Tra figuranti e campanacci, Ottana festeggia Sant'Antonio

16 Gennaio 2010
“La prima volta che l’ho vestita in faccia,
oscure forze della natura
hanno cambiato, da quel momento,
il mio modo di sentirmela,
la faccia, e ho capito,
da dietro quelle fessure di legno,
che il mondo è grottesco
visto dagli occhi del Minotauro.
E che solo la pietra nuragica
È in armonia con la natura delle cose.

…quelle del carnevale di Ottana
sono maschere straordinarie,
perché invece di travestirti da qualcos’altro
mettono a nudo la tua vera natura.

Sono maschere che ti smascherano,
liberando le tue pulsioni più recondite…”

                                                   (Vinicio Capossela)


(IlMinuto) – Cagliari, 16 gennaio - Anche quest’anno, il 16 gennaio, Ottana celebrerà Sant’Antonio, con un falò in piazza. La musica dei campanacci, le maschere nere e deformi dei Merdules e le carazzas dei Boes daranno inizio al Carnevale.
A Ottana il Carnevale inizia all’imbrunire del 16 gennaio, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, quando nell’omonima piazza, dopo la funzione religiosa che termina con la benedizione del falò (su Ogulone) e la piccola processione attorno a questo, i Boes e i Merdules fanno la loro prima apparizione, sa prima essia. Con le maschere lignee sul volto, si esibiscono magicamente, come ombre d’altri tempi, uscendo dai vicoli del paese, correndo e saltando al suono dei campanacci, e confluendo intorno al fuoco. E attorno a esso danzano, dando il via a uno dei Carnevali più belli della Barbagia. E’, questa, un’esibizione particolare, resa ancor più suggestiva dalle luci del fuoco nel buio delle tenebre.
Le scene mimate richiamano alla vita dei campi, seguendo un “canovaccio” tramandato da generazioni, che parla di personaggi, ruoli, innumerevoli situazioni della vita agro-pastorale: dall'aratura alla semina, dal raccolto alla domatura, dalla malattia alla cura e alla morte degli animali.
E’ il giorno in cui “S’Affuente”, un piatto di rame usato anche durante i riti della Settimana Santa, diventa strumento musicale, che percosso verticalmente con una grossa chiave dà il ritmo al ballo tipico di Ottana, l’antico “Ballu de S’Affuente”.


(SP)

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