Sestu, sullo schermo la solidarietà con "Le Cicogne di Chernobyl"

Venerdì 29 maggio allo Spazio Samsa il docufilm di Karim Galici per la rassegna Rot’Art. Una proiezione accessibile anche ai disabili sensoriali.
27 Maju 2026
Sestu

Una pagina di straordinaria solidarietà popolare che ha unito l'Italia, e in modo particolare la Sardegna, alle giovani vittime della più grande tragedia nucleare del Novecento. Venerdì 29 maggio alle ore 20:00, lo Spazio Samsa di Sestu (via Gramsci 5) ospiterà la proiezione del docufilm “Le Cicogne di Chernobyl”, diretto da Karim Galici. L'appuntamento si inserisce nella quindicesima edizione della rassegna culturale Rot’Art 2026, diretta da Pierpaolo Meloni, all'interno del progetto “Rete di Interconnessioni Sociali” promosso dall'associazione Cittadini del Mondo ODV con il sostegno della Fondazione di Sardegna.

Nel quarantesimo anniversario del disastro del 1986, l'opera racconta l'eccezionale mobilitazione che portò oltre 700 mila bambini bielorussi e ucraini, provenienti dalle aree contaminate, a essere ospitati da migliaia di famiglie italiane. Attraverso testimonianze dirette, preziosi materiali d’archivio di Rai Teche e riprese effettuate persino nella zona di esclusione attorno alla centrale, il documentario restituisce il valore umano di un’accoglienza che ha radici profonde anche nella comunità di Sestu.

La serata assumerà un forte valore inclusivo: la proiezione sarà infatti completamente accessibile alle persone con disabilità sensoriali. Grazie all’applicazione gratuita MovieReading, il pubblico potrà usufruire di audiodescrizioni e sottotitoli descrittivi in tempo reale, trasformando l'evento in un’esperienza di condivisione autentica e senza barriere.

Il lungometraggio, realizzato in collaborazione con Rai Sardegna e con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, arriva a Sestu dopo un lungo percorso nei festival nazionali e internazionali, dove ha fatto incetta di riconoscimenti — tra cui il premio come miglior documentario al Festival Dino De Laurentiis e la miglior regia al San Giò Verona Video Festival — e in vista di nuove tappe già in programma in Germania e Giappone.

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