"Caso" Bellomonte. aMpI: "Vogliono criminalizzare l'indipendentismo". Irs: "Violate leggi e Costituzione"
Image
(IlMinuto) – Cagliari, 20 settembre - "L’unico vero progetto criminoso che si nasconde dietro la carcerazione di Bruno Bellomonte è la criminalizzazione dell’indipendentismo e la distruzione di A Manca pro s’Indipendentzia". Con queste parole la Direzione nazionale di aMpI commenta la prima udienza del processo al militante della sinistra indipendentista sarda, cominciato giovedì scorso a Roma.
"La prima udienza - osserva la Direzione di A Manca - nonostante le aspettative, è durata moltissimo e lo scontro fra l’accusa e la difesa si preannuncia duro. Le accuse del Pm sono chiare: meno di dieci persone pescate a casaccio volevano ricostruire le Br con schede telefoniche, bevute in osteria e bigliettini nei calzini".
Anche Irs, interrompendo un lungo silenzio, ha espresso solidarietà a Bellomonte in occasione dell'apertura del processo. "Più di un anno di carcere preventivo - si legge in una nota diffusa da indipendèntzia Repùbrica de Sardigna - sono già una condanna dura, per chi non sia stato riconosciuto colpevole di alcunché. Lo è ancora di più se tale pena viene scontata lontano da casa, senza alcune delle più elementari garanzie riconosciute dalle convenzioni internazionali a tutela della condizione dei carcerati. La Costituzione italiana e le leggi dello stato italiano medesimo prevedono una serie di principi e di norme in materia di carcere e pene detentive che in questo caso appaiono platealmente violate. Ci auguriamo che ciò non dipenda dalla posizione politica indipendentista dell’imputato".
"La prima udienza - osserva la Direzione di A Manca - nonostante le aspettative, è durata moltissimo e lo scontro fra l’accusa e la difesa si preannuncia duro. Le accuse del Pm sono chiare: meno di dieci persone pescate a casaccio volevano ricostruire le Br con schede telefoniche, bevute in osteria e bigliettini nei calzini".
Anche Irs, interrompendo un lungo silenzio, ha espresso solidarietà a Bellomonte in occasione dell'apertura del processo. "Più di un anno di carcere preventivo - si legge in una nota diffusa da indipendèntzia Repùbrica de Sardigna - sono già una condanna dura, per chi non sia stato riconosciuto colpevole di alcunché. Lo è ancora di più se tale pena viene scontata lontano da casa, senza alcune delle più elementari garanzie riconosciute dalle convenzioni internazionali a tutela della condizione dei carcerati. La Costituzione italiana e le leggi dello stato italiano medesimo prevedono una serie di principi e di norme in materia di carcere e pene detentive che in questo caso appaiono platealmente violate. Ci auguriamo che ciò non dipenda dalla posizione politica indipendentista dell’imputato".
© RIPRODUZIONE RISERVATA