Strade, ferrovie e autobus in Sardegna: il disastro dei trasporti nel nuovo rapporto economico del Crenos
(IlMinuto) - Cagliari, 5 giugno - Un mese fa 79 persone - il numero di morti sulla statale Olbia-Sassari - manifestano, distese per 30 minuti lungo la strada, per denunciare ancora una volta la scarsa sicurezza dell’arteria e i ritardi nella realizzazione della quattro corsie. Il 19 dicembre del 2009 alle 6.20 un masso si stacca da un costone roccioso all’altezza di Muros, vicino a Sassari, andando a finire sui binari e provocando il deragliamento del treno, la morte del ferroviere Giuseppe Solinas e l'interruzione del collegamento ferroviario per Sassari per mesi.
A fine maggio l'ultimo rapporto Crenos conferma - a partire dalla questione sicurezza - lo stato disastroso dei trasporti nell’Isola, definito come "il caso problematico della rete infrastrutturale e dei servizi del settore trasportistico in Sardegna”.
Sulle strade dell'Isola si muore più facilmente che nel resto delle regioni italiane.
"Il sistema viario isolano - spiegano i ricercatori del Crenos - si discosta sia dalla media italiana che del Mezzogiorno. In Sardegna nel 2007 (ndr: ultimi dati disponibili) sono state registrate circa 9 vittime per incidenti stradali ogni 100mila abitanti (150 morti), cifra in leggera diminuzione rispetto al 1990 ma con valori superiori al Mezzogiorno ed alla media nazionale".
Le statistiche che mettono nero su bianco la scarsa sicurezza delle strade sarde sono solo un aspetto di un sistema dei trasporti pubblici e di reti di comunicazione del tutto inadeguato. "La Sardegna - afferma il Crenos - non dispone di una rete ferroviaria competitiva a causa della mancanza di doppi binari e di una rete elettrificata per la gran parte del percorso".
Se i treni sono pochi, di solito lenti e soggetti a ritardi, spesso i pullman non rappresentano una valida alternativa. Per chi non possiede un mezzo è difficile spostarsi.
"Con i suoi 13 autobus ogni 100 chilometri quadrati - osserva il rapporto - la Sardegna si attesta ben al di sotto della media italiana e del Mezzogiorno".
Tra i servizi di trasporto urbani le statistiche presentate dal Crenos salvano solo Cagliari che "forte della sua domanda interna riesce ad offrire un servizio efficiente".
A fine maggio l'ultimo rapporto Crenos conferma - a partire dalla questione sicurezza - lo stato disastroso dei trasporti nell’Isola, definito come "il caso problematico della rete infrastrutturale e dei servizi del settore trasportistico in Sardegna”.
Sulle strade dell'Isola si muore più facilmente che nel resto delle regioni italiane.
"Il sistema viario isolano - spiegano i ricercatori del Crenos - si discosta sia dalla media italiana che del Mezzogiorno. In Sardegna nel 2007 (ndr: ultimi dati disponibili) sono state registrate circa 9 vittime per incidenti stradali ogni 100mila abitanti (150 morti), cifra in leggera diminuzione rispetto al 1990 ma con valori superiori al Mezzogiorno ed alla media nazionale".
Le statistiche che mettono nero su bianco la scarsa sicurezza delle strade sarde sono solo un aspetto di un sistema dei trasporti pubblici e di reti di comunicazione del tutto inadeguato. "La Sardegna - afferma il Crenos - non dispone di una rete ferroviaria competitiva a causa della mancanza di doppi binari e di una rete elettrificata per la gran parte del percorso".
Se i treni sono pochi, di solito lenti e soggetti a ritardi, spesso i pullman non rappresentano una valida alternativa. Per chi non possiede un mezzo è difficile spostarsi.
"Con i suoi 13 autobus ogni 100 chilometri quadrati - osserva il rapporto - la Sardegna si attesta ben al di sotto della media italiana e del Mezzogiorno".
Tra i servizi di trasporto urbani le statistiche presentate dal Crenos salvano solo Cagliari che "forte della sua domanda interna riesce ad offrire un servizio efficiente".
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