Da Paolo Fresu e Uri Caine alla "riscrittura" di Miles Davis: sabato stellare all'European Jazz Expò 2009 di Cagliari
Apprezzata pure l’esibizione dei Musica Ex Machina. Il gruppo guidato dal pianista Guido Coraddu - con Sanna e Sedda alla sezione ritmica e Bachis alla tromba - ha proposto una serie di brani propri eseguendo un interessante “bitches of brew” composto da sonorità swing, dalle tradizioni orchestrali più disparate (dal dixieland ai Balcani) speziate con sonorità funky, salsa e tango.
Alle 20.30 la straordinaria performance della band capitanata dalla cantante norvegese Mari Boine, composta da artisti scandinavi e africani, ha incantato il pubblico con i brani dell’ultimo album “Sterna Paradisea”, fresco di stampa per Universal. Dotata di una voce capace di evocare e ricontestualizzare la tradizione lappone intrecciandola a composizioni ritmiche in cui si miscelano influenze etniche, jazz e folk, la Boine ha incantato il pubblico con i suoi pezzi in cui convivono gli sterminati spazi innevati nord-europei e quelli sud-africani (dove il disco è stato registrato).
La Sala blu è stata teatro a partire dalle 22 di “Remering Lester”, sicuramente l’evento più atteso della serata. Coordinato artisticamente da Isio Saba - per un periodo manager di Bowie e dell’Art Ensemble of Chicago - il progetto ha unito sul palco musicisti, collaboratori e amici di Lester Bowie tra cui Antonello Salis (accordeon), Enrico Rava alla tromba, il batterista Don Moye oltre al fratello di Lester, Joe, al trombone e il figlio al pianoforte. A questo gruppo “aperto” durante la serata si è unito e intrecciato quello dei Sousaphonix, regalandoci classici della vasta produzione di Bowie, da “Strawberry Mango” alle atmosfere cubane di “Villa Tiamo”, fino al gran finale di “Odwalla” e omaggi dedicati al compagno di viaggio prematuramente scomparso.
Grandi aspettative anche per il progetto “In a Silent Way”. Il supergruppo, coordinato da Maurizio Martusciello all’elettronica, si è esibito in una performance che, prendendo le mosse dal celebre album di Miles Davis - punto cruciale del jazz elettrico - ha mirato a non essere una semplice rilettura/tributo ma una vera e propria opera di riscrittura e di “celebrazione al cambiamento” a 40 anni dall’uscita dello storico disco.
(AC)