Altragricoltura: la Sardegna dichiari lo stato di crisi come ha fatto la Sicilia. "Pronti ad occupare l'Assessorato"

2 Novembre 2009
(IlMinuto) – Cagliari, 2 novembre - Compiere tutti i passi necessari per dichiarare lo stato di crisi dell'agricoltura così come stanno già facendo le istituzioni della Sicilia e della Basilicata. E' questa la richiesta che il coordinatore nazionale di Altragricoltura, Gianni Fabbris, ha avanzato oggi al presidente della Giunta regionale della Sardegna, Ugo Cappellacci, in una conferenza stampa a Cagliari. "L'assessore Prato - ha detto Piergiorgio Silanus - ha cercato di demonizzare Altragricoltura dimostrando ampiamente di non saper fare politica e di non conoscere la legge 44 del 1988". "Dagli agricoltori - ha sottolineato Fabbris - cresce la domanda di andare ad occupare l'Assessorato dell'Agricoltura. Gli agricoltori decideranno che fare domani in assemblea, nel frattempo attenderemo che il presidente Cappellacci convochi un incontro. Il nostro è un movimento serio". La dichiarazione dello stato di crisi per l'agricoltura - è stato detto - potrebbe consentire di finanziare l'agricoltura in crisi in deroga rispetto ai parametri di Maastricht. Le regole dell'Unione - ha spiegato il leader di Altragricoltura - potrebbero portare alla chiusura del 40 per cento delle aziende agricole in Sardegna nell'arco di pochi anni. "L'assessore Prato - ha ribadito Fabbris - non può dire che gli agricoltori sardi non hanno altro da fare che rimboccarsi le maniche e fare mercato: produrre in Sardegna costa il 20 per cento in più". Rimane non risolto il nodo della legge 44 del 1988, che coinvolge ancora più di 300 aziende, a richio di essere vendute all'asta. In questo senso Altragricoltura ha chiesto una proroga dell'attività della Commissione che per legge avrebbe dovuto presentare - ma non lo ha fatto - al presidente del Consiglio una proposta per la cosiddetta "ristrutturazione" dei debiti legati alla legge 44/88. Un prolungamento dei lavori della Commissione - scaduti il 31 luglio 2009 -  consentirebbe inoltre di prorogare la sospensione dei "giudizi pendenti" e delle procedure di "riscossione e recupero" temuti dalle famiglie di centinaia di agricoltori dell'Isola.
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