Ombre di Sardegna. Il rapporto Crenos 2025

11 Luglio 2025
rapporto Crenos 2025

Età media: 49,2 anni. 7.037 nati per 18.449 morti. 281 anziani ogni 100 giovani. Queste poche cifre, sufficienti a tracciare un impressionate ritratto demografico della Sardegna, sono tratte dal 32° rapporto Crenos presentato qualche settimana fa a Cagliari. Il documento spazia dall’analisi demografica a quella economica. Luci e ombre si alternano, come sempre, ma a nostro parere prevalgono le seconde e abbiamo scelto di soffermarci su alcune di queste.

La classifica del Pil

Nel 2023 il PIL per abitante della Sardegna è pari al 72% della media dell’Unione (il dato medio dello stato italiano è il 98% di quello Ue). Sulle 242 regioni europee la Sardegna è al   169° posto. 

Primato nella rinuncia alle cure sanitare

Dal 2017 la Sardegna detiene e conserva, con la percentuale del 13,7%, il primato nella rinuncia alle cure sanitarie. “Anche il divario di genere – si legge nella nota stampa di presentazione del rapporto - è evidente: nel 2023, le donne sarde hanno mostrato una probabilità di rinuncia alle cure superiore del 30% rispetto ai pazienti uomini”. Nel 2022 si è, inoltre, registrato “un peggioramento generalizzato dei tempi di attesa per i ricoveri programmati in regime ordinario e in day hospital, con ritardi significativi per interventi oncologici (tumore alla mammella e colon-retto), cardiovascolari (bypass coronarico) e per la

chemioterapia”.

Record dei non ammessi all’esame di stato

Secondo le statistiche pubblicate dal Crenos, nell’anno scolastico 2022-23 “l’8,2% degli studenti sardi è giudicato non idoneo a sostenere l’esame di maturità e deve ripetere l’ultimo anno di scuola”.  Il divario con tutte le altre regioni dello stato italiano è davvero elevato. La regione seconda in classifica (la Liguria, con il 5,2%) ha una percentuale di non ammessi inferiore di tre punti.

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