Ingiustizia è fatta. Sfratto all’alba per i Sairu. I commenti di aMpI, Sni e Zuncheddu

22 Settembre 2011
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(IlMinuto) – Cagliari, 22 settembre – Cento uomini a terra, due elicotteri a sorvegliare l’area, il sequestro dei telefoni. Questa volta la catena di solidarietà formata da indipendentisti, pastori, artigiani e commercianti - che aveva protetto Angelo e Rosalba a maggio e a luglio - non ha potuto impedire lo sfratto dei Sairu dalla casa colonica e dai campi di Terra Segada (Carbonia). Beni venduti all'asta a causa della legge regionale 44 del 1988: frutto maledetto dell’incompetenza dei politici sardi. Lo sfratto è avvenuto all’alba. Così la catena di solidarietà fatta di donne e uomini non ha potuto formarsi in tempo per bloccare, con la resistenza passiva, una operazione programmata scientificamente. Dalla sera di martedì le forze dell’ordine hanno presidiato le strade che portano a Terra Segada. Alle sette del mattino di ieri il "blitz": l’ingresso a casa Sairu, il sequestro dei telefoni – per bloccare le richieste d’aiuto – e lo sgombero. Sgombero per fare posto al “legittimo” proprietario: una persona che – approfittandosi delle difficoltà dei Sairu, indebitati con le banche a causa della legge 44 del 1988 - ha comprato per 130 mila euro una casa di 400 metri quadri e campi per 90 ettari. “La famiglia Sariu – commenta in una nota aMpI - è l’ennesima vittima dei furti legalizzati di Equitalia, ma anche un grande esempio di resistenza contro i soprusi che costantemente tengono in ginocchio il popolo sardo […]. Questo furto vigliacco che è legale per le leggi dello stato italiano non è invece tollerato e tollerabile per il senso di giustizia dei sardi”. La pensa allo stesso modo Claudia Zuncheddu, consigliere regionale indipendentista. “La Legge – scrive Zuncheddu - ha trionfato: una famiglia ha perso lavoro e casa e il frutto di decenni di lavoro è stato svenduto per pochi soldi a favore di profittatori continentali. Non possiamo più permettere che questa rapina, legalizzata dai tribunali e da Equitalia, continui ai danni delle famiglie sarde”. Il coordinatore di Sardigna Natzione, Bustianu Cumpostu, propone di continuare la mobilitazione. "Sni – si legge in una nota - dichiara la propria disponibilità a mobilitarsi per forme pacifiche di lotta che impediscano a chi li ha acquistati all'asta di prendere possesso dei beni espropriati ad Angelo e a Rosalba”.
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