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Referendum costituzionale: equilibri internazionali e Sardegna

(IlMinutoQuindici n1, novembre 2016) – Sarà capitato anche a voi, durante le ultime settimane, di sentire qualcuno domandarsi per quale motivo il presidente americano Barack Obama abbia mostrato così tanto interesse nei confronti del referendum costituzionale italiano del prossimo 4 dicembre.

Questo spazio si propone come luogo di riflessione; non vogliamo infatti dare una risposta preconfezionata al quesito in questione: il nostro scopo è quello di porre sul tavolo alcuni temi sui quali riteniamo necessario riflettere, convinti come siamo che senza prenderli in considerazione non sarà possibile nessuna risposta che faccia tesoro dell’esercizio critico del pensiero.

E allora qual è la prima questione da analizzare? Il fatto che un’eventuale vittoria del Sì, troppo spesso mascherata da banale superamento del tanto declamato bicameralismo perfetto, pone, nella realtà dei fatti, il superamento di un modello di democrazia parlamentare basata sulla fiducia data al governo da Camera e Senato. Continua a leggere ‘Referendum costituzionale: equilibri internazionali e Sardegna’

Referendum costituzionale e indipendentismo: sì, no o astensione?

(IlMinutoQuindici n1, novembre 2016) – Come tutte le Nazioni senza Stato presenti in Italia, anche la Sardegna subisce la costituzionalizzazione del principio unitario e di quello di indivisibilità, ragion per cui è chiamata a dire Sì o No al referendum costituzionale che si terrà il 4 dicembre 2016 e che vedrà i cittadini votare la riforma proposta dalla ministra del governo Renzi Maria Elena Boschi.

La battaglia tra il Sì e il No è una battaglia trasversale e chiama in causa tutti gli schieramenti politici e ideologici, indipendentisti compresi. I difensori delle Nazioni senza Stato, nonostante non si sentano rappresentati dalla carta costituzionale italiana, saranno costretti a prendere una posizione in merito.

Infatti, se il combinato disposto riforma costituzionale-Italicum dovesse passare l’approvazione dei cittadini, assisteremo a un accentramento del potere nella mani del governo italiano. Ed è davanti a questa ipotesi che ci chiediamo quali saranno le ripercussioni sull’isola e quale lettura ne danno le diverse organizzazioni indipendentiste sarde. Continua a leggere ‘Referendum costituzionale e indipendentismo: sì, no o astensione?’

“Renzi-Boschi”. Una riforma a misura di colonialismo

(IlMinutoQuindici n1, novembre 2016) - È scritta male. È stata approvata da un Parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale. Priva i cittadini del diritto di eleggere il Senato per consegnarlo, questo diritto, ai consiglieri regionali. Triplica, da 50mila a 150mila, il numero di firme necessario a presentare una legge di iniziativa popolare in Parlamento. Non semplifica ma moltiplica da tre a otto i procedimenti approvazione delle leggi. È stata redatta sotto dettatura della Banca d’affari J. P. Morgan. A poco meno di un mese dal voto sul referendum si fa sempre più lungo l’elenco dei limiti e dei rischi legati alla riforma costituzionale “Renzi-Boschi”.

Le urne saranno aperte per un solo giorno: domenica 4 dicembre. L’esito del referendum costituzionale sarà comunque valido a prescindere dalla percentuale dei votanti: niente quorum.

Sia ben chiaro. La costituzione italiana non è “la più bella del mondo”. Non prevede nemmeno il principio di autodeterminazione dei popoli proclamato dalla Carta delle Nazioni Unite (articoli 2 e 55). Il “diritto al divorzio” dallo stato italiano non è quindi riconosciuto: la Repubblica è “una e indivisibile” (articolo 5 della Costituzione). Ma, in attesa del riconoscimento del “diritto di divorzio fra popoli”, che cosa potrebbe cambiare per la Sardegna con l’approvazione della riforma costituzionale? Si delinea uno scenario a misura di colonialismo. Continua a leggere ‘“Renzi-Boschi”. Una riforma a misura di colonialismo’

Tempio: aspra polemica sul caso Servizi Sociali mosso da Monica Liguori

(IlMinuto) – Cagliari, 3 ottobre – A Tempio Pausania, l’attività dell’Assessorato ai Servizi Sociali continua a far discutere. Polemiche accese hanno animato anche le giornate della scorsa settimana in riferimento alla presunta intenzione di destinare alcune risorse pubbliche (provenienza 5 per mille) spostandole dall’assistenza domiciliare per anziani e da quella scolastica a beneficio di studenti con necessità educative speciali verso finalità ed interventi ritenuti meno impellenti. Nello specifico, la nuova destinazione sarebbe stata quella delle gite termali per anziani. Come prevedibile data la delicatezza dell’argomento, un’aspra polemica ha fatto seguito alle dichiarazioni a mezzo stampa della consigliera di minoranza Monica Liguori, che parlava persino di una proposta di delibera in tal senso. Secondo la stessa consigliera, infatti, l’Assessorato retto da Alessandra Amic avrebbe manifestato intenzione di destinare a breve giro di posta alcune somme, circa 11 mila euro, per finanziare appunto gite termali per anziani, recuperando tali risorse nell’ambito di altri interventi di assistenza sociale. Continua a leggere ‘Tempio: aspra polemica sul caso Servizi Sociali mosso da Monica Liguori’

Disabilità: studenti sardi e siciliani discriminati dallo stato italiano

(IlMinuto) – Cagliari, 28 luglio – Per quale ragionevole motivo gli studenti sardi e siciliani con disabilità non potranno accedere alla ripartizione dei 70 milioni di euro che il Governo italiano ha destinato all’assistenza dei disabili nelle scuole per l’anno 2016? La risposta sarebbe da ricercarsi nei risultati dei lavori della Commissione Istruzione e della Conferenza Unificata Stato-Regioni che lo scorso 21 luglio ha escluso le due isole a statuto speciale dall’accesso alle risorse destinate ai servizi essenziali a favore dei cittadini.

La misura è stata pensata per far fronte alla fase di transizione e di riordino delle competenze seguita alla riforma Delrio (56/2014), che ha disciplinato la soppressione delle province. A queste spettava, infatti, la gestione dell’”assistenza per l’autonomia e la comunicazione per gli alunni con cecità e sordità nelle scuole di ogni ordine e grado e per gli altri alunni con disabilità nelle scuole superiori” (fonte: Fish Onlus – Federazione italiana per il superamento dell’handicap). I 70 milioni in questione sono stati stanziati dalla legge di stabilità 2016 e tuttavia il riparto della somma in oggetto è destinato solo alle regioni a statuto ordinario.

Insomma, chi pagherà cara l’esclusione degli studenti sardi e siciliani dalla ripartizione di questi fondi saranno le famiglie meno abbienti che dovranno sostenere i costi di una politica italiana che si dimostra per l’ennesima volta assolutamente discriminatoria.

L.P.

Biàgios

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