Competitività e sicurezza, ad Arbatax il convegno di Agripesca per il futuro del comparto ittico
Si terrà sabato 23 maggio alle 10, nella sede della Cooperativa Pescatori Stella Maris in via Lungomare alla darsena peschereccia di Arbatax, il convegno intitolato "Competitività delle Imprese di Pesca e la Sicurezza a Mare". L'evento, promosso dall'associazione Agripesca all'interno del Programma Nazionale Triennale della Pesca Marittima e dell'Acquacoltura 2025-2027, nasce per fare il punto su una fase cruciale del settore in Sardegna, mettendo a confronto i bisogni economici delle marinerie con l'urgenza di garantire la massima protezione a chi lavora a bordo delle imbarcazioni.
I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del sindaco di Tortolì, Marcello Ladu, per poi entrare nel vivo con l'analisi delle fragilità strutturali della filiera ittica sarda. Marco Pedol, esperto di blue economy, presenterà i risultati di uno studio sulle prospettive di sviluppo del settore, individuando le leve necessarie a rafforzare la competitività delle aziende. Aspetti tecnici e normativi legati alla prevenzione degli infortuni a bordo saranno invece illustrati da Anna Baio, tecnico della prevenzione negli ambienti di lavoro, mentre il punto di vista dell'autorità marittima sui controlli e sulla sicurezza della navigazione sarà affidato all'intervento del Comandante dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Arbatax, il Tenente di Vascello Mattia Caniglia. Il dialogo con la politica regionale sarà garantito dalla presenza del consigliere Salvatore Corrias, figura di raccordo per tradurre le istanze territoriali in interventi legislativi.
Le conclusioni della giornata saranno affidate al presidente nazionale di Agripesca, Mario Serpillo, che evidenzierà come l'Ogliastra e la realtà di Arbatax rappresentino un modello emblematico di economia costiera in cui la pesca unisce l'attività produttiva alla storia profonda della comunità. Serpillo ribadirà la necessità di sanare le lacune del sistema attraverso investimenti in formazione e innovazione tecnologica, ricordando che non può esserci uno sviluppo economico sostenibile e credibile per il comparto se non si parte dalla tutela concreta dei pescatori e dal miglioramento delle loro condizioni quotidiane di lavoro in mare.