Sardegna: il ritorno dell'elettroshock

L'Ospedale San Martino di Oristano apre le porte alla terapia elettroconvulsivante
26 Agosto 2025
elettroshock

In Sardegna ritorna l'elettroshock. È il San Martino di Oristano a aprire le porte alla terapia elettroconvulsivante. A denunciarlo è la Rete Sarda per la Difesa della Sanità Pubblica, che in una nota stampa sottolinea che “A quasi 50 anni dalla riforma psichiatrica, il disturbo mentale in Sardegna continua ad essere considerato un problema marginale. I servizi territoriali sono stati sempre meno incentivati sino a decretarne la chiusura e con essa l’invisibilità della sofferenza mentale”. “Il volontariato - prosegue il comunicato - spesso osteggiato dal mondo politico, non può compensare la latitanza delle istituzioni. Di certo, la risposta meno attesa è il ripristino dell’elettroshock per i resistenti alle terapie farmacologiche”.

Per la Rete Sarda per la Difesa della Sanità Pubblica, e anche per noi della redazione de Il Minuto notizie mediterranee, quella del San Martino di Oristano è “una risposta sbrigativa e di retroguardia rispetto alla Riforma Psichiatrica di Basaglia (Legge 180 del 78), che dispose la chiusura dei manicomi e nuovi modelli di cura centrati sulla dignità della persona e la sua capacità di reinserimento nella società”.

In un'analisi dettagliata, la Rete Sarda per la Difesa della Sanità Pubblica pone l'accento sul fatto che la Sardegna necessiti “di centri di salute mentale ben organizzati nei territori e dotati di diverse professionalità. Strutture che prendano in carico la persona evitando l’ospedalizzazione con i suoi fallimenti”. Ciò che l'isola dovrebbe fare è “mettere al centro del dibattito politico il disagio mentale”, ma questo implicherebbe “il superamento delle politiche sanitarie distruttive dei servizi psichiatrici territoriali, che condannano i malati e le famiglie all’abbandono o relegano tale sofferenza a concezioni manicomiali superate dalle leggi e dalla storia”.

“La notizia sull’incarico e la retribuzione di 'altissima professionalità' al medico che effettuerà gli elettroshock nel SPDC di Oristano - sottolinea ancora il comunicato diffuso Rete Sarda per la Difesa della Sanità Pubblica- è solamente un sintomo del disorientamento dei vertici della sanità sarda, della frammentazione della sanità, della crescita dei costi e delle disuguaglianze, della mancanza di visione, di pianificazione strategica e non solamente sul fronte della psichiatria”. 

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