Legno e Arredo in Sardegna: un tesoro da 419 milioni frenato dalla carenza di personale
La filiera del legno e dell’arredamento in Sardegna si conferma un pilastro dell'economia isolana, capace di generare un valore aggiunto di 419 milioni di euro con un’incidenza dell’1,2% sul prodotto interno regionale. Nonostante la solidità produttiva dei laboratori che realizzano arredi per case, uffici e spazi pubblici, il comparto si trova oggi ad affrontare una tempesta perfetta causata dalla crisi dei mercati internazionali e da un paradosso occupazionale senza precedenti. Secondo l'ultimo rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, nell'Isola operano 856 imprese del settore, di cui ben 720 sono realtà artigiane che garantiscono occupazione a oltre duemila addetti.
La geografia del settore vede la Sardegna del Nord guidare la classifica per numero di attività, con 355 aziende concentrate tra Sassari e la Gallura, seguite dal Sud Sardegna e dall’area metropolitana di Cagliari. Un dato sorprendente arriva dal territorio di Nuoro, che si distingue a livello nazionale per la vitalità giovanile: oltre l’11% delle imprese del mobile è guidato da under 35, posizionando la provincia tra le prime trenta in Italia per ricambio generazionale. Tuttavia, questa vivacità si scontra con una difficoltà di reperimento del personale che colloca la Sardegna al quinto posto in Italia per gravità: il 61,9% delle assunzioni previste dalle imprese resta sulla carta per mancanza di candidati qualificati.
Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna, definisce la situazione un grido d'allarme serio che rischia di soffocare il comparto. Secondo Meloni, il fatto che migliaia di posti di lavoro restino vacanti a fronte di milioni di euro di commesse rappresenta un ostacolo inaccettabile alla crescita. Per il Presidente è urgente investire massicciamente sulla formazione professionale per far comprendere ai giovani che l'artigianato moderno è una strada verso il futuro e non un retaggio del passato.
Ai problemi interni si aggiunge la frenata delle esportazioni, che nel 2025 hanno registrato una flessione del 2,2%. A preoccupare il sindacato degli artigiani è soprattutto il crollo nei mercati storici: le vendite verso gli Stati Uniti sono precipitate del 14,5%, mentre la Germania segna un pesante segno meno del 16,2%. Sebbene la Sardegna sia marginalmente toccata dalle esportazioni dirette verso il Medio Oriente, subisce con violenza l'impatto indiretto dei conflitti geopolitici attraverso l'impennata dei costi energetici, delle materie prime e dei trasporti, con il prezzo del gasolio schizzato verso l'alto.
In questo scenario, conclude Giacomo Meloni, l'accesso al credito sta diventando un percorso a ostacoli proibitivo per le micro-imprese. Con i finanziamenti in calo del 1,9% e tassi di interesse che non accennano a diminuire, investire nella transizione digitale e green è sempre più difficile. Confartigianato Sardegna chiede quindi alla Regione politiche di accompagnamento finanziario e incentivi mirati, affinché il design e l'eccellenza del legno sardo possano continuare a competere sui mercati globali senza restare schiacciati dai giganti europei.