L’emergenza sociale assedia il Consiglio. In via Roma la rabbia dei precari della scuola e degli studenti contro il “caro-autobus”. Gli ex Lsu Ata (Usb): “Traditi da Cgil, Cisl e Uil”
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(IlMinuto) – Cagliari, 8 settembre – Il no al "caro-biglietti", la lotta dei precari della scuola, la mobilitazione degli Ata Lsu. Sono state centinaia le persone che ieri mattina hanno protestato di fronte all'ingresso del Consiglio regionale della Sardegna, sotto i portici di via Roma. Gli studenti dell'Uds e dei Giovani comunisti hanno ribadito il loro no all'aumento del costo dei biglietti del Ctm e dell'Arst.
"Chiediamo - spiegano in una nota congiunta Uds e Gc - l'immediato ritiro degli aumenti entrati in vigore il primo settembre scorso. Vista la necessità di reperire risorse per il funzionamento del servizio - precisa la nota - gli studenti (70% degli utenti totali) sono disposti ad accettare degli aumenti contenuti e non spropositati con sola intenzione di fare cassa".
Hanno portato la loro protesta di fronte all'assemblea del popolo sardo anche i lavoratori del Coordinamento precari della Scuola di Cagliari. In Sardegna, nell'anno scolastico 2010/2011, saranno 1.707, 1.037 docenti e 670 “Ata”, i lavoratori espulsi dalla scuola pubblica grazie alla legge 133 del 2008. A poche decine di metri dal Consiglio regionale, di fronte alla sede della Direzione Regionale Scolastica Sarda, hanno protestato anche 50 ex Lsu Ata, addetti alla pulizia delle scuole. Lavoratori aderenti all'Usb/Rdb che puntano il dito contro i sindacati confederali. "Noi lottiamo - si legge in una nota - contro i tagli di risorse e per l'assunzione come Ata degli ex Lsu. Noi lottiamo per una vera stabilizzazione. E loro, Cgil, Cisl e Uil, firmano per l'aumento dei carichi di lavoro e la chiamano 'ottimizzazione dei servizi'. Cgil, Cisl e Uil non rappresentano più i lavoratori".
"Chiediamo - spiegano in una nota congiunta Uds e Gc - l'immediato ritiro degli aumenti entrati in vigore il primo settembre scorso. Vista la necessità di reperire risorse per il funzionamento del servizio - precisa la nota - gli studenti (70% degli utenti totali) sono disposti ad accettare degli aumenti contenuti e non spropositati con sola intenzione di fare cassa".
Hanno portato la loro protesta di fronte all'assemblea del popolo sardo anche i lavoratori del Coordinamento precari della Scuola di Cagliari. In Sardegna, nell'anno scolastico 2010/2011, saranno 1.707, 1.037 docenti e 670 “Ata”, i lavoratori espulsi dalla scuola pubblica grazie alla legge 133 del 2008. A poche decine di metri dal Consiglio regionale, di fronte alla sede della Direzione Regionale Scolastica Sarda, hanno protestato anche 50 ex Lsu Ata, addetti alla pulizia delle scuole. Lavoratori aderenti all'Usb/Rdb che puntano il dito contro i sindacati confederali. "Noi lottiamo - si legge in una nota - contro i tagli di risorse e per l'assunzione come Ata degli ex Lsu. Noi lottiamo per una vera stabilizzazione. E loro, Cgil, Cisl e Uil, firmano per l'aumento dei carichi di lavoro e la chiamano 'ottimizzazione dei servizi'. Cgil, Cisl e Uil non rappresentano più i lavoratori".
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