Scuola: 500 precari di fronte al Palazzo della Giunta regionale. Contro i tagli anche gli studenti cagliaritani

17 Settembre 2009
(IlMinuto) – Cagliari, 17 settembre - "Nei prossimi anni in Sardegna saranno chiuse 300 scuole". Questa frase, pronunciata dal sindacalista della Flc Cgil Peppino Loddo, racchiude forse per intero il significato dell'ennesima manifestazione dei precari della scuola, che questa mattina si sono ritrovati in 500 di fronte alla sede della Regione in viale Trento, fra le bandiere della Cgil e dei Cobas. Folta anche la delegazione del Prc. Agli insegnanti, agli ausiliari, ai tecnici e agli amministrativi precari della scuola si è unito il movimento studentesco cagliaritano, che intende mettere "in rete" i vari istituti cittadini per "costruire una piattaforma di lotta e di opposizione" per l'autunno.  Per tutti i manifestanti la difesa dei posti di lavoro dei precari - in Sardegna sono 2500 i posti a rischio - equivale alla salvaguardia della stessa scuola pubblica.

Fra gli organizzatori della protesta è netto e condiviso il rifiuto dei contratti di "disponibilità" proposti dal Ministro Gelmini. "I cosiddetti contratti di "disponibilità" - si può leggere in una nota distribuita dal Comitato insegnanti precari - non risolvono l'emergenza istruzione del Paese, ma sono un palliativo che favorisce, solo per i prossimi 8 o 12 mesi, il parziale mantenimento del reddito di alcuni precari e non garantisce loro l'attesa assunzione dopo decenni di precarizzazione".


"Non mettete la scuola in ginocchio - ha gridato al megafono Mariella Setzu dei Cobas - non abbiamo bisogno di contratti di disponibilità, ma di risposte ai veri bisogni". L'atteso incontro con la Giunta regionale - che i sindacati avevano chiesto per oggi - si svolgerà probabilmente nei primi giorni della prossima settimana. "L'accordo Baire-Gelmini - ha chiarito Loddo in vista della riunione - non va 'rimodulato', ma gettato nel cestino". La mattinata di protesta ha coinvolto anche Sassari e Oristano, dove si sono svolte manifestazioni analoghe.

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