"Canzoni a carburo": il passato e il futuro del lavoro in miniera nel libro-cd del duo toscano Secondamarea
(IlMinuto) – Cagliari, 24 ottobre - "A voi tutti. Minatori, uomini. Insegnateci il ricordo. Raccontateci il lavoro. A voi tutti minatori. Vada il nostro sogno più prezioso". Con queste parole si chiude "Croci", una canzone sulle morti nelle cave minerarie - in Sardegna sono state 1500 tra il 1861 e il 2000 - tratta da "Canzoni a carburo": l'ultimo lavoro dei Secondamarea - duo toscano dell'Isola del Giglio - interamente dedicato alle storie e alle vite di miniera. Un'opera che gli autori Andrea Biscaro e Ilaria Becchino definiscono "uno scavo nella memoria, un occhio spalancato sul presente, una speranza lanciata oltre il buio di una galleria". "Canzoni a carburo" è molto più che un semplice insieme di canzoni: è un concept album - tutti i brani sono legati da un unico filo conduttore - è un'inchiesta sul futuro e sul passato della miniera, un album fotografico, una raccolta di poesie, in cui i Secondamarea hanno messo tutto il cuore e l'anima, perché "non è un lavoratore come gli altri il minatore". Un'opera unica nel suo genere, che si avvale del contributo del poeta e minatore di Buggerru Manlio Massole, autore delle parole di "Estate" e della bellissima "Pelle di mulo". Ai testi e alle musiche di Biscaro si aggiungono inoltre gli apporti di Erri De Luca (parole e note di "Carbone"), di Giorgio Bassani, di Simone Weil e di Gianfranco Rossi. Il libro-cd pubblicato da stampa Alternativa è reso ancora più prezioso dalla prefazione di Alda Merini. "Le donne - scrive la poetessa - assomigliano a quegli uomini che ci hanno preparato la via della felicità. E parlo degli uomini della miniera, e parlo degli operai, e parlo di quegli uomini che hanno dato la loro vita per darci l'eleganza della felicità". Con parole semplici e dirette - ma tutt'altro che banali - i Secondamarea compiono un viaggio nel tempo in una delle pagine più importanti della storia operaia. "Viviamo in un'epoca oscura - spiegano gli autori - e l'unica luce è la memoria". Ma di miniera ci parla anche l'oggi, soprattutto nel momento in cui il Governo italiano prepara il ritorno al nucleare. "Nessuno - sottolineano Biscaro e Becchino - ci dice che il nucleare è antieconomico, che ci vogliono miniere grandi come una regione per farlo funzionare, che non si può parlare di indipendenza energetica se poi abbiamo bisogno dell'uranio di un altro stato per far funzionare le centrali. Nessuno ci parla dello smaltimento delle scorie, nessuno ci parla dei problemi agghiaccianti legati all'uranio impoverito, nessuno ci parla delle morti nelle miniere di uranio del mondo, dei disastri ambientali legati all'estazione. E' questa la contemporaneità della miniera".
Secondamarea - "Canzoni a carburo" - 2009 - Stampa alternativa
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