Agricoltura: legge 44 del 1988. Continua da 12 anni l'incubo della vendita all'asta per 300 aziende sarde

28 Novembre 2009
(IlMinuto) – Cagliari, 28 novembre - Quasi 21 anni fa, nel dicembre 1988, il Consiglio regionale approva una legge, la 44, per la costituzione del "Fondo regionale di garanzie e provvidenze per l'agricoltura". Una buona legge, promulgata dal presidente della Giunta regionale Mario Melis. Una legge che offre un aiuto importante per lo sviluppo dell'agricoltura sarda, con l'istituzione di una garanzia fideiussoria pubblica. Grazie all'articolo 5 del provvedimento - quello che dà la possibilità agli agricoltori con rate scadute e in difficoltà di chiedere mutui a tasso agevolato - le banche erogano, sino al 1996, 118 milioni di euro a 4.948 aziende sarde. Una buona legge che già dal dicembre 1988 consente di intervenire a favore della produzione agricola in serra, in crisi a causa del crollo dei prezzi nel settore.

Un provvedimento che funziona, ma "ignorato" dall'allora Unione europea. Nel 1997 l'Europa si "sveglia" e dichiara illegali gli aiuti perché non notificati alla Commissione europea in fase di progetto della norma. Non solo, per Strasburgo e Bruxelles quegli aiuti sono incompatibili con le regole del mercato comune europeo. La Regione, presidente Federico Palomba, abroga l'articolo 5 e revoca gli aiuti già accordati. Le aziende devono restituire tutto ciò che hanno ricevuto sino al 1996, con gli interessi. Le banche chiedono infatti la restituzione a tasso pieno. Alcune imprese riescono a restituire subito quanto incassato. Ma oggi, a 12 anni dell'intervento comunitario, sono circa 300 le aziende incolpevolmente indebitate che rischiano di essere messe in vendita all'asta in "un disatro che - si può leggere in una nota del 2007 Comitato dei pastori e degli agricoltori - coinvolge la vita di decine di migliaia di persone. Agricoltori, pastori, braccianti ridotti alla disperazione". 


Disperazione che spinge alla lotta più dura e che dà i suoi primi frutti nel 2008. "Ci sono voluti due scioperi della fame - si può leggere in una nota di Altragricoltura - una manifestazione a Roma con 5mila agricoltori (...) per avere il primo risultato sulla Finanziaria del 2008". La manovra economica dello scorso anno riconosce finalmente che quello delle aziende indebitate a causa della legge regionale 44/88 è un problema sociale. Una questione che non può essere delegata al rapporto tra agricoltori e banche. La Finanziaria 2008 nomina una Commissione di esperti col compito di avanzare una proposta per la risoluzione del problema e, nel frattempo, blocca le aste.


La Commissione si insedia però solo a fine giugno 2009 e, ennesima beffa, decade il 31 luglio dello stesso anno. Punto e a capo: le aste possono riprendere. Non sembra facilmente percorribile per molti imprenditori, secondo Gianni Fabbris di Altragricoltura, la proposta avanzata dall'assessore regionale Andrea Prato di sostituire al titolare dell'azienda indebitata un soggetto "novato" - una persona di fiducia - che accetti di comprare l'azienda indebitata e di contrarre un nuovo mutuo a tassi agevolati. "La misura proposta - sottolinea Fabbris - è totalmente inefficace vista l'ampiezza del problema". Le aste ripartono. "Il Banco di Sardegna - dice il leader di Altragricoltura - si è rivolto al Tribunale ordinario di Cagliari facendo presente che il decreto di blocco delle aste è scaduto il 31 luglio e chiede di andare avanti con il procedimento. Il nodo della legge 44 del 1988 rimane non risolto. Più di 300 aziende rischiano ancora di essere messe in vendita all'asta". Altragricoltura chiede una proroga dei lavori della Commissione di esperti per ottenere il blocco delle aste e fermare l'incubo che dal 1997 invade la vita di centinaia di famiglie di agricoltori sardi.


 

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