Sardegna e farmaci equivalenti: 5 milioni di risparmi annui a portata di mano

Lo studio I-Com presentato a Cagliari indica la strada per alleggerire la spesa farmaceutica
18 Làmpadas 2026
Sardegna

La Sardegna si conferma una realtà virtuosa nell'uso dei farmaci equivalenti, superando con un’incidenza del 33% la media dello Stato del 31,9%. Nonostante questo posizionamento, esiste un ampio margine di miglioramento: se l'Isola raggiungesse un tasso di adozione del 46%, in linea con i livelli del Nord Italia, il sistema e i cittadini sardi potrebbero risparmiare circa 5 milioni di euro l'anno. Attualmente, il 13,3% della spesa farmaceutica sarda è classificato come "evitabile", poiché riferito all'acquisto di medicinali originatori ormai fuori brevetto nonostante la disponibilità di alternative che, a parità di efficacia e sicurezza, costano decisamente meno.

A frenare un utilizzo ancora più diffuso intervengono barriere culturali e prescrittive, con una quota significativa di pazienti che ancora dubita dell'efficacia degli equivalenti e una prassi medica che, solo nel 31% dei casi, punta sulla prescrizione per principio attivo. Il paradosso emerge nelle zone con minor potere d'acquisto, dove l'adozione degli equivalenti è più limitata proprio laddove il risparmio sarebbe più necessario. Per invertire questa tendenza, le raccomandazioni dello studio I-Com presentato a Cagliari puntano su una standardizzazione della prescrizione per principio attivo, sul monitoraggio trasparente dei dati territoriali e su campagne informative mirate, necessarie per abbattere la disinformazione e consolidare la fiducia nei farmaci equivalenti come risorsa strategica per la sostenibilità del Servizio Sanitario.

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