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Il Comitato Sa Luxi, la Sardegna e il registro tumori

(IlMinutoQuindici n2, dicembre 2016 ) – Il Registro Tumori costituisce una risorsa insostituibile per la ricerca ed è un servizio designato alla raccolta, all’archiviazione, all’analisi e all’interpretazione dei dati sui soggetti affetti da tumore. È di alcuni mesi or sono la notizia che anche la Sardegna si è dotata di un registro dei tumori. Abbiamo approfondito l’argomento con Rosanna Cadelano, Presidente del Comitato Sa Luxi, ovvero del comitato che in Sardegna si è battuto per ottenere un registro tumori.

La Sardegna e il Registro Tumori: quale storia?

La nostra isola detiene uno strano primato: da oltre 20 anni esiste un registro tumori nella provincia di Sassari e Olbia, e da 10 anni ne esiste uno a Nuoro e Lanusei,  entrambi sono certificati, ossia riconosciuti validi ai fini della ricerca epidemiologica dell’AIRTUM (Associazione Italiana Registro Tumori). Un altro dato non trascurabile e per cui si è costituito il Comitato Registro Tumori è proprio l’assenza di un registro Tumori a Cagliari, nell’Iglesiente e nella provincia di Oristano. Continua a leggere ‘Il Comitato Sa Luxi, la Sardegna e il registro tumori’

Perché è importante il registro tumori?

(IlMinutoQuindici n2, dicembre 2016 ) – I registri tumori altro non sono che strutture che si occupano della raccolta di informazioni sui malati di cancro residenti in un determinato territorio.
Per quale ragione si rende necessario registrare i tumori? Perché la registrazione è l’unico metodo per poter conoscere quanti sono i soggetti malati di cancro e il tipo di cancro di cui si è maggiormente affetti in un dato territorio.

Forse non tutti sappiamo che al momento della diagnosi devono essere registrati i particolari più rivelanti della malattia tumorale. Conoscere questi particolari è di vitale importanza.

Ma dove si trovano queste informazioni? Ci sono tracce di questi dati sia nelle cartelle cliniche del malato, sia nella sua scheda di dimissioni. Tuttavia, essi possono essere reperiti anche nell’archivio delle anatomie patologiche, ovvero nel laboratorio in cui si eseguono tutti gli esami necessari a capire di quale tipo di tumore è affetto il paziente. Non solo: possiamo rintracciare questi elementi necessari alla ricerca scientifica anche nelle schede di morte. Continua a leggere ‘Perché è importante il registro tumori?’

Referendum costituzionale. Quale pericolo per il paesaggio sardo?

(IlMinutoQuindici n1, novembre 2016) – A poco meno di un mese dal referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre è più che ragionevole che anche in Sardegna si faccia chiarezza sui possibili cambiamenti che un’eventuale vittoria del Sì potrebbe portare in materia di tutela del paesaggio isolano. E’ proprio quanto cercheremo di fare entro il breve spazio di questo articolo e senza alcuna pretesa di esaurire l’argomento in questa sede. Per farlo sarà però necessario aprire una finestra d’osservazione sullo statuto autonomo della R.A.S. mettendone in evidenza alcuni aspetti fino ad ora sottovalutati.

Come ha precisato Alberto Roccella in un articolo del 2011 intitolato “Pianificazione paesaggistica e urbanistica tra stato e regioni: quadro costituzionale” (fonte: Eddiburg.it), diversamente dagli statuti autonomi di Valle d’Aosta, Sicilia e Trentino Alto Adige, dove la tutela del paesaggio come materia autonoma e distinta dall’urbanistica viene rimessa alla “potestà legislativa regionale esclusiva”, “il paesaggio non figura nello statuto della Regione Sardegna come materia di potestà legislativa regionale”. Lo statuto della Sardegna, infatti, “attribuisce alla Regione potestà legislativa esclusiva in materia di edilizia e urbanistica, ma non in materia di tutela del paesaggio”. Se infatti andiamo a leggere il testo dello statuto, all’art. 3 del Titolo II, laddove sono riportate le voci dedicate alle funzioni della Regione Autonoma della Sardegna, notiamo che nemmeno una parola viene dedicata al paesaggio, mentre il punto f) chiarisce che la Regione sarda ha potestà legislativa su edilizia e urbanistica (fonte: Statuto sardo). In ogni caso – precisa Roccella “l’adeguamento della Sardegna al regime delle Regioni ordinarie è avvenuto [...] con una consistente dilazione temporale”. Continua a leggere ‘Referendum costituzionale. Quale pericolo per il paesaggio sardo?’

Referendum costituzionale: equilibri internazionali e Sardegna

(IlMinutoQuindici n1, novembre 2016) – Sarà capitato anche a voi, durante le ultime settimane, di sentire qualcuno domandarsi per quale motivo il presidente americano Barack Obama abbia mostrato così tanto interesse nei confronti del referendum costituzionale italiano del prossimo 4 dicembre.

Questo spazio si propone come luogo di riflessione; non vogliamo infatti dare una risposta preconfezionata al quesito in questione: il nostro scopo è quello di porre sul tavolo alcuni temi sui quali riteniamo necessario riflettere, convinti come siamo che senza prenderli in considerazione non sarà possibile nessuna risposta che faccia tesoro dell’esercizio critico del pensiero.

E allora qual è la prima questione da analizzare? Il fatto che un’eventuale vittoria del Sì, troppo spesso mascherata da banale superamento del tanto declamato bicameralismo perfetto, pone, nella realtà dei fatti, il superamento di un modello di democrazia parlamentare basata sulla fiducia data al governo da Camera e Senato. Continua a leggere ‘Referendum costituzionale: equilibri internazionali e Sardegna’

Referendum costituzionale e indipendentismo: sì, no o astensione?

(IlMinutoQuindici n1, novembre 2016) – Come tutte le Nazioni senza Stato presenti in Italia, anche la Sardegna subisce la costituzionalizzazione del principio unitario e di quello di indivisibilità, ragion per cui è chiamata a dire Sì o No al referendum costituzionale che si terrà il 4 dicembre 2016 e che vedrà i cittadini votare la riforma proposta dalla ministra del governo Renzi Maria Elena Boschi.

La battaglia tra il Sì e il No è una battaglia trasversale e chiama in causa tutti gli schieramenti politici e ideologici, indipendentisti compresi. I difensori delle Nazioni senza Stato, nonostante non si sentano rappresentati dalla carta costituzionale italiana, saranno costretti a prendere una posizione in merito.

Infatti, se il combinato disposto riforma costituzionale-Italicum dovesse passare l’approvazione dei cittadini, assisteremo a un accentramento del potere nella mani del governo italiano. Ed è davanti a questa ipotesi che ci chiediamo quali saranno le ripercussioni sull’isola e quale lettura ne danno le diverse organizzazioni indipendentiste sarde. Continua a leggere ‘Referendum costituzionale e indipendentismo: sì, no o astensione?’

Biàgios

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