Vita in carcere: 24 ore di viaggio Sardegna-Calabria-Sardegna per poter parlare due ore con la madre malata. Sdr: “Applicare territorialità pena”

18 Novembre 2011
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(IlMinuto) – Cagliari, 18 novembre – Quattro aerei, un trasferimento in ambulanza e sette ore in aeroporto in attesa dell’aereo per poter rientrare nel carcere di Cagliari. E’ questa la cronaca del viaggio di 24 ore che un detenuto calabrese a Buoncammino, in cattive condizioni di salute, ha fatto per potere parlare per appena due ore con la mamma gravemente malata, residente in un piccolo paese a 80 chilometri da Reggio. Lo denuncia con una nota Maria Grazia Caligaris, presidente dell’Associazione Socialismo Diritti e Riforme, continua fonte di notizie sulle condizioni di vita in carcere. “Un assurdo dispendio di energie fisiche, mentali e di denaro che – spiega Caligaris – poteva essere evitato con un trasferimento temporaneo nel carcere di Reggio Calabria o meglio ancora applicando il principio della regionalizzazione della pena”.
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