Nucleare. Quando l’altra Sardegna scende in piazza

28 Marzo 2011
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(IlMinuto) – Cagliari, 28 marzo – La Sardegna sbarra la strada all'atomo. Sabato sera sono state almeno 5mila le persone che hanno partecipato, a Cagliari, alla manifestazione organizzata dal Comitato Sinonucle in vista del referendum consultivo del 15 maggio e di quello abrogativo del 12 giugno. Al successo dell'iniziativa hanno contribuito senza dubbio le notizie provenienti dal Giappone - a Fukushima la situazione è sempre più grave -, ma per le strade cagliaritane è sfilata un'altra Sardegna. Un'Isola spesso censurata, quasi mai rappresentata nelle istituzioni e priva di risorse economiche. Ma ricca di idee e di energie "pulite". Da piazza Giovanni XXIII a piazza Garibaldi hanno detto no alla costruzione di centrali nucleari e di depositi scorie numerosi gruppi e comitati ambientalisti, le organizzazioni della sinistra extraparlamentare (Fds, Pcl, Sinistra Critica), i Verdi, i Rossomori, l'Idv, il sindacalismo di base (Usb e Cobas) e tanti cittadini che hanno raccolto l'appello via Facebook del Comitato Sinonucle.
La manifestazione di sabato ha dimostrato anche tutta la forza della Sardegna indipendentista. Una parte rilevante del corteo aperto dallo striscione del Comitato Sinonucle sono state infatti le formazioni indipendentiste, con spezzoni molto partecipati di Sardigna Natzione, Irs, ProgRes e di aMpI.
Al referendum del 15 maggio mancano circa 45 giorni. "In queste settimane - ha sottolineato il coordinatore del Comitato Sinonucle Bustianu Cumpostu - continueremo a girare la Sardegna per promuovere il referendum. Con questo quesito forse è la prima volta che il popolo sardo è chiamato a pronunciarsi in quanto tale ed è la prima volta che avrà la possibilità di prendere una decisione sul proprio territorio".
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