Quando la "Giustizia" uccide. 24 anni dalla morte di un innocente: Aldo Scardella. Il libro di Vittorio Melis
(IlMinuto) - Cagliari, 26 giugno - Il 2 luglio 2010 saranno passati esattamente 24 anni dal giorno in cui il corpo senza vita di Aldo Scardella, trovato impiccato in una cella di Buoncammino, venne restituito ai familiari. E proprio in questa data sarà presentato a Cagliari (20.00, Sala Cosseddu) “Aldo Scardella - il dramma di un innocente”, il romanzo di Vittorio Melis che ricostruisce la vicenda dello studente cagliaritano a partire dalla sera del 23 dicembre 1985, quando a Cagliari, in via Dei Donoratico, il titolare del "Bevimarket", Giovanni Battista Pinna, venne ucciso con diversi colpi di pistola nel corso di una rapina.
Aldo Scardella, 24 anni, incensurato, abitava a 150 metri dalla rivendita di liquori. Il 26 dicembre, alle 6.00, la casa degli Scardella fu perquisita alla ricerca di armi. Nel corso della stessa mattina, Aldo fu interrogato negli uffici della Squadra Mobile della Questura di Cagliari.
Il 29 dicembre cominciò l'incubo. Aldo venne arrestato e messo in isolamento nella Casa Circondariale di Oristano. Per una settimana i familiari furono tenuti all'oscuro di tutto.
Scardella passò 185 giorni di calvario nelle carceri italiane (il 26 aprile 1986 fu trasferito a Buoncammino). Sei mesi - scrive Melis - di "dura segregazione passati tra sofferenze inaudite, disperazione" in cui non fu "mai interrogato dal giudice istruttore, sordo alle sue disperate grida di innocenza". Scardella fu "privato dapprima della libertà e poi della dignità, diritti inalienabili di ogni individuo".
Il 2 luglio di 24 anni fa il suicidio, in circostanze mai chiarite sino in fondo. Aldo lasciò un biglietto con la scritta "muoio innocente".
Una vita spezzata dai meccanismi spietati di certa "Giustizia". Aldo Scardella era innocente, del tutto estraneo alla vicenda, come dimostrarono le successive indagini che portarono nel 2002 alla condanna definitiva dei due rapinatori a 18 anni di reclusione.
Nel 2008 il Comune di Cagliari decise di dedicare una piazza ad Aldo Scardella, in un angolo del parco Giovanni Paolo II.
"Oltre al nome, nel bianco del rettangolo di ceramica della targa - scrive Melis - sono incise solo le date di nascita e di morte: 9 gennaio 1961 e 2 luglio 1986". La targa avrebbe potuto invece riportare le parole "Aldo Scardella, simbolo di ingiustizia", pronunciate da Enzo Tortora il 29 settembre 1986, quando portò un mazzo di fiori sulla tomba dello studente cagliaritano.
Alla presentazione del libro parteciperanno il consigliere regionale Claudia Zuncheddu, l'avvocato Rosa Federici, il regista Roberto Pinna e lo stesso Vittorio Melis. Coordinerà il dibattito Roberto Loddo dell'Associazione 5 novembre.
Aldo Scardella, 24 anni, incensurato, abitava a 150 metri dalla rivendita di liquori. Il 26 dicembre, alle 6.00, la casa degli Scardella fu perquisita alla ricerca di armi. Nel corso della stessa mattina, Aldo fu interrogato negli uffici della Squadra Mobile della Questura di Cagliari.
Il 29 dicembre cominciò l'incubo. Aldo venne arrestato e messo in isolamento nella Casa Circondariale di Oristano. Per una settimana i familiari furono tenuti all'oscuro di tutto.
Scardella passò 185 giorni di calvario nelle carceri italiane (il 26 aprile 1986 fu trasferito a Buoncammino). Sei mesi - scrive Melis - di "dura segregazione passati tra sofferenze inaudite, disperazione" in cui non fu "mai interrogato dal giudice istruttore, sordo alle sue disperate grida di innocenza". Scardella fu "privato dapprima della libertà e poi della dignità, diritti inalienabili di ogni individuo".
Il 2 luglio di 24 anni fa il suicidio, in circostanze mai chiarite sino in fondo. Aldo lasciò un biglietto con la scritta "muoio innocente".
Una vita spezzata dai meccanismi spietati di certa "Giustizia". Aldo Scardella era innocente, del tutto estraneo alla vicenda, come dimostrarono le successive indagini che portarono nel 2002 alla condanna definitiva dei due rapinatori a 18 anni di reclusione.
Nel 2008 il Comune di Cagliari decise di dedicare una piazza ad Aldo Scardella, in un angolo del parco Giovanni Paolo II.
"Oltre al nome, nel bianco del rettangolo di ceramica della targa - scrive Melis - sono incise solo le date di nascita e di morte: 9 gennaio 1961 e 2 luglio 1986". La targa avrebbe potuto invece riportare le parole "Aldo Scardella, simbolo di ingiustizia", pronunciate da Enzo Tortora il 29 settembre 1986, quando portò un mazzo di fiori sulla tomba dello studente cagliaritano.
Alla presentazione del libro parteciperanno il consigliere regionale Claudia Zuncheddu, l'avvocato Rosa Federici, il regista Roberto Pinna e lo stesso Vittorio Melis. Coordinerà il dibattito Roberto Loddo dell'Associazione 5 novembre.
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