A Venezia un Leone dalle "ali arcobaleno" contro l'omofobia. Peter Marcias giurato al Queer Lion 2009

29 Agosto 2009
(IlMinuto) – Cagliari, 29 agosto -“Strano” e “insolito”: con questo significato veniva originariamente usata la parola inglese queer.  Il termine ora indica “tutte le persone il cui orientamento sessuale e identità di genere differisce da quello strettamente eterosessuale” (Wikipedia). Un leone ”strano e insolito”, dalle ali con i colori dell’arcobaleno, ha ricavato la sua tana in uno dei festival cinematografici più prestigiosi.  Dal 2007, la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia dedica un premio al “Miglior film con tematiche omossessuali”: il Queer Lion. Un premio contro la discriminazione delle diversità, in un’Italia in cui si moltiplicano le aggressioni contro i gay, “colpevoli” magari di scambiarsi un bacio all’uscita di un locale. Della Giuria del Queen Lion 2009, in programma dal 3 all’11 settembre, è stato chiamato a fare parte anche il giovane regista sardo Peter Marcias. 

Allievo di Marco Bellocchio – che definisce “un grande maestro” – Marcias è giunto alla ribalta con la docu-fiction “Ma la Spagna non era cattolica?” (2007) e il film “Un attimo sospesi” (2008), in concorso alla mostra del cinema di San Paolo in Brasile. “Con i fatti che succedono di questi  tempi “– spiega il regista oristanese  - strumenti come il Queer Lion sono importanti e necessari. Io ho realizzato nel 2007 il film ‘Ma la Spagna non era cattolica?’, che tratta di questi temi, e ho toccato con mano la difficoltà del nostro paese  a digerire certe questioni legate all’omosessualità”. La docu-fiction, definita dal Morandini 2009 “un film che induce  con critica pacatezza alla riflessione sulla nozione di laicismo e sulle interferenze vaticane ed ecclesiastiche”, sarà presto disponibile su dvd.  L’opera si sofferma sulle vicende personali di un regista spagnolo, a Roma per girare un’inchiesta per conto di un canale televisivo iberico. Reportage sullo scalpore suscitato nell'Italia condizionata dal Vaticano dalle riforme del “laicissimo” Zapatero. Giunto nella capitale, l’uomo ritrova una donna che aveva amato a Madrid anni prima e che ora vive un rapporto di coppia lesbico. “E’ un grande onore -  sottolinea Marcias – per me fare parte di questa Giuria internazionale che assegna un premio prestigioso per le tematiche queer e la diversità”. 


Un premio che vuole essere un punto fermo contro l’intolleranza e il pregiudizio. La terza edizione del “leone arcobaleno” è infatti dedicata ai due giovani omosessuali aggrediti e feriti nei giorni scorsi all’uscita del Gay Village di Roma. Uno fra gli episodi più gravi di una discriminazione, purtroppo, diffusa. C’è chi, ad esempio, ritiene persino lecito ricorrere ad una raccolta firme  e alle minacce per cacciare da un condominio una coppia gay che ha appena preso alloggi a Caserta. E, a volte, l’intolleranza sale  anche in cattedra. Fanno venire i brividi gli insegnamenti del professor Emilio Biagini, Università di Cagliari, che nel suo libro di testo di Geografia politica inveisce contro il cosiddetto “omosessualismo” e il  femminismo che, la citazione  è testuale, porteranno “all’estinzione della popolazione dell’Europa occidentale”.


Quello fornito dal festival di Venezia è, quindi, un contributo a contrastare l’omofobia e gli omofobi anche sul piano “culturale”. Tra i 14 film in gara  a Venezia“A single man” di Tom Ford – la storia di una giornata nella vita di un professore omosessuale, rimasto solo dopo la morte del partner – e “L’amore e basta”, in cui si intrecciano le vicende di nove coppie gay e lesbiche. Accanto a Marcias giudicheranno le opere proposte i registi Gustav Hofer e Luca Ragazzi, presidenti di Giuria, il giornalista e critico cinematografico Roberto Schinardi e il direttore della rivista “Time out Amsterdan” Mark Smith.

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