Cemento a Cala Finanza: Italia Nostra accusa, «Il Governo usa la ZES come grimaldello sulle coste»

L'attacco degli ambientalisti sul caso Tavolara Bay: «Roma scavalca i divieti della Regione e dà il via libera a un progetto a meno di 300 metri dal mare».
11 Giugno 2026
Tavolara Bay

Un attacco frontale contro una manovra definita "opaca" per scardinare le norme di tutela delle coste sarde e aggirare il Piano Paesaggistico Regionale. Italia Nostra Sardegna condanna senza appello il progetto turistico-edilizio della società italo-brasiliana Tavolara Bay s.r.l. sul litorale di Cala Finanza. Nel mirino dell'associazione c'è la decisione del Consiglio dei Ministri che, respingendo l'opposizione della Regione Sardegna, ha confermato il via libera all'intervento. Secondo gli ambientalisti, l'autorizzazione legata alla ZES (Zona Economica Speciale) viene usata come un vero e proprio "grimaldello" per introdurre cambi di destinazione d'uso e ampliamenti volumetrici a ridosso dell'Area Marina Protetta di Tavolara.

La denuncia sottolinea con forza che il progetto ricade interamente nella fascia di massima tutela dei 300 metri dalla battigia, dove l'edificazione è tassativamente vietata. Italia Nostra evidenzia come il provvedimento governativo abbia scavalcato i pareri contrari espressi da Stato, Regione, Provincia e Comune in ben quattro Conferenze di servizi.

Per l'associazione non è solo una questione di carte bollate, ma di un attacco frontale all'articolo 9 della Costituzione e all'autonomia dell'Isola, umiliata da decisioni prese sopra la testa dei sardi. La linea sulla sabbia è tracciata: Italia Nostra annuncia battaglia dura e si schiera nei tribunali al fianco della Regione e del Gruppo d'Intervento Giuridico. L'obiettivo è uno solo: fare da scudo legale per difendere la macchia mediterranea di Punta La Greca e Cala Sedalis da un modello predatore che vuole strappare le coste alla fruizione collettiva

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