rapitrice": il pregiudizio come mezzo di oppressione

(IlMinuto) – Cagliari, 3 giugno – “Lo stereotipo come strumento di oppressione: adozione di minori rom sinti e sottrazione di minori gagè (non zingari, ndr)”. Sarà questo il tema del seminario – organizzato dalla Associazione di studi antropologici Connessioni – in programma domani nella Facoltà di Scienze della Formazione a Cagliari (9.00, aula degli Specchi).
L’appuntamento nasce dall’esigenza di analizzare e denunciare i pregiudizi e gli stereotipi elaborati nei secoli dalle elites culurali che  – si legge in una nota – “nelle varie epoche hanno supportato in qualità di funzionari, giudici o quant’altro l’azione dei pubblici poteri”.
“Tra tutti gli stereotipi – spiegano gli organizzatori – uno dei più odiosi e persistenti è senz’altro quello della zingara rapitrice, nato essenzialmente come motivo letterario e affermatosi poi anche nella cultura popolare, come anche altrettanto pervasiva appare la figura dello zingaro selvaggio e non civilizzato, figlio di un mondo statico e perennemente uguale a se stesso”.
Carlotta Saletti Salza e Sabrina Tosi Cambini illustreranno i risultati di una ampia ricerca sulla “Adozione di minori rom sinti e sottrazione di minori gagè”, commissionata dalla Fondazione Migrantes al Dipartimento di Psicologia e Antropologia culturale dell’Università di Verona. Parteciperà ai lavori – coordinati da Massimo Aresu (Ehess Parigi – Associazione Connessioni) – anche monsignor Piero Gabella della Fondazione Migrantes.

Prc denuncia violenza contro giovane migrante al mercatino di Quartu. "Basta col razzismo istituzionale"

(IlMinuto) – Cagliari, 23 aprile – “Basta con gli episodi di razzismo istituzionale. Queste violenze sono la diretta conseguenza del clima di odio razziale e di caccia all’immigrato generato dalle destre al governo. Un clima scatenato dalla cultura dei pacchetti sicurezza e dalle leggi Bossi-Fini e Turco-Napolitano. Un clima infame che colpisce anche le amministrazioni locali, compresa la città di Quartu”. Con queste parole il segretario federale di Rifondazione Comunista, Giuseppe Stocchino, la coordinatrice dei Giovani Comunisti della provincia di Cagliari, Marta Laura Farci, condannano il “pestaggio di un giovane migrante”, avvenuto mercoledì scorso a Quartu durante il mercatino di via San Benedetto e reso noto tramite un video caricato su Youtube.
“Le immagini – spiegano Farci e Stocchino – mostrano un giovane migrante impaurito (che il video indica come senegalese), circondato da una decina di agenti della polizia municipale quartese che cercano di ammanettarlo con una forza e una violenza sempre più crescente. Fortunatamente sono numerose le urla di orrore dei cittadini che assistono al pestaggio e denunciano il comportamento incivile degli agenti”.

Razzismo: alla Società Umanitaria il documetario "Rosarno, il tempo delle arance"

(IlMinuto) – Cagliari, 20 aprile – “Rosarno, il tempo delle arance”. E’ questo il titolo della testimonianza filmata dei fatti del 9 gennaio scorso – vincitrice del Concorso Visioni doc 2010 della Cineteca di Bologna - che sarà proiettata giovedì sera nel Salone della Società Umanitaria a Cagliari.
La proiezione sarà preceduta, alle 18.00, dal dibattito “Il futuro del rispetto: migranti, minoranze, diritti e doveri dei cittadini di oggi e di domani” con la partecipazione – fra gli altri – di Annamaria Baldussi (Presidente del corso di laurea in Scienze politiche all’Università di Cagliari) e di Luca Manunza (Insùtv).  

Mobilitazione contro chi cavalca il razzismo per dividere i lavoratori". Il Pcl condanna l’aggressione di Alghero

(IlMinuto) – Cagliari, 19 aprile – “La devastazione sociale, economica e culturale prodotta dal capitalismo nella sua fase declinante, facilita la diffusione tra le masse di una ideologia di tipo razzista, propagandata dalla destra populista e reazionaria rappresentata dalla Lega e dal Pdl”. Con queste parole Umberto Bitti del Partito comunista dei Lavoratori commenta l’aggressione razzista avvenuta la scorsa settimana ad Alghero.
“Una feroce aggressione premeditata di tipo razzista ai danni di due fratelli di origine congolese”, ricorda Bitti. “Un cuoco di 28 anni e uno studente di 22, entrambi cittadini italiani. L’aggressione, perpetrata da una mezza dozzina di ragazzi, è stata accompagnata da insulti razzisti, come ‘sporchi negri, tornate a casa vostra’, e da canzonacce di qualche movimento politico di estrema destra. Il pestaggio è cominciato con il lancio di pietre, con calci e pugni fino a quando qualche testimone non ha dato l’allarme e i sei si sono allontanati”.
Il Pcl punta il dito anche a sinistra.”Grave responsabilità – sostiene l’esponente del Pcl - è da imputare anche a una sinistra opportunista (Rifondazione) che in questi anni non ha pensato ad altro che a contrattare col Pd e col capitalista Soru”.
“Il Partito comunista dei lavoratori della Sardegna – conclude – esprime la massima solidarietà ai due ragazzi aggrediti e a tutte le vittime del razzismo, squadrista o istituzionale che sia e propone a tutte le forze antirazziste e democratiche di mobilitarsi contro questi episodi e contro quelle forze politiche che utilizzano l’ideologia razzista per raccogliere cinicamente consenso e per dividere i lavoratori”.

“Mobilització contra qui utilitza el racisme per dividir els treballadors”. El Pcl condemna l’agressió de l’Alguer.

(IlMinuto) – Càller, 19 d’abril – “La devastació social, econòmica i cultural produïda pel capitalisme en la seva fase declinant, facilita la difusió entre masses d’una ideologia de tipus racista, encapçalada per la dreta populista i reaccionària representada per la Lega i el Pdl”. Amb aquestes paraules Umberto Bitti del Partit comunista dels Treballadors comenta l’agressió racista que va tenir lloc la setmana passada a l’Alguer.
“Una agressió brutal premeditada de tipus racista amb lesions a dos germans d’origen congolès” recorda Bitti. “Un cuiner de 28 anys i un estudiant de 22, ambdós ciutadans italians. L’agressió, duta a terme per mitja dotzena de nois, ha estat acompanyada d’insults racistes, com ‘negres bruts, torneu a casa vostra’, i de cançons de moviments polítics d’extrema dreta. La pallissa va començar amb un llançament de pedres i amb cops de peu i de puny fins que alguns testimonis van donar l’alarma i els sis agressors es van allunyar”.
El Pcl assenyala també l’esquerra. “Greu responsabilitat – sosté l’exponent del Pcl – s’ha d’imputar també una esquerra oportunista (Rifondazione) que en aquests anys no ha pensat en res més que en negociar amb el Pd i amb el capitalista Soru”.
“El partit comunista de treballadors de la Sardenya – conclou – expressa la màxima solidaritat als dos nois agredits i a totes les víctimes del racisme, de les brigades feixistes o institucionals que siguin, i proposa a totes les forces anti-racistes i democràtiques movilitzar-se contra aquests episodis i contra aquestes forces polítiques que utilitzen la ideologia racista per obtenir cínicament consens i per dividir els treballadors”.

Emergenza razzismo: frasi di odio e intolleranza nel gruppo Facebook che chiede al sindaco Floris lo sgombero del campo Rom sulla 554

(IlMinuto) – Cagliari, 8 marzo – “Zingari di Cagliari, fateci l’elemosina: andatevene”. E’ questo il titolo del gruppo Facebook con cui 421 persone chiedono al “sindaco Emilio Floris di emettere un ordinanza (ndr: gli amministratori del gruppo non concoscono l’uso dell’apostrofo) per lo sgombero del campo Rom” sulla 554. “Questo – spiegano i promotori – non vuole essere un gruppo xenofobo ma una semplice azione politica per sensibilizzare le amministrazioni sul disagio che tutti i cittadini vivono quotidianamente”.
Ci mancherebbe altro. Il razzismo non ha niente a che vedere con gli iscritti al gruppo. Per convincersene basta leggere i commenti postati da alcuni dei 421 aderenti all’appello. Il “signor” F.P. propone di “disinfestare il campo con il fuoco!”. “Miss” S.M. spiega “sono stanca di vedervi infestare strade, semafori, centri commerciali, chiese…basta! Non fate un c…o sporcate i territori e inquinate l’aria”. “Lord” C.M. afferma “Gentaglia! Puzzolenti e ladri! Mi fanno schifo…”. Niente a che vedere con la xenofobia, quindi, ma la redazione de Il Minuto invita ugualmente i lettori a segnalare il gruppo ai gestori del social network per “discorsi a sfondo razzista e di incitamento all’odio”.

P.S
A pochi minuti dalla pubblicazione della notizia il gruppo xenofobo e razzista citato è stato eliminato oppure reso invisibile.
Non avendo più le prove abbiamo dovuto eliminare dall’articolo il riferimento al giovane esponente istituzionale della destra che aveva aderito all’iniziativa.

Documento: "1 marzo, 24 ore senza di noi". L’appello della Tavola permanente contro il razzismo

I fatti di Rosarno, lo sgombero dell’ex Edem di Giorgino, le sempre più frequenti irruzioni alla caccia del clandestino nelle case affittate dagli immigrati, sono segni inequivocabili dell’avanzare rapido del razzismo e dell’intolleranza, anche in Sardegna. Un razzismo alimentato dalle politiche del Governo Berlusconi e dai provvedimenti delle amministrazioni locali. Un’intolleranza che si fa strada anche grazie all’indifferenza e al silenzio di tanti cosiddetti “progressisti” all’interno di giunte e consigli comunali e provinciali.
Occorre reagire. E per reagire con efficacia occorre fare un salto di qualità. Manifestazioni e scioperi (come questo importantissimo Sciopero migrante del primo marzo) non devono più essere momenti isolati di mobilitazione, devono bensì portare alla costruzione di reti di resistenza e solidarietà permanenti in grado di affrontare l’emergenza razzismo.
Da qui l’idea di costruire una Tavola Permanente contro il razzismo che, nella provincia di Cagliari, consenta di coordinare l’azione di gruppi, partiti, associazioni, sindacati, studiosi, avvocati, singoli attivisti per costruire sul territorio una continua resistenza sociale e culturale alle politiche razziste e una concreta rete di solidarietà – anche per l’assistenza legale – con le lavoratrici e i lavoratori immigrati, doppiamente vittime dei meccanismi della globalizzazione capitalistica.
Per dare vita a questo nuovo percorso proponiamo di incontrarci mercoledì 3 marzo (18.00, sede Rdb di via Maddalena) e di ripartire dalle parole d’ordine condivise dai soggetti che avevano costruito e aderito alla manifestazione antirazzista regionale del 17 ottobre 2009:
No al razzismo
 Regolarizzazione generalizzata per tutti
Abrogazione del pacchetto sicurezza
Accoglienza e diritti per tutti
No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
Diritto di asilo per rifugiati e profughi
Chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsione (Cie)
No alla contrapposizione fra italiani e stranieri nell’accesso ai diritti
Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutte e tutti
Mantenimento del permesso di soggiorno anche per chi ha perso il lavoro
Contro ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone gay,lesbiche, transgender

Il Comitato promotore della Tavola permanente contro il razzismo e l’omofobia della Provincia di Cagliari

 

"24 ore senza di noi". Sciopero migrante 1 marzo: Cagliari dice no al razzismo con un corteo da piazza Repubblica

(IlMinuto) – Cagliari, 26 febbraio – Costruire una rete permanente di resistenza e solidarietà in grado di affrontare l’emergenza del razzismo e dell’intolleranza. E’ questo l’appello lanciato dai promotori della “Tavola permanente contro il razzismo, l’omofobia e ogni forma di discriminazione” della provincia di Cagliari in vista dello sciopero migrante del primo marzo. La “Tavola” ha organizzato “una manifestazione nella manifestazione”: un corteo con partenza alle 15.00 in piazza Repubblica e arrivo alle 17.00 in piazza del Carmine. L’invito è rivolto a tutti: “Ognuno con i suoi simboli – si può leggere nell’invito – ma soprattutto con la sua presenza”.
Per i promotori dell’iniziativa “manifestazioni e scioperi non devono più essere momenti isolati di mobilitazione”. “Lo Sgombero dell’ex Edem di Giorgino e le sempre più frequenti irruzioni alla caccia del clandestino nelle case degli immigrati sono segni inequivocabili dell’avanzare rapido del razzismo, anche in Sardegna”.
La proposta è quindi quella di “coordinare l’azione di gruppi, partiti, associazioni, sindacati, studiosi, avvocati, singoli attivisti per costruire sul territorio una continua resistenza sociale e culturale alle politiche razziste e una concreta rete di solidarietà, anche per l’assistenza legale, con le lavoratrici e i lavoratori immigrati, doppiamente vittime dei meccanismi della globalizzazione capitalistica”. Per questo i promotori del coordinamento invitano tutti gli interessati al progetto a ritrovarsi mercoledì 3 marzo (18.00, sede Rdb di via Maddalena, Cagliari).
La “Tavola” rilancia le parole d’ordine che avevano portato alla manifestazione del 17 ottobre 2009. Fra queste la regolarizzazione generalizzata per tutti, l’abrogazione del Pacchetto sicurezza e la chiusura definitiva di tutti i Centri di Identificazione di Espulsione.

S.P.

"Vietato calpestare i diritti". Il primo marzo Sassari scende in piazza per dire no al razzismo e all’indifferenza

(IlMinuto) – Cagliari, 25 febbraio – Anche Sassari dice no al razzismo. Lunedì primo marzo nella città turritana si terrà una manifestazione con corteo e sit-in finale in sintonia con la “Journèe sans immigrès, 24 h sans nous” francese.
“Una manifestazione – spiegano i promotori – per dire no alle politiche razziste del governo e a chi, anche con l’indifferenza, le sostiene. Un corteo per dire no alle ondate xenofobe che stanno attraversando la nostra società e alla lotta tra ultimi imposta da questo modello di sviluppo”.
La manifestazione partirà dalle 17.00 in piazza Sant’Antonio e si concluderà in piazza d’Italia con lo spettacolo “Strani frutti. Storie a fior di pelle”. L’iniziativa è stata organizzata da associazioni culturali, organizzazioni di volontariato e politiche “di indigeni e migranti presenti in città”.

Documento: interrogazione Zuncheddu "sulle difficoltà della comunità senegalese dopo lo sgombero da Giorgino"

Al Sig. Sindaco dott. Emilio Floris

Agli Assessori competenti

 

 

INTERROGAZIONE URGENTE

SULLE DIFFICOLTA’ DELLA COMUNITA’ SENEGALESE DOPO LO SGOMBERO DA GIORGINO

 

Premesso che

- In base a quanto si è appreso dalla stampa (rif. L’Unione Sarda del 14 Febbraio 2010) il direttore della Caritas don Marco Lai ha dichiarato che “più di cento persone” appartenenti alla comunità senegalese sfrattata mercoledì scorso dallo stabilimento Ex-Edem a Giorgino  è stata accolta in “case vere” ( “[…]Sinora abbiamo accolto in case vere, tutti sulla fiducia, più di cento persone[…]”)

- è stata divulgata nelle ultime ore una lettera della Comunità Senegalese sfrattata sebbene, va ricordato, la maggior parte delle persone fossero in regola con i contratti di locazione regolarmente stipulati con la proprietà;

- in tale lettera si denuncia  quanto segue:

1) ai senegalesi che fino al 10 febbraio 2010 abitavano a Giorgino, al contrario di quanto viene sostenuto dai servizi sociali del Comune di Cagliari e dalla Caritas, non solo non sarebbe stata garantita un’adeguata sistemazione, bensì “abitazioni provvisorie e precarie” dislocate in luoghi lontani rispetto alle loro sedi lavorative e talvolta con orari di “mensa e di dormitorio” tassativi che rendono impossibile lo svolgimento della propria attività lavorativa;

2) “[…]Dei (71) residenti a Giorgino, (tutti con regolare permesso di soggiorno) solo meno della metà ha avuto una sistemazione comunque provvisoria e peggiorativa rispetto a quella precedente. Alcuni sono alloggiati alla Caritas, altri in albergo e altri ancora in abitazioni fuori città, affittate dal comune per (solo) un anno. I rimanenti, una quarantina circa, si trovano invece attualmente in Senegal e per questi ultimi, non è stata predisposta alcuna sistemazione in vista del loro imminente rientro.

3) “Cinque di noi, pur non essendo rifugiati politici né richiedenti asilo, ma immigrati (con regolare permesso di soggiorno) che lavorano e pagano le tasse in Italia, sono ospitati all’ostello Caritas in viale Frà Ignazio. Questa situazione impone orari di ingresso, di uscita e di mensa obbligatori e vincolanti, e non è possibile svolgere liberamente la propria attività lavorativa. Altri 15 sono alloggiati all’hotel 4mori in attesa di una casa: non possono cucinare (né usufruire del ristorante dell’albergo) e per mangiare sono costretti a spendere molti soldi (in bar e ristoranti) oppure a rivolgersi ai propri amici. Chi ha avuto la casa, non ha le stesse condizioni lasciate a Giorgino. Per esempio la casa assegnata a Quartu ospita tre persone in un bilocale, inizialmente anche senza luce e con un’unica camera da letto. Inoltre il padrone di casa aveva preso altri accordi con la Caritas e si aspettava un numero minore di persone, per cui non intendendo affittare alle tre attualmente alloggiate ne ha mandato via due, che ora sono ospiti di amici. Le altre case assegnate sono lontane da Cagliari (Assemini: 8 persone in tre camere, Capitana: 6 persone, Dolianova: rifiutata perché troppo lontana) e obbligano a spostamenti difficoltosi e dispendiosi per raggiungere la città e i luoghi di lavoro (spese per i trasporti e limiti d’orario imposti dai mezzi pubblici)”;

 

Constatato che

- alcune delle persone che hanno subito lo sgombero sono in possesso di un permesso di soggiorno regolare in scadenza a breve, rischiano di non poter avere la proroga del visto di soggiorno per mancanza di un luogo stabile di residenza;

- si denuncia anche lo smarrimento di “una parte consistente dei beni che stavano nell’edificio di Giorgino”, sottolineando il dramma delle persone che nel momento dello sgombero si trovavano nei propri paesi d’origine e che quindi non hanno avuto la possibilità di mettere in salvo i propri averi, per cui si pone inoltre il problema di chi dovrà risarcire questi danneggiati visto che ormai tutto è “andato smarrito, rovinato, distrutto o rubato nello sgombero e nella successiva demolizione”;

 

Tutto ciò premesso,

si interroga il Signor Sindaco e gli assessori competenti per sapere se

1)    Siano a conoscenza delle difficoltà sopra descritte in cui versano le persone sfrattate;

2)    Se abbiano verificato che le sistemazioni messe a disposizione dai Servizi sociali del Comune di Cagliari e dalla Caritas siano in quantità proporzionate e sufficienti al numero degli “sgomberati”;

3)    Quali iniziative intendano intraprendere, o se ne abbiano già intrapreso, per facilitare il rinnovo dei permessi di soggiorno di coloro che rischiano di non avere il visto in quanto privi di residenza;

4)    Quali siano i tempi previsti per la durata di tali sistemazioni;

5) Quali siano le iniziative che intendono intraprendere per alleviare il disagio a coloro che attualmente sono nei paesi d’origine e che al loro rientro si troveranno senza un tetto e senza nessun avere in quanto “distrutto, smarrito” o altro.

 

 

 Cagliari, 16 Febbraio 2010

Claudia Zuncheddu

Sgombero di Giorgino. Domani a Cagliari il sit in dei lavoratori senegalesi. C. Zuncheddu: "Che farà il sindaco per facilitare il rinnovo dei permessi di soggiorno?"

(IlMinuto) – Cagliari, 17 febbraio – “Dopo lo sgombero tutti in strada”. Domani mattina alle 10 i lavoratori del Senegal che vivevano all’ex Edem di Giorgino – prima dello sgombero di mercoledì scorso ordinato dal sindaco di Cagliari Emilio Floris – si ritroveranno di fronte alla sede del comune di Cagliari di via Sonnino per un sit in di protesta e di denuncia. “Nonostante le promesse – si può leggere in una lettera aperta della comunità dei senegalesi di Giorgino – di fatto tutti noi con un regale permesso di soggiorno non abbiamo ottenuto un’altra abitazione e le sistemazioni sono tutte provvisorie e precarie”. Sulla questione è intervenuta, con una interrogazione urgente “sulle difficoltà della comunità senegalese dopo lo sgombero di Giorgino”, la consigliera comunale dei Rossomori Claudia Zuncheddu. “Alcune delle persone che hanno subito lo sgombero – sottolinea nel documento la sardista di sinistra – sono in possesso di un permesso di soggiorno regolare in scadenza a breve e rischiano di non poter avere la proroga del visto di soggiorno per la mancanza di un luogo stabile di residenza”. La consigliera chiede allora al sindaco Floris e agli assessori competenti “quali iniziative intendano intraprendere (…) per facilitare il rinnovo dei permessi di soggiorno di coloro che rischiano di non avere il visto in quanto privi di residenza e (…) quali siano le iniziative che intendono intraprendere per alleviare il disagio a coloro che attualmente sono nei paesi di origine (circa 40 immigrati con residenza all’ex Edem sono ora in Senegal, ndr) e che al loro rientro si trovano senza un tetto e senza nessun avere in quanto ‘distrutto, smarrito’ o altro “.

Leggi l’interrogazione:

http://www.ilminuto.info/notizia.php?id_notizia=1811

Leggi la lettera della comunità senegalese a Giorgino:

http://www.ilminuto.info/notizia.php?id_notizia=1788