Documento: Carlofortini Preoccupati e Adiquas rispondono a Rsu Filctem Cgl

28 Marzo 2013
Leggendo l’articolo nella rubrica “Lettere al giornale” (dell'Unione Sarda) di Giancarlo Sau ci si rende sempre più conto di quanto il sindacato sia arrogante e viva una sua onnipotenza che è tanto distante dal sentire del territorio. Questi signori ritengono di possedere tutte le verità e anche il potere di poter scegliere il futuro del Sulcis passando per ecologico ciò che è mortifero. Non solo il M5S è contrario al carbone ma anche tutte le associazioni presenti nel Sulcis che si occupano di salute e difesa del territorio si oppongono a nuove centrali a Carbone. I 10.000.000 di Euro, che la Ragione Sardegna ha stanziato possono essere investiti sul territorio per creare attività produttive nuove e ricollocare gli operai della Carbosulcis creando anche nuovi posti di lavoro. La Carbosulcis in questi lunghi anni ha dissipato ingenti capitali, soldi che se ben investiti avrebbero creato migliaia di posti di lavoro e ciò non è avvenuto soprattutto per la responsabilità dei sindacati oltre a quella dei politici locali. I sindacati devono ammettere che la situazione economica del Sulcis è penosa anche per loro responsabilità poiché da anni rivendicano e ottengono sostegni finanziari regionali per sostenere industrie agonizzanti e senza futuro. Il Sulcis e in particolare l’area di Nuraxi Figus e Cortoghiana non hanno bisogno di altre centrali, né con stoccaggio della CO2, tanto meno senza. Quest’area ha bisogno di bonifiche, ha bisogno che venga chiusa e bonificata la discarica della Carbosulcis e se si ha necessità di energia elettrica si copra la discarica, dopo averla bonificata, con pannelli solari che sicuramente fanno meno male alla salute delle ceneri, dei fanghi e dei gessi che vi stocca l’Enel. La Carbosulcis non può pensare di sopravvivere attraverso il guadagno proveniente dalla discarica e una finta estrazione di carbone usufruendo di eterni finanziamenti regionali. I sindacati non hanno capito che sono finiti i tempi dove in nome del lavoro tutte le schifezze passavano sopra la testa di tutta la popolazione e degli stessi operai. E’ certo che se i politici e i sindacati restano fermi su questa posizione nel Sulcis nascerà un coordinamento contro lo stoccaggio CO2 nel sottosuolo e ci si collegherà a tutti quei movimenti nazionali, da Taranto alla Val di Susa , che si oppongono a quei progetti portati avanti senza il consenso della popolazione locale.

Carlofortini Preoccupati

Adiquas
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