‘Savoia come i maiali’. Processo all’indipendentista che aveva reagito alle frasi razziste di Vittorio Emanuele: ‘I sardi? Sono capre. Puzzano’
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(IlMinuto) – Cagliari, 29 settembre - "Savoia zenia de porcos". Domani mattina il coordinatore nazionale di Sardigna Natzione Indipendentzia, Bustianu Cumpostu, comparirà di fronte al Tribunale di Cagliari per avere scritto questa frase - che nella variante bittese del sardo significa "Savoia come i maiali" - sotto il basamento del monumento a Carlo Felice di piazza Jenne.
Parole scritte col lo spray in vernice rossa il 21 giugno 2006, come reazione ai giudizi razzistici espressi nei confronti dei sardi ("Sono capre", "puzzano e basta") pronunciati nell'estate dell'anno prima dal "principe" Vittorio Emanuele di Savoia, insoddisfatto per una riparazione alla sua barca durante le vacanze in Sardegna."Cumpostu - si può leggere nella nota diffusa da Sni - aveva a suo tempo presentato ricorso al decreto penale che lo condannava a 10 giorni di carcere convertiti in 400 euro di multa per il fatto che considera immorale il dover pagare una sanzione per aver difeso il proprio popolo da un’ingiuria immeritata e chiedeva di scontare in carcere la condanna imposta dalla giustizia di uno stato usurpatore della sovranità sarda".
Il processo sarà accompagnato, dalle 9.00, da un sit di protesta e di solidarietà di fronte al Tribunale. Di fronte al giudice il coordinatore di Sni si esprimerà esclusivamente in lingua sarda.
"Pur conoscendo la lingua italiana - spiega Cumpostu - alcuni concetti e motivazioni elaborabili con codici e categorie della cultura sarda, non sono esprimibili in lingua italiana e eventuali malintesi o imprecisioni potrebbero essere usati contro di me".
Al leader indipendentista è arrivata anche la solidarietà di aMpI.
"A Manca pro s’Indipendentzia - si legge in una nota del Direttivo politico nazionale - è totalmente solidale con Cumpostu. Innanzitutto perché non riconosce il diritto di alcun tribunale o giudice italiano di processare e giudicare alcun sardo perché i processi sono celebrati in lingua italiana e in nome di un popolo (o più propriamente di uno Stato) che non è il nostro".
"Fino a quando lo Stato italiano - sostiene l'organizzazione indipendentista di sinistra - eserciterà la sua violenza organizzata ai danni del nostro popolo i processi celebrati nei tribunali italiani saranno processi di guerra e non solo quelli politici come nel caso di Bustianu Cumpostu".
Leggi anche l'articolo dell'Espresso "Vittorio Emanuele, insulti ai sardi".
Parole scritte col lo spray in vernice rossa il 21 giugno 2006, come reazione ai giudizi razzistici espressi nei confronti dei sardi ("Sono capre", "puzzano e basta") pronunciati nell'estate dell'anno prima dal "principe" Vittorio Emanuele di Savoia, insoddisfatto per una riparazione alla sua barca durante le vacanze in Sardegna."Cumpostu - si può leggere nella nota diffusa da Sni - aveva a suo tempo presentato ricorso al decreto penale che lo condannava a 10 giorni di carcere convertiti in 400 euro di multa per il fatto che considera immorale il dover pagare una sanzione per aver difeso il proprio popolo da un’ingiuria immeritata e chiedeva di scontare in carcere la condanna imposta dalla giustizia di uno stato usurpatore della sovranità sarda".
Il processo sarà accompagnato, dalle 9.00, da un sit di protesta e di solidarietà di fronte al Tribunale. Di fronte al giudice il coordinatore di Sni si esprimerà esclusivamente in lingua sarda.
"Pur conoscendo la lingua italiana - spiega Cumpostu - alcuni concetti e motivazioni elaborabili con codici e categorie della cultura sarda, non sono esprimibili in lingua italiana e eventuali malintesi o imprecisioni potrebbero essere usati contro di me".
Al leader indipendentista è arrivata anche la solidarietà di aMpI.
"A Manca pro s’Indipendentzia - si legge in una nota del Direttivo politico nazionale - è totalmente solidale con Cumpostu. Innanzitutto perché non riconosce il diritto di alcun tribunale o giudice italiano di processare e giudicare alcun sardo perché i processi sono celebrati in lingua italiana e in nome di un popolo (o più propriamente di uno Stato) che non è il nostro".
"Fino a quando lo Stato italiano - sostiene l'organizzazione indipendentista di sinistra - eserciterà la sua violenza organizzata ai danni del nostro popolo i processi celebrati nei tribunali italiani saranno processi di guerra e non solo quelli politici come nel caso di Bustianu Cumpostu".
Leggi anche l'articolo dell'Espresso "Vittorio Emanuele, insulti ai sardi".
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