Horacio García Rossi: l’inedito sardo

Dal 4 luglio al 13 settembre 2026, il MAB – Centro d’Arte Contemporanea di Bari Sardo presenta "GRAVitazioni tra Parigi e la Sardegna", un viaggio nell'opera di un protagonista del Groupe de Recherche d'Art Visuel
29 Giugno 2026
G.R.A.V.itazioni

Il MAB – Centro d’Arte Contemporanea di Bari Sardo inaugura sabato 4 luglio 2026 alle 19.00 la mostra Horacio García Rossi: GRAVitazioni tra Parigi e la Sardegna. Curata da Caterina Ghisu e dalla direttrice del MAB, Nicoletta Zonchello, l'esposizione svela per la prima volta un capitolo inedito della storiografia sull’artista argentino, nato a Buenos Aires nel 1929 e scomparso a Parigi nel 2012: il suo profondo legame con l’Ogliastra, terra che lo ospitò a più riprese tra il 1975 e il 1978.

Realizzato in collaborazione con la Galerie Lélia Mordoch di Parigi, il progetto espositivo nasce da una ricerca approfondita su un periodo cruciale della carriera di García Rossi. Fu proprio in Sardegna, grazie all'incontro con il gallerista bresciano Armando Nizzi e alla collaborazione con il carrozziere ogliastrino Erminio Piras, che l'artista diede vita a un'opera unica: la Macchina Semantica. Partendo da una Lancia Fulvia Coupé, García Rossi operò una scomposizione del termine "automobile", trasformando il mezzo in una riflessione sul rapporto tra parola e immagine.

La mostra si sviluppa come un dialogo corale intorno alla figura di García Rossi, mettendo in relazione le opere provenienti dalla Galerie Lélia Mordoch e da prestigiose collezioni sarde con i lavori degli artisti che ne hanno condiviso il cammino creativo. Il percorso espositivo, arricchito dai prestiti della collezione Ugo Ugo dei Musei Civici di Cagliari e di privati, include opere di Getulio Alviani, Gaetano Pesce, Enrico Sirello e Tonino Casula.

L’iniziativa si apre a breve distanza dalla scomparsa di Julio Le Parc, ultimo membro fondatore ancora in vita del Groupe de Recherche d'Art Visuel. García Rossi fu tra i protagonisti di questo collettivo, noto per aver elaborato una delle posizioni più radicali dell’arte europea del dopoguerra, fondata sul rifiuto dell’autorialità individuale e sull'attivazione della percezione dello spettatore. All'interno del gruppo, l'artista si distinse per la sua ricerca sulla luce e sul movimento meccanico, guadagnandosi da François Morellet l'appellativo di "saggio del GRAV".

Dopo lo scioglimento del gruppo nel 1968, García Rossi proseguì una ricerca autonoma che culminò, tra il 1976 e il 1977, nella permanenza in Ogliastra. Il legame con il territorio fu sancito anche dalla personale del novembre 1977 alla Galleria Arte Duchamp di Cagliari, occasione che documentò il dialogo dell'artista con figure chiave del panorama sardo, come Tonino Casula e Marina Madeddu.

Il nuovo allestimento si inserisce coerentemente nella programmazione 2026 del MAB, spazio indipendente dedicato alla ricerca artistica contemporanea. Il museo continua così la sua indagine sulle trasformazioni dell'esperienza percettiva, un filone di grande importanza per l'arte del secondo Novecento, ponendo al centro il rapporto tra arte, nuovi media e tecnologie emergenti. Il progetto di EIA Factory è realizzato con il sostegno della Fondazione di Sardegna.

La mostra è visitabile al MAB di Bari Sardo dal 4 luglio al 13 settembre 2026, con inaugurazione sabato 4 luglio alle 19.00. L'apertura al pubblico è prevista dal martedì alla domenica, dalle 18.00 alle 20.00. Per informazioni è possibile scrivere a info@mabcentroarte.org o contattare l'ufficio stampa Maria Carrozza al 346 304 76 20 o all'indirizzo mail mari.carrozza@gmail.com.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Tags