(IlMinuto) – Cagliari, 18 maggio – Si chiama Pier Luigi Caria il dirigente di a Manca pro s’Indipendentzia che l’altro ieri è stato vittima di una perquisizione da parte delle forze dell’ordine nuoresi. Lo ha denunciato stamane con una conferenza stampa la stessa organizzazione indipendentista. Caria, sempre in prima linea nella difesa del territorio, è anche una delle giovani voci più attive e attente nella battaglia in favore della lingua sarda. Nella giornata di giovedì 16 il dirigente è stato fermato dai Carabinieri mentre volantinava materiale contro la costruzione della caserma di Pratosardo, una struttura che, come ha recentemente dichiarato anche il Gruppo di Intervento Giuridico, va a toccare “Le aree appartenenti al demanio civico di Nuoro” per il quale “Allo stato attuale è preclusa qualsiasi attività di sdemanializzazione, mentre è possibile la richiesta di trasferimento dei diritti di uso civico su altri terreni di proprietà comunale (es. Monte Ortobene, ecc.) aventi migliori caratteristiche sul piano ambientale e di adeguata estensione (es. boschi, macchia mediterranea, ecc.)”. Nonostante il dirigente della sinistra indipendentista fosse provvisto dei documenti che lo identificavano, è stato condotto in caserma. All’interno della caserma Pierluigi Caria si è trovato protagonista di una perquisizione ai limiti dell’assurdo e lasciato senza vestiti dalle forze dell’ordine in cerca di sostanze stupefacenti. Continua a leggere ‘A manca protagonista di un’altra vicenda di repressione del dissenso’
(IlMinuto) – Cagliari, 23 marzo – “I mezzi d’informazione facciano informazione, non si sostituiscano ai magistrati”. E’ quanto chiede a Manca pro s’Indipendentzia ai media sardi, che nei giorni scorsi hanno sviluppato una violenta campagna di “terrorismo mediatico” contro l’organizzazione della sinistra indipendentista. In un pesante clima di criminalizzazione, l’informazione manipolata, si sa, alimenta all’infinito il sospetto, crea giudizio e condanne, toccando inesorabilmente la vita degli esseri umani coinvolti in una qualsivoglia operazione di polizia. Così il 19 marzo scorso il nome dell’organizzazione indipendentista di sinistra è stato accompagnato dalle immagini di un video agghiacciante che mostrava al pubblico tanto di passamontagna, armi e soldi. Chi conosce l’attività della sinistra indipendentista sarda è sobbalzato dalla sedia. A Manca pro s’indipendentzia è un’organizzazione politica legale, che ha sempre lavorato e che lavora alla luce del sole, con e per il suo popolo, precisa il Direttivo nazionale. Continua a leggere ‘Contromisure di carattere legale: a Manca risponde al linciaggio mediatico’
(IlMinuto) – Cagliari, 20 marzo – “E’ diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui, ed è loro OBBLIGO INDEROGABILE il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte, e riparati gli eventuali errori [...]”. Così recita l’articolo 2 della Legge n. 69/1963 dell’Ordinamento della professione di giornalista.
Dire la verità è dunque il compito morale di chi fa informazione, perché, si sa, i giornali sono strumenti di opinione, e concorrono a formare un’opinione pubblica democratica. Eppure, ieri abbiamo assistito a un vero e proprio bollettino di guerra, un processo mediatico, un taglia e cuci di nomi, parole e immagini contro i 18 indagati dell’Operazione Arcadia. Nel mirino soprattutto la sinistra indipendentista sarda. Parole e immagini degne concorrenti del film di Marco Bellocchio “Sbatti il mostro in prima pagina”. Continua a leggere ‘“Come suggerire un concetto”: i media sardi parlano dell’Operazione Arcadia’
(IlMinuto) – Cagliari, 16 novembre – Erano lavoratori che reclamavano i loro diritti quelli scesi in campo il 13 novembre scorso nel Sulcis. Lavoratori che hanno manifestato contro la solita minestra riscaldata offerta loro dalle istituzioni. Uomini, donne e giovani che volevano riprendersi una dignità calpestata da più parti e in più occasioni. Teatro del legittimo dissenso la miniera di Serbariu, luogo in cui erano attesi i ministri Passera e Barca, il sottosegretario De Vincenti, i rappresentanti delle istituzioni locali e i sindacalisti dell’Alcoa. Un incontro che ha lasciato l’amaro in bocca. I reportage divulgati sul web in questi ultimi due giorni, infatti, ci mostrano una realtà cruda e sempre più priva di democrazia e rispetto dei diritti. “Gli operai hanno bloccato come atto dimostrativo, i due ingressi alla miniera – racconta attraverso una nota stampa una delegazione di a Manca pro s’Indipendentzia – e subito sono partite le violente cariche della polizia: manganellate e lacrimogeni sulla folla inerme [...]. Continua a leggere ‘Serbariu: pane e sangue. La lettura di a Manca pro s’Indipendentzia’
(IlMinuto) – Cagliari, 15 novembre – “Quando il potere costituito scappa in elicottero è il segno che le cose sono già cambiate”. E’ quanto afferma Omar Onnis, Presidente di ProgReS Progetu Repùblica de Sardigna commentando la giornata di protesta che lunedì scorso ha mostrato il volto di una Sardegna che vuole rinascere. “Non è più tempo di inganni (e autoinganni), è tempo di soluzioni strutturali”, rincalza Onnis. Per il presidente di ProgReS è infatti urgente e necessario mettere le famiglie nelle condizioni di vivere dignitosamente. Ma non solo: è anche doveroso risanare i territori di modo che si possano sviluppare al meglio attività produttive. Insomma bisogna puntare, secondo la ricetta di Progetu Repùblica, a “rigenerare tutte le relazioni umane, culturali ed economiche che la lunga crisi ha indebolito o reciso”. “Non potrà farlo la politica italiana, né la politica sarda che risponde alla politica italiana (e agli interessi italiani). – precisa Onnis – Forse almeno su questo punto le coscienze cominciano a risvegliarsi dal torpore”. Continua a leggere ‘Manifestazione 13 novembre: lo sguardo di Onnis Presidente di Progetu Repùblica’
(IlMinuto) – Cagliari, 14 novembre – Si terrà a Nuoro il 17 novembre a partire dalle ore 18.00 nel Circolo Su Ritrovu, l’iniziativa “Sardegna 2020. Un futuro di militarizzazione, controllo sociale e repressione”. Davanti a un’isola che rioccupa un ruolo di primo piano nei progetti della Nato e dello Stato: carceri, radar, caserme e sorveglianza urbana. Dietro questo nuovo assetto del controllo sociale, le direttive del documento “Nato 2020 Urban Operations” con cui si disegnano le nuove strategie di contenimento e repressione delle rivolte del futuro in cui il campo di battaglia saranno le città del mondo Occidentale e il nuovo nemico sarà tutto interno ai confini statali, masse “informali”, unite dalla disperazione e dalla precarietà. Continua a leggere ‘A Nuoro si parla di militarizzazione, controllo sociale e repressione’
(IlMinuto) – Cagliari, 8 novembre – “Associazione sovversiva con finalità di terrorismo, violazione della legge sulle armi e ricettazione”. E’ questa l’accusa con la quale è stato perseguitato Bruno Bellomonte, il dirigente politico di A Manca pro s’Indipendentzia assolto il 21 novembre 2011 dalla Corte d’Assise di Roma e riassolto il 7 novembre 2012 dalla corte d’Assise di appello di Roma. Siamo davanti a due assoluzioni. Il castello di sabbia è crollato, spazzato via dall’onda della verità: “il fatto non sussiste”. E’ inutile ribadire che non abbiamo mai avuto dubbi sull’innocenza del sindacalista e dirigente politico di a Manca pro s’Indipendentzia. Il teorema, quello della fondazione di un nuovo nucleo delle Brigate rosse, ha però tolto il lavoro e la libertà al ferroviere sassarese per ben 29 mesi. La sua attività di capostazione, la militanza sindacale e politica svolta alla luce sole con e per il popolo sardo, dal giugno 2009 è stata messa pesantemente in discussione, prima dall’accusa e a seguire dai giornalisti. Continua a leggere ‘La Corte d’Appello lo ribadisce: “Bruno Bellomonte è innocente”’
(IlMinuto) – Cagliari, 25 ottobre – Dare di Bruno Bellomonte all’immaginario collettivo un’idea quasi irremovibile di colpevolezza, costruita su un teorema che, come dimostra la sentenza di primo grado emessa dalla Corte d’Assise di Roma in data 21 novembre 2011, non ha avuto nessun riscontro con la realtà. “Assolto perché il fatto non sussiste”. Se necessario ripeteremo questa formula non una ma mille volte. “Assolto perché il fatto non sussiste”: Bruno Bellomonte è innocente. Ma perché il Procuratore di Roma vuole riformare la sentenza di primo grado, inasprire le pene per tutti gli imputati condannando anche coloro che sono stati assolti dall’accusa di “associazione sovversiva con finalità di terrorismo, violazione della legge sulle armi e ricettazione”? Secondo a Manca pro s’Indipendentzia, organizzazione politica di cui Bruno Bellomonte è diriginte, il movente è da ricercarsi nella repressione italiana, che – afferma in una nota stampa – “è in cerca di una sentenza politica per decapitare la sinistra indipendentista sarda e debilitare il processo ineluttabile e storico dell’emancipazione nazionale e sociale della nazione sarda”. Continua a leggere ‘Appello contro Bellomonte “Assolto perché il fatto non sussiste”’
(IlMinuto) – Cagliari, 23 ottobre – “Modalità di lotta politica basata su atti di violenza indiscriminati” è il significato che il dizionario della lingua italiana Sabatini Coletti dà al lemma terrorismo. Una parola che troppo spesso abbiamo letto affiancata al nome di Bruno Bellomonte, il capostazione sindacalista e dirigente dell’organizzazione indipendentista a Manca pro s’Indipendentzia. Era il 21 novembre 2011 quando la presidente della Corte d’Assise di Roma pronunciava la sentenza che metteva fine ai 29 mesi di carcerazione preventiva a cui era stato sottoposto Bruno Bellomonte, sbattuto in galera dal 10 giugno 2009 con l’accusa di aver partecipato a un tentativo di ricostruzione del brigatismo rosso in vista del G8 della Maddalena. “Assolto perché il fatto non sussiste” è la formula che ha accompagnato la scarcerazione del ferroviere indipendentista e che ha confermato ciò che come giornale abbiamo sempre sostenuto: la piena innocenza di Bellomonte. Ma la caccia alle streghe che ha trascinato il dirigente di a Manca pro s’Indipendentzia in galera non è finita. Oggi, infatti, quando è in corso il processo d’appello, ritroviamo ancora una volta il nome di Bellomonte a fianco a quel lemma maledetto che per due anni e mezzo gli ha tolto la libertà. Continua a leggere ‘La storia infinita di Bruno Bellomonte’
(IlMinuto) – Cagliari, 26 settembre – L’art. 16 della Carta Costituzionale italiana recita: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche”. Eppure ieri mattina una piccola delegazione di operai Alcoa e sindacalisti è stata aggredita all’interno della sede che ospita l’Assessorato al Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna, dunque in un luogo istituzionale. Daniela Piras, segretaria territoriale della Uil, Marco Mele e Roberto Usai, operai Alcoa, sono le vittime delle cariche da parte delle forze dell’ordine. Continua a leggere ‘Manifestazione degli operai Alcoa: a Cagliari è violenza sui dimostranti’