“Tagliano la democrazia, ma non i privilegi della casta”. Il no di Cumpostu, Ben Amara e Zuncheddu alla riduzione dei consiglieri regionali
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(IlMinuto) – Cagliari, 8 settembre – “Col taglio dei consiglieri regionali gli indipendentisti saranno per sempre esclusi dal Consiglio regionale”. Così Bustianu Cumpostu, coordinatore nazionale di Sardigna Natzione, commenta l’approvazione da parte della Commissione autonomia della proposta che prevede la riduzione degli eletti da 80 a 50, ma nessun taglio alle somme percepite dai consiglieri regionali: 11.417 euro al mese (dati Sole24ore). “Un taglio alla democrazia e non ai privilegi della casta”, secondo Cumpostu, che propone invece di ridurre le somme percepite da consiglieri regionali e assessori, con un tetto massimo di 5mila euro al mese. “Questa proposta – commenta il coordinatore di Sni - creerebbe 50 califfi tricolori che dal primo giorno dell’insediamento lavorerebbero solo alla perpetuazione del califfato e a portare il voto dei sardi in dono ai loro feudi italiani”. Nell’assemblea di via Roma sono due i consiglieri regionali che al momento hanno detto no alla proposta: Claudia Zuncheddu (Indipendentistas) e Radhouan Ben Amara (Pdci-Fds). “In un momento di grave crisi economica e sociale – commenta l’esponente indipendentista in Consiglio - la classe politica sarda, per conservare i propri privilegi, confonde volutamente […] i ‘tagli necessari ai costi della politica’ con i ‘tagli alla democrazia’”. Qualche mese fa Zuncheddu aveva presentato una proposta di legge per la riduzione del 50 per cento dei compensi ricevuti dai consiglieri e altre misure che porterebbero al risparmio di circa 7 milioni di euro all’anno.
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